Il calcio femminile sbarca in Sud Sudan, serve a veicolare modelli culturali paritari

Giovedì 14 Gennaio 2021

Nel Sud Sudan dopo anni di guerra civile, dove le donne sono state al centro del processo di pace e per le quali è stata fissata una quota del 35% al fine di garantire loro la partecipazione al governo, si sta realizzando l'idea di favorire il football femminile come veicolo di cambiamento culturale. Il progresso e l'armonia sociale possono rafforzarsi incoraggiando le donne a giocare a calcio. Ne e' convinta la South Sudan Football Association (Ssfa), che questo mese ha inaugurato la 'Stars Unite', ossia la Strategia nazionale 2021-2024 per aumentare fino al 70 per cento la partecipazione di bambine e ragazze, che al momento sono poche migliaia nel Paese e non hanno un campionato nazionale.

Intanto il capitano della nazionale femminile, Amy Lasu, che ha iniziato a giocare in Kenya prima di tornare a giocare nel suo paese, dice che è una sfida perché per molto tempo il calcio è stato considerato uno sport maschile. Era considerato un tabù per le ragazze giocare.

La federazione ha spiegato che vuole mostrare al mondo che il Sud Sudan sta crescendo nel calcio femminile, cambiando la mentalità di alcune persone che ancora non credono che le donne possano non solo giocare a calcio ma essere responsabili del proprio destino.

In Sud Sudan, come in altri Paesi africani, il calcio per le donne rappresenta ancora un tabu'. La cultura è di stampo patriarcale, vige la tradizione dei matrimoni precoci, non a tutte le bambine è consentito studiare.  La convinzione e' che il calcio - sport molto popolare - possa fare la differenza e veicolare messaggi positivi e costruttivi. 

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