"Kimono Rosa", l'Associazione nata per aiutare le donne vittime di stalking e violenze

Cristina Gnan tra i co-fondatori di Kimono rosa
di Valentina Venturi
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Mercoledì 14 Aprile 2021, 11:13 - Ultimo aggiornamento: 22:17

Secondo uno studio Istat il 31,5% delle donne italiane tra 16-70 anni (oltre 6,7 milioni) ha subito nel corso della propria vita una forma di violenza fisica o sessuale, spesso compiuta in un contesto domestico da partner o ex partner. Con la pandemia e il primo lockdown di marzo 2020, le richieste ai numeri antiviolenza sono aumentate del 73%.

È partendo anche da questi dati che è stata fondata "Kimono Rosa" – associazione non profit nata a Treviso e che a metà 2021 aprirà una seconda sede a Chieti – presente nel supporto di adolescenti e donne che hanno subito discriminazioni, stalking, abusi, violenze psicologiche e fisiche, sia in relazione a eventi passati sia a quelli appena accaduti. «Il nostro obiettivo – precisa Alberto Grespan, co-fondatore del progetto – è di supportare donne e adolescenti vittime di violenza attraverso un percorso gratuito di rinascita personale, consapevolezza e riscoperta della gioia, fornendo loro strumenti adeguati sia per mezzo di interventi individuali che di gruppo. Puntiamo a supportare 1.000 ragazze e donne provenienti da tutta Italia nel 2021».

I co-fondatori sono nove (6 donne tra cui Cristina Gnan, counselor sistemica specializzata nel risveglio del femminile - nella foto - e 3 uomini, ) e oggi lo staff è formato da quattordici persone (11 donne e 3 uomini), tra psicologi, counselor e volontari. L'obiettivo è di fornire supporto gratuito a donne in difficoltà e crisi emozionale tramite un ascolto amorevole e competente. «I nostri percorsi e servizi erogati gratuitamente – conclude Grespan – spaziano dagli incontri individuali con psicologhe e psicologi, ai trattamenti di riequilibrio energetico, passando per gruppi di mutuo aiuto e attività collaterali come le meditazioni guidate e lo yoga della risata, per riportare maggiore tranquillità, gioia e buone abitudini fin da subito. Visto il periodo di pandemia, per garantire la continuità del percorso, gli incontri si svolgono in modalità online».

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