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Il divario tra uomini e donne in campo finanziario inizia da teen-ager, fattore culturale decisivo

Domenica 6 Dicembre 2020

Il gap tra uomini e donne si ingigantisce cammin facendo. Discriminate fin da piccole, insicure da adulte : in Italia il divario di genere sulle questioni finanziarie comincia gia' tra i banchi di scuola: a pesare sono soprattutto tre fattori: l'impatto della famiglia, il ruolo delle madri, il contesto socio-culturale unito al retaggio storico. Il divario e' molto piu' profondo al Sud del Paese, e prosegue poi per tutta la vita. In questo periodo la pandemia ha accentuato il dislivello. Uno studio della Doxa dice che il 40% delle donne non riesce a far fronte a una spesa imprevista di 2000 euro a fronte del 26% degli uomini.

Il National Bureau of Economic Research (NBER) ha appena pubblicato una ricerca guidata da Laura Bottazzi, economista all'Universita' di Bologna e  Annamaria Lusardi della George Washington University, in cui si mettono a fuoco le dinamiche storiche e culturali per comprendere il fenomeno della esclusione femminile.

In pratica i poli commerciali medievali e la struttura della famiglia hanno creato le condizioni per la codificazione del ruolo delle donne nella societa' e hanno plasmato le differenze di genere nell'alfabetizzazione finanziaria. La differenza tra le Regioni e' profonda: le migliori prestazioni si hanno al Nord rispetto al Sud.  Le regioni con le prestazioni piu' basse hanno anche la maggiore differenza di prestazioni tra ragazzi e ragazze. Ma, le differenze di genere nell'alfabetizzazione finanziaria non sono necessariamente concentrate nelle regioni con il reddito pro capite piu' basso.

In sintesi: i ragazzi hanno maggiori probabilita' delle ragazze di ottenere buoni risultati con l'alfabetizzazione finanziaria. Al Sud e nelle Isole il punteggio medio di ragazzi e ragazze e' simile a quello della Colombia, il paese ultimo nella valutazione dell'alfabetizzazione finanziaria.

Le differenze di genere, quindi sottolinea lo studio, tendono ad essere maggiori dove l'alfabetizzazione finanziaria e' piu' bassa. Un gap che e' alla radice anche della fragilita' e dell'ansia finanziaria che divide uomini e donne per l'intero corso della loro vita: i maschi infatti, in base all'indagine Doxa sono anche piu' disposti a rischiare nelle decisioni finanziarie (il 37% del campione a fronte di un 26% delle intervistate), mentre le donne dichiarano di avere piu' difficolta' nel raggiungere i propri obiettivi finanziari.

«Dai dati emerge la difficolta' di pensare e progettare il futuro - spiega Lusardi -. E sono soprattutto le donne ad aver cambiato gli obiettivi di medio lungo periodo a causa della pandemia. Tuttavia, non e' solo colpa della crisi. I dati mostrano che c'e' un problema strutturale e di tipo culturale. La conoscenza finanziaria delle ragazze e delle donne puo' e deve migliorare. Le statistiche non sono il nostro destino. Bisogna investire sull'educazione finanziaria delle donne per la ripresa del Paese, perche'  le donne possano contare davvero».

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