Wef, il Covid allontana la parità di altri 36 anni. L'Italia è al 63° posto, dietro Perù e Bolivia

Mercoledì 31 Marzo 2021
Wef, il Covid allontana la parità di altri 36 anni. L'Italia è al 63° posto, dietro Perù e Bolivia

Un'altra generazione di donne dovrà aspettare per raggiungere la parità di genere: l'impatto del Covid-19 ha aggiunto 36 anni al tempo necessario per chiudere il divario di opportunità rispetto agli uomini e di questo passo servirà la biblica cifra di 135,6 anni per colmarlo. È lo scenario tracciato dal rapporto annuale sul 'Gender Gap' del World Economic Forum, che nella sua 15esima edizione mette nuovamente l'Islanda al primo posto per il minore divario di genere, seguita da Finlandia, Norvegia, Nuova Zelanda e Svezia. L'Italia resta nelle retrovie, in 63esima posizione su 156 Paesi, dietro a Perù e Bolivia e di un soffio davanti a Timor-Leste e Bangladesh e, per quanto in miglioramento dal 76esimo posto dello scorso anno, è penalizzata soprattutto dalle disparità in materia di occupazione e retribuzioni.

 

Quasi 100 anni per colmare il gender gap nel mondo: l'Italia arretra

Nella graduatoria la Germania è 11esima, la Spagna 14esima e la Francia 16esima, mentre gli Usa sono 30esimi, davanti all'Olanda. All'ultimo posto l'Afghanistan, preceduto da Yemen e Iraq. Nonostante i progressi raggiunti nell'istruzione e nella salute, le donne nel mondo devono ancora fare fronte a una serie di ostacoli economici, a un calo della partecipazione politica e alle tante difficoltà nel mondo del lavoro, sottolinea lo studio. In molti grandi paesi la parità di genere si è bloccata a causa della pandemia, spesso perchè le donne sono più frequentemente occupate nei settori maggiormente colpiti dai lockdown e per le maggiori incombenze in famiglia a cui hanno dovuto far fronte. Come ha rilevato l'Ilo, le donne durante la pandemia hanno perso il lavoro a un tasso maggiore rispetto agli uomini (5% contro il 3,9%), un sondaggio dell'Ipsos ha messo in evidenza l'aumento dello stress caduto sulle donne (e il calo di produttività) per il moltiplicarsi delle responsabilità di accudimento di figli e anziani durante la crisi sanitaria e i dati di Linkedin mostrano che, nonostante la ripresa economica, le assunzioni al femminile sono più lente rispetto a quelle degli uomini ed è più difficile che riguardino ruoli di vertice.

DISPARITA' DI REDDITO

Insomma «la pandemia ha esasperato le disparità» in famiglia e nel lavoro a svantaggio delle donne, sottolinea il Wef. Si è intanto ampliata la disuguaglianza a livello politico, visto che nei 156 Paesi considerati, le donne hanno solo il 26% dei seggi in parlamento e il 22,6% delle posizioni ministeriali. Sulla base dell'attuale traiettoria, ci vorranno 145,5 anni per chiudere il divario di genere in politica, contro i 95 anni dell'edizione 2020. Resta poi abissale il 'gap' economico: nonostante un piccolo miglioramento rispetto allo scorso anno, ci vorranno 267,6 anni di attesa per chiuderlo, perchè mentre le donne continuano a migliorare le loro competenze, persistono le disparità di reddito e le donne in posizioni manageriali sono ancora poche. Va meglio sul fronte dell'istruzione e della salute dove il divario di genere è quasi chiuso. Sul fronte scolastico ci vorranno 14 anni per colmarlo e nella sanità è per il 95% già chiuso. Nel caso dell'Italia il rapporto punta i riflettori soprattutto sul fronte economico, dove la Penisola è 114esima quanto a pari opportunità. Pesano sia la ridotta partecipazione delle donne alla forza lavoro, sia le disuguaglianze di reddito e salari. Il reddito stimato delle donne italiane è in media pari a solo il 57,2% di quello degli uomini e la differenza da colmare sulle retribuzioni è del 46,7%. Va meglio, ma certo non è brillante, il posizionamento sul fronte dell'istruzione che vede l'Italia 55esima. La sfida - sottolinea il Wef - è quella di migliorare la partecipazione e lo studio da parte delle donne nei campi più rilevanti per il mercato del lavoro, attuale e futuro. Ad esempio, la quota di donne laureate nelle materie Stem (scienze, tecnologie, ingegneria e matematica) è solo del 15,7% contro il 34% degli uomini. L'Italia è infine al 41esimo posto per l'empowerment politico, grazie alle percentuali di donne in Parlamento e nelle posizioni ministeriali (33esimo posto in entrambi i casi). A far slittare all'indietro la Penisola quanto a parità di genere in politica è la casella sulla posizione (al femminile) di capo di Stato. Che continua ad essere vuota. 

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