Covid, ecatombe dell'occupazione femminile nel mondo, 64 milioni di donne hanno perso il lavoro

Covid, ecatombe dell'occupazione femminile nel mondo, 64 milioni di donne hanno perso il lavoro
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Secondo l'Organizzazione Internazionale del Lavoro, 64 milioni di donne hanno perso il lavoro l'anno scorso. La perdita di occupazione ha colpito il 5% per le donne nel 2020, rispetto al 3,9% per gli uomini. Le conseguenze economiche della pandemia sono molto più gravi per le donne sovra-rappresentate in settori con bassi salari, pochi benefici e meno sicurezza lavorativa. Invece di affrontare la questione centrale della disuguaglianza di genere nel mondo del lavoro, i governi – secondo l'Oil – l'hanno praticamente ignorata, generando una perdita stimabile attorno agli 800 miliardi di dollari di mancate entrate.

Queste stime escludono le centinaia di milioni di donne che lavorano in nero - lavoratrici domestiche, venditrici al mercato e lavoratrici agricole – di fatto mandate a casa senza preavvisi o facendole accettare salari drasticamente ridotti.

Le donne costituiscono la grande maggioranza dei lavoratori precari nei paesi a medio e basso reddito. Solo nel primo mese della pandemia, i 740 milioni di donne che lavorano nell'economia precaria e non tutelata nei paesi a basso e medio reddito hanno perso il 60% del loro reddito e non hanno ricevuto indennità di disoccupazione perché sono escluse dai sistemi di protezione sociale.

Come se non bastasse, alle donne sono state date ulteriori responsabilità di cura. Responsabilità che già pesavano sulla loro vita quotidiana, visto che prima dell'arrivo della pandemia erano responsabili di più di 3/4 del lavoro domestico non retribuito e rappresentavano i 2/3 dei lavoratori nel settore dell'assistenza. Questo contributo, se quantificato, raggiungerebbe la somma astronomica di 10,8 trilioni di dollari all'anno, più di tre volte la dimensione dell'industria tecnologica globale.

Lunedì 17 Maggio 2021, 09:31
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