Chi era davvero Santa Chiara? La regista Nicchiarelli fa luce sulla potenza di una donna simbolo

Chi era davvero Santa Chiara? La regista Nicchiarelli fa luce sulla potenza di una donna simbolo
di Franca Giansoldati
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Lunedì 14 Novembre 2022, 19:24 - Ultimo aggiornamento: 21:06

Santa Chiara è un modello femminile modernissimo che parla di una immensa forza interiore capace di dare corpo ai sogni. Rappresenta la figura radicale che, in una rigidissima società medievale, non esita a lasciarsi alle spalle tutto per amore di un ideale, in questo caso il Vangelo di Gesù Cristo. Abbandona così i legami familiari, la vita agiata, le regole pubbliche della sua epoca, superando persino le forti opposizioni paterne. Ha solo 18 anni quando una notte scappa da casa per raggiungere l'amico Francesco e da quel momento la sua vita entra nella storia della Chiesa e del mondo. Il suo spiccato desiderio di libertà coincide con il Vangelo, la sua potenza si rapporta a come seppe sovvertire le regole in una proiezione di eternità, di spiritualità, di ricerca della verità. Non c'è calcolo in lei, solo intuizione, cuore, anima, empatia. 

Nel nuovo film scritto e diretto da Susanna Nicchiarelli, prodotto da Vivo film, con un cast azzeccatissimo: Margherita Mazzucco, Andrea Carpenzano, Carlotta Natoli, Paola Tiziana Cruciani, Flaminia Mancin, Valentino Campitelli, Paolo Briguglia e Luigi Lo Cascio si racconta tutto questo con un linguaggio essenziale ed efficace. Chi era davvero Chiara?

Dopo Nico, 1988 e Miss Marx, Nicchiarelli torna a disegnare le vicende umane, concentrandosi sulla spiritualità di una giovane donna nobile di nome Chiara (Margherita Mazzucco) che con una cara amica un bel giorno, folgorata come San Paolo sulla via di Damasco, abbandona la casa paterna per seguire le orme di Francesco (Andrea Carpenzano). 

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Francesco aveva già fondato un ordine di frati basato sulla vita in povertà che – ribaltando le regole – aveva aperto le porte anche alle ragazze. Naturalmente questo darà origine ad opposizioni da parte delle autorità religiose. Essere donna nel XIII secolo non era di certo facile. La vita religiosa di Chiara non poteva essere costellata di rose, tanto che non mancarono scontri persino con il futuro santo di Assisi. La pellicola proiettata oggi in Vaticano è stata girata interamente a Tuscania (la stessa ambientazione di Uccellacci e Uccellini). Paesaggi aperti, immensi, verdeggianti, luminosi come l'esempio di Chiara. La stessa luce che fu preconizzata a sua madre al momento della nascita della bambina. Alle giornate luminose si alternano sullo schermo le notti buie come tanti passaggi esistenziali carichi di tensione e angoscia. 

Chiara di Nicchiarelli è un film che scava dentro, gioca con il tempo che corrode l'anima, proiettandolo in una prospettiva di eternità. La lingua scelta dalla regista per i personaggi del film è un volgare dialettale dalle cadenze umbre, alternato al latino e al francese delle canzoni. La stessa Chiara parlava e predicava in volgare, lingua del popolo, per farsi comprendere dagli umili e da chi non poteva afferrare il latino misterioso e quasi esoterico degli ecclesiastici, simboli di un potere autoreferenziale e chiuso. In altre scene sono la  musica e i balli a raccontare la vita del tempo, in un altro linguaggio comune al volgo. 

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Tra le scene più suggestive quelle in cui Chiara e Francesco  recitano fianco a fianco. La forza dei personaggi è resa dal potente duo Mazzucco e Carpenzano. Il film ha ricevuto il Premio Fuoricampo, assegnato dai festival Tertio Millennio Film Fest, Religion Today di Trento e Popoli e Religioni di Terni. Chiara, prodotto da Vivo film con Rai Cinema e Tarantula, andrà nelle sale il 7 dicembre con 01 Distribution.

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