Twitter censura la Cina, aveva annunciato l'emancipazione delle donne uigure (sottoposte a sterilizzazione forzata)

Lunedì 11 Gennaio 2021

«Studi dimostrano che nel processo di sradicamento dell'estremismo, le menti delle donne uigure sono state emancipate e l'uguaglianza di genere e la salute riproduttiva sono state promosse, non rendendole più delle macchine per fare bambini. Sono più fiduciose e indipendenti». L'inquietante messaggio postato su Twitter dalla ambasciata cinese negli Usa faceva riferimento ad un presunto miglioramento delle condizioni delle donne della minoranza musulmana in Cina. Nel messaggio veniva allegato uno studio condotto dal Centro Ricerca dello Xinjiang secondo cui i cambiamenti «non sono stati causati dalla sterilizzazione forzata come denunciato più volte da studiosi e politici occidentali».

Twitter è di nuovo intervenuta per cancellare il tweet dell'ambasciata cinese in America, visto che parlava di emancipazione delle donne musulmane nella regione dello Xinjiang da anni sottoposte ad un regime di persecuzione dal governo cinese con l'intento di sradicare l'estremismo. La storia è stata resa nota dall'Independent che a sua volta citava il quotidiano di stato China Daily in cui si sottolineava che le donne della minoranza musulmana non sono più macchine per fare bambini grazie all'intervento dello stato.

Pechino da anni è stata accusata di aver costretto alla sterilizzazione forzata le donne uigure, in quella che è stata definita una campagna demografica di genocidio.

Twitter ha rimosso il tweet nel weekend rimpiazzandolo con un messaggio in cui si dice telegraficamente: "violazione delle regole di Twitter". Pechino ha più volte negato le accuse di persecuzione della popolazione uigura. Nel 2019 la Cina aveva annunciato un piano per rendere l'Islam più compatibile con il socialismo e aveva introdotto delle misure per rendere più cinese la religione. Tra le regole anche il bando del velo per le donne e della barba lunga per gli uomini.

Un milione di uiguri, minoranza principalmente di religione musulmana, sono stati detenuti in un campo definito dall'Onu di concentramento.

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