Vietato il «signori e signore» sui treni inglesi. Ordine al personale: offeso chi non si riconosce nei 2 sessi

Vietato il «signori e signore» sui treni inglesi. Ordine al personale: offeso chi non si riconosce nei 2 sessi
di Maria Lombardi
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Signori e signore, ladies and gentlemen, addio. Vi comunichiamo che d'ora in poi non ci rivolgeremo più a voi in questo modo apparentemente cortese ma anche poco inclusivo e per alcuni addirittura discriminatorio. Come uscirne ancora non si sa, intanto scusateci per tutte le volte in cui abbiamo involontariamente offeso qualcuno. Ancora non siamo arrivati a questo, almeno in Italia, a cancellare cioè il benvenuto a signori e signore per non disturbare chi non si sente né signore e né signora. Ma altrove c'è chi ci sta pensando.

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Ha fatto molto discutere in Gran Bretagna il caso della London North Eastern Railwaycompagnia ferroviaria di proprietà del Dipartimento per i trasporti. Qualche giorno fa un passeggero, Laurence Coles, si è lamentato perché il conducente del treno ha saluto con il solito "ladies and gentlemen", riporta il "Mail online". Lui dice di «non essere binario», di non riconoscersi nel sesso maschile e nemmeno in quello femminile, e non ha dunque gradito quel benvenuto. «Buon pomeriggio, signore e signori, ragazzi e ragazze ..., quindi come persona non binaria questo annuncio non si applica effettivamente a me, quindi non ascolterò», ha protestato il passeggero.

La compagnia ferroviaria LNER ha risposto con un tweet a Laurence - che è anche rappresentante Lgbt del sindacato ferroviario, rappresentante dei diritti gay e transessuali per una filiale londinese del Partito laburista -   chiedendo scusa: «i nostri conducenti - ha scritto - non dovrebbero usare questo linguaggio e ti ringraziamo per averlo portato alla nostra attenzione». Il personale d'ora in avanti sarà attento a non fare riferimento al sesso per non offendere i passeggeri che non si identificano come uomini o come donne, cercando di essere più inclusivi.   

Dunque, niente più signori e signore. Polemica rientrata? Propio no, perché in tanti hanno accusato la compagnia di essere «ridicola» assecondando queste «sciocchezze». E come dovrà dire d'ora in avanti il conducente: signori, signore e Laurence?, ha scherzato qualcuno su Twitter. Julia Hartley-Brewer di talkRADIO ha detto: «Smettetela di assecondare queste sciocchezze. Il conducente non ha detto niente di sbagliato. La lamentela di Laurence è ridicola. Nessuno è stato escluso o discriminato. Fai semplicemente il tuo lavoro di far andare i treni in orario». L'editorialista Paul Embery ha aggiunto: «Assolutamente ridicolo»

La compagnia ferroviaria non avvierà nessuna azione disciplinare nei confronti del conducente del treno ma ha confermato il suo impegno a favore  della diversità e dell'inclusione. «Non ci stiamo piegando  per accogliere una sola persona, stiamo facendo del nostro meglio per accogliere ogni persona». Intanto, fanno notare in tanti, non sono ancora arrivati annunci che non suonino discriminatori. 

I SOCIAL

Lui e lei al tramonto, insieme a signori e signore? Come rivolgersi a chi non si riconosce da una parte o dall'altra? I social ci stanno pensando. Instagram da poco dà agli utenti la possibilità di definire i loro pronomi di genere in una sezione separata del proprio profilo.  Chi frequenta i social ormai è abituato a leggere espressioni come she/her, he/him o they/them nelle biografie. Si tratta di pronomi inglesi che gli iscritti utilizzano per presentarsi con il genere con il quale si identificano, che sia femminile, maschile, o non definito. Il che consente a persone transgender e non-binarie di mostrarsi anche online esattamente come desiderano e non in modo definito dal social.

SCHWA

Si chiama schwa la piccola ‘e’ rovesciata (ә), il suono neutro, il simbolo dell’Alfabeto Fonetico Internazionale che  è il candidato ideale per superare il binarismo del linguaggio. Una sfida per la lingua italiana che richiama al rispetto della diversità.  L’asterisco (*), la chiocciola (@), la vocale ‘u’ sono alcune delle strategie inclusive utilizzate per rispondere all’assenza di un neutro dalla lingua italiana. 

Venerdì 14 Maggio 2021, 16:37 - Ultimo aggiornamento: 16 Maggio, 11:05
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