Parità salariale di genere, primo ok alla legge: arrivano bollino aziendale e premi

Parità salariale di genere, primo ok alla legge: arrivano bollino aziendale e premi
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Mercoledì 13 Ottobre 2021, 20:42 - Ultimo aggiornamento: 20:47

La riduzione della differenza salariale di genere fa un passo avanti. Si passerà anche attraverso un premio alle aziende private con l'organico all'insegna dell'uguaglianza tra i sessi, che potranno tanto godere di sgravi contributivi fino a 50mila euro, quanto ricevere con più facilità aiuti di Stato per sostenere i propri investimenti. Tutto questo si prefigge di raggiungere la proposta di legge sulla parità salariale, un testo che racchiude iniziative di diversi schieramenti politici, approvata oggi dall'Aula della Camera all'unanimità.

I dettagli del provvedimento

Il provvedimento, che sarà esaminato in seconda lettura al Senato, va a modificare l'articolo 46 del codice delle pari opportunità del 2006, disponendo l'obbligo di stesura di un rapporto sul personale alle aziende con 50 dipendenti (che verrà trasmesso telematicamente al ministero del Lavoro), mentre il testo di 15 anni fissava l'asticella alle realtà produttive con 100 occupati.

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La nozione di discriminazione

Le nuove norme integrano, tra l'altro, la nozione di discriminazione diretta e indiretta, includendo nelle fattispecie pure gli atti di «natura organizzativa, o oraria» che sfavoriscono la componente rosa. Nel mirino, pertanto, finiscono quei trattamenti che, «in ragione del sesso, dell'età anagrafica, delle esigenze di cura personale o familiare, dello stato di gravidanza nonché di maternità o paternità, anche adottive», pongono o possono porre la lavoratrice in «posizione di svantaggio rispetto alla generalità degli altri» addetti, generano «limitazione delle opportunità di partecipazione alla vita o alle scelte aziendali», e creano ostacoli riguardo ad avanzamento e progressione nella carriera.

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La promotrice della legge

La relatrice e promotrice dell'iniziativa, la deputata del Pd Chiara Gribaudo, ha voluto ricordare «le 470mila donne che hanno perso il lavoro durante la pandemia», evidenziando come, in Italia, le laureate siano pari al 56% del totale di chi ottiene il titolo, «ma solo il 28% dei manager» e che «è ancora possibile per una donna ricevere fino al 20% di stipendio in meno del collega uomo», con medesime mansioni e ore lavorate.

La posizione del governo

Per la ministra delle Pari opportunità e della Famiglia Elena Bonetti, quella licenziata alla Camera è «una proposta che si integra con la certificazione per la parità di genere prevista dal Pnrr», mentre per il collega titolare del dicastero del Lavoro Andrea Orlando il semaforo verde acceso sul provvedimento è «un'ottima notizia» e «un passo in avanti sulla strada» dell'uguaglianza tra donne e uomini.

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