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Nuova delusione del movimento femminile, rinnovato il cda del CNR, tutti uomini e nessuna donna

Lunedì 15 Febbraio 2021
Nuova delusione del movimento femminile, rinnovato il cda del CNR, tutti uomini e nessuna donna

Come se non bastasse il governo Draghi a stragrande maggioranza maschile (su 23 ministri, solo 8 sono donne), anche il rinnovo dei vertici del CNR ha di nuovo confermato la tendenza a lasciare indietro le ricercatrici. Un rinnovo avvenuto in sordina, tre giorni prima dell'arrivo del nuovo esecutivo, che ha lasciato l'amaro in bocca a diversi organismi femminili tra cui Noi Rete Donne che da anni svolge il ruolo di monitoraggio alla effettiva democrazia parlamentare in Italia. 

«Spiace notare che nei Gabinetti dei Ministeri non abbiano ancora capito che la società è costituita per la metà di donne e per la metà di uomini. Apprendiamo infatti con sconcerto che il Governo per gli affari correnti ha nominato il Consiglio di Amministrazione del Consiglio Nazionale delle Ricerche nelle persone di tre uomini, Lucio D’Alessandro, Patrizio Bianchi e Gabriele Fava, ignorando la necessità di una rappresentanza femminile, nonostante la Ricerca Italiana sia ricca personalità femminili che detengono posizioni di altissimo valore in campo scientifico» si legge in una lettera aperta firmata da Daniela Carla e Marisa Rodano. 

 

«Ancora una volta dobbiamo ricordare ai vertici delle istituzioni italiane che non è più tollerabile nominare solo uomini nei Consigli di Amministrazione degli Enti Pubblici. Non è accettabile, oggi, che il vertice del Consiglio Nazionale delle Ricerche sia a maggioranza maschile. La Ricerca Italiana non è una cosa per soli uomini. Ministro Gaetano Manfredi, le chiediamo di rivedere la sua decisione e di integrare il Consiglio di Amministrazione del CNR con una componente femminile».

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