Michela Andreozzi:«Le dieci righe di Jolanda su Instagram, una lezione per tutti noi»

ANSA/MEDIASET
di MICHELA ANDREOZZI*
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Mercoledì 27 Ottobre 2021, 11:08 - Ultimo aggiornamento: 29 Ottobre, 10:10

I social network ti costringono alla giovinezza. A mantenerla, ricercarla, interpretarla, fingerla. E non perché sia popolato da milioni di giovani - pullula anche di Boomer come me - ma perché ha un linguaggio giovane, cioè nuovo rispetto al passato: è fresco, rapido e muta a velocità supersonica come uno della Generazione Zeta, se non addirittura un Alfa (per capirci, quelli nati dopo il 2011 che hanno già profili, opinioni, gusti, proposte e amici). Tutto, sui social, si rinnova a ritmo continuo, con la nascita di trend che si traducono in tag che diventano pov (points of view) cioè opinioni, tante quante sono i ragazzi che le esprimono. Giovani che si distinguono l’uno dall’altro confluendo sempre in un pensiero collettivo, che restano unici compattandosi per un’unica causa.

Magari è ora di conoscerli meglio, perché stanno facendo la differenza. Io navigo sui social con una certa dose di rassegnazione e tanta curiosità: oltre ad essere un mezzo per raccontarsi a qualunque età, sono uno straordinario strumento per capire il nuovo che avanza. Jolanda Renga ha difeso sua madre Ambra Angiolini. Per i pochi che non lo sapessero, Staffelli ha inseguito l’attrice per consegnarle il Tapiro di Striscia La Notizia per un presunto tradimento di Massimiliano Allegri, il suo (ormai) ex compagno, dandole, in sostanza, della perdente solo per avere chiuso una relazione. Qualche giorno fa, con poche righe in una storia di Instagram, Jolanda, più che per ragioni di appartenenza familiare o di genere, ha manifestato dissenso per le modalità con cui il programma ha giocato sulla sofferenza di un essere umano già ferito, dimostrando attenzione alla persona prima che alla donna e alla madre, con un senso delle priorità profondamente sano e moderno. Una figlia già donna, che ha disintegrato in dieci righe svariati pregiudizi, ci ha spiegato che perdere l’amore non significa essere un perdente. Anzi. Questi figli, di questa generazione, hanno confidenza con la fragilità e ne hanno fatto una bandiera. Sono una meglio gioventù che su TicTok sta spopolando con due trend topic a cui avremmo dovuto pensare noi adulti: #pensieropositivo e #parolegentili, strumenti di quella rivoluzione gentile in cui noi abbiamo sperato e che non siamo riusciti a fare, pensandola come una cosa troppo grande e troppo seria, senza capire che si poteva fare anche attraverso la leggerezza. Ragazzi che meritano attenzione, visto che gli stiamo lasciando un mondo da rimettere a posto e la stanno prendendo benissimo. Siamo ancora in tempo per dargli una mano.

*Attrice e regista

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