Cosa farò da grande? Le ragazze più idealiste e intraprendenti, la mamma influenza le scelte dei giovani

Cosa farò da grande? Le ragazze più idealiste e intraprendenti, la mamma influenza le scelte dei giovani
di Maria Lombardi
5 Minuti di Lettura
Mercoledì 6 Aprile 2022, 15:30

Cosa farò da grande? Le ragazze sono più idealiste, intraprendenti e ambiziose. Pensano a un lavoro che sia in linea con le loro passioni e le gratifichi, meglio ancora se consente di impegnarsi in qualcosa in cui credono. Senza rinunciare però a carriera e al guadagno. Più pragmatici e razionali i ragazzi, disposti in maggior numero a seguire l'esempio di famiglia e a intraprendere percorsi scientifici e Stem. Tutti quanti però mettono al primo posto un'ambizione: trovare un buon equilibrio tra vita privata e lavoro. La mamma è più influente del papà nell'orientare le scelte e i consigli degli amici contano più di quelli dei prof.

Ecco cosa vogliono fare da grandi i ragazzi, secondo la ricerca condotta da Ipsos per Valore D tra i giovani di 16-21 anni. Lo studio che ha coinvolto 800 studenti è stato presentato  alla presenza del ministro per le Politiche Giovanili Fabiana Dadone, la presidente Valore D, Paola Mascaro e la direttrice Valore D, Barbara Falcomer. Se la ricerca di un lavoro gratificante orienta la scelta del percorso di studi della quasi totalità degli studenti (93%), le ragazze si rivelano più idealiste dei loro coetanei e desiderano essere utili alla società (86%). Per i ragazzi è più importante fare una scelta che sia coerente con gli studi delle superiori (67%). Ma quando si tratta di scegliere il percorso di studi futuri ragazzi e ragazze sono d’accordo: 7 su 10 si sentono poco seguiti.

Le ragazze

Quando immagini il tuo futuro, pensi a....Questa la domanda. Le ragazze (in una percentuale superiore ai ragazzi) pensano alla carriera e a fare esperienza all'estero e dicono che il lavoro è «un modo per raggiungere la realizzazione personale e impegnarsi in qualcosa in cui credono». La famiglia è importante nelle scelte che riguardano il loro futuro per il 70% dei ragazzi, le mamme sorpassano i padri come "influencer",  punto di riferimento per il 64% di loro, mentre quella paterna si ferma al 53% ed è più importante per i maschi.

Seguono poi gli amici (45%) che sono più ascoltati della scuola, indicata solo nel 41% dei casi, con una prevalenza da parte dei maschi. Solo il 34% degli studenti ritiene infatti che la scuola fornisca gli strumenti per capire cosa fare da grande e cercano quindi di chiarirsi le idee su internet. Tre ragazzi su quattro hanno già fatto ricerche in rete e oltre la metà ascolta racconti e testimonianze di persone che fanno un mestiere ritenuto interessante.

La laurea

Il 66% delle ragazze ambisce alla laurea, contro il 46% dei coetanei maschi. La differenza diventa più evidente quando si parla di studi Stem, le studentesse orientate a Science, Technology, Engineering e Mathematics sono solo il 14% contro il 32 degli studenti. Nelle materie umanistiche il rapporto si capovolge. 

In aiuto ai giovani arriva "Wanter", uno strumento per orientarli nella scelta.  Si tratta di un progetto di innovazione sociale digitale firmato Valore D che ha l’obiettivo di ridurre il gap tra i sogni dei ragazzi e le richieste da un mercato del lavoro in rapida evoluzione. Wanter, che ha avuto il patrocinio del Ministero del Lavoro e del Ministero delle Politiche Giovanili, è una piattaforma digitale di orientamento professionale, gratuita e a libero accesso, attraverso la quale i ragazzi possono navigare tra i 100 lavori più richiesti dei prossimi anni, scoprire quelli più in linea con le proprie passioni e abilità, conoscere i percorsi di studio che preparano per svolgerle, ascoltare le video testimonianze dei professionisti che già le svolgono e avere una indicazione sulla retribuzione. La piattaforma Wanter è disponibile all’indirizzo: www.wanter.it

«Ci troviamo a leggere dati economici relativi al mondo del lavoro, in cui a fronte di incrementi, seppur contenuti del tasso di occupazione, il numero di posti vacanti rimane sempre elevato. Progetti come questo sono utili ai giovani e non solo, per far comprendere la reale portata del loro potenziale, le loro attitudini, le loro soft skills e far emergere risorse e competenze sopite o messe da parte. Come classe dirigente abbiamo la responsabilità di costruire un mondo all’altezza delle aspettative nei nostri giovani», commenta il ministro  Dadone. Riguardo ai tre milioni di ragazzi che non studiano, i cosiddetti Neet, «quello che stiamo facendo - aggiunge Dadone -  come ministero è di mettere insieme una campagna di comunicazione sui territori per coinvolgerli e  fargli capire quali sono le possibilità di formazione e le opportunità di lavor. Faremo una mappatura, lavoremo con le associazioni giovanili per riuscire a coinvolgerli, partiremo a giorni con una campagna informativa itinerante rivolta ai giovani inattivi di età compresa tra i 14 e i 35 anni»

Il progetto

«Entro il 2025 emergeranno 97 milioni di nuovi ruoli. Ma al momento mancano i profili. La maggior parte dei lavori ad alta occupabilità richiedono competenze e conoscenze STEM, un ambito nel quale le donne sono ancora sottorappresentate.  Il progetto Wanter vuole essere una “guida” per le nuove generazioni che le aiuti a scoprire un mondo del lavoro ricco di opportunità e libero dagli stereotipi che ancora influenzano, soprattutto le ragazze, nelle loro scelte scolastiche e professionali», commenta Barbara Falcomer Direttrice Generale Valore D. 

«È importante che i giovani possano scegliere il loro futuro professionale inseguendo i loro sogni, consapevoli delle opportunità che avranno davanti e scevri dai pregiudizi. Dobbiamo tutti contribuire a un profondo cambiamento culturale, che parta dalle scuole e dalle famiglie, e che insegni ai giovani a sperimentare, curiosare, indagare, provare senza paura. Solo così potremo davvero innescare un cambiamento reale, che gioverà alla società di domani e alle organizzazioni che sapranno interpretarlo», conclude Paola Mascaro, Presidente Valore D.

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