Cassazione, sentenza storica: paga lo Stato se lo stupratore non risarcisce la vittima

Domenica 29 Novembre 2020

La Corte di Cassazione con una sentenza che farà storia ha stabilito che dovrà pagare lo Stato se lo stupratore non risarcisce la vittima. In pratica dovrà riconoscerle un indennizzo il cui importo non potrà essere puramente simbolico, ma sarà parametrato e valutato in base al crimine, alla sua gravità, ai danni morali e materiali. 


Lo ha chiarito la terza sezione civile nella sentenza n. 26757/2020 che porta la data del 24 novembre e che riguarda la vicenda di una donna, aggredita, sequestrata e costretta a subire ripetutamente atti sessuali. Gli aguzzini, condannati in sede penale per il reato di violenza sessuale, avrebbero dovuto versare alla vittima una provvisionale di 50mila euro che, tuttavia, la donna non è mai riuscita ad ottenere in quanto i suoi aguzzini si erano resi latitanti.

A questo punto la vittima ha citato in giudizio la Presidenza del Consiglio dei Ministri per ottenere il risarcimento del danno da lei subito a causa della mancata trasposizione, in tempo utile, da parte dell'Italia della direttiva 2004/80/CE relative all'indennizzo delle vittime del reato (recepita solo nel 2017).

La direttiva europea aveva stabilito che gli Stati membri avrebbero dovuto introdurre un sistema generalizzato di tutela indennitaria per garantire un adeguato risarcimento in favore delle vittime di tutti i reati violenti e intenzionali (compreso quello di violenza sessuale) nelle ipotesi in cui le medesime fossero impossibilitate a conseguire, dai diretti responsabili, il risarcimento integrale dei danni subiti.


 

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