Musu, avvocata e attivista, è il volto delle donne africane che lottano per l'emancipazione

Musu, avvocata e attivista, è il volto delle donne africane che lottano per l'emancipazione
di Franca Giansoldati
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Lei stessa ha provato sulla sua pelle cosa vuol dire subire una mutilazione genitale o essere costretta a sposarsi, poco più che bambina, ad un uomo molto più grande. Oggi la trentenne Musu Bakoto Sawo - docente universitaria e attivista per i diritti femminili in Gambia - è una donna emancipata che si batte per una cultura paritaria e rispettosa del mondo femminile.

Musu - volto sorridente e coperto dal hijab -  e' stata indicata come "Africana dell'anno 2020" dalla testata nigeriana Daily Trust. Il comitato incaricato di svolgere la selezione - guidato dall'ex presidente del Botswana, Festus Mogae - non ha avuto dubbi.

Musu è avvocata trentenne, vincitrice del premio 2020 per l'impegno contro la violenza di genere e, in particolare, contro i matrimoni precoci e le mutilazioni genitali femminili, si è fatta conoscere per la forza con la quale promuove i diritti umani.

La sua storia è pazzesca. Venne fatta sposare a poco meno di 14 anni anche se poi rimase vedova a 21, senza alcuna fonte di reddito. Da piccola era stata sottoposta a mutilazioni genitali, una pratica orribile molto diffusa in tutta l'Africa. Con l'aiuto di alcune ong e grazie alla sua determinazione ha potuto studiare, ottenendo la laurea in legge e raggiungendo la sua attuale posizione. 

Il suo impegno nella difesa dei diritti delle donne e' cominciato molto presto. Uno degli elementi chiave che hanno portato all'attribuzione a lei del riconoscimento del Daily Trust e' stato il sostegno fornito dalla sua associazione alle donne colpite da violenza domestica e difficolta' economiche da quando e' iniziata la pandemia. 

Mercoledì 20 Gennaio 2021, 12:51
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