CORONAVIRUS

Brescia città al femminile: l'omaggio a una donna di quasi duemila anni, la Vittoria alata

Domenica 27 Dicembre 2020 di Simona Verrazzo
Brescia città al femminile: l'omaggio a una donna di quasi duemila anni, la Vittoria alata

Brescia rinasce grazie a una donna, di quasi duemila anni. É una lunga attesa quella che vede la città lombarda prepararsi per il ritorno al pubblico del suo simbolo: la Vittoria alata. Splendido esempio di epoca romana, è la statua femminile in bronzo più grande e meglio conservata: risalente al 69 d. C., dieci anni prima della distruzione di Pompei ed Ercolano, è alta quasi due metri, 195 cm, circa come i Bronzi di Riace.

Dopo un restauro durato due anni, presso l'Opificio delle Pietre Dure di Firenze, la Vittoria alata doveva essere esposta nella collocazione in cui venne ritrovata nel 1826, il Capitolium: ma la pandemia da Covid-19 ha fatto slittare per due volte l’evento, prima a giugno e poi a novembre. Questo ritardo, però, non ha scoraggiato le iniziative previste, accrescendo ancora di più l’entusiasmo: il ministero dello Sviluppo economico, attraverso Poste Italiane, ha emesso un francobollo celebrativo, mentre Topolino, nel numero 3391, vi ha dedicato il fumetto speciale ‘Topolino e l’avventura della Minni alata’.

Il destino di Brescia, che con Milano, Lodi e Bergamo, è stata tra le città più colpite dall’emergenza Coronavirus, è da sempre legato alle donne e al mondo femminile, a cominciare dal suo soprannome, ‘Leonessa d’Italia’, per la resistenza durante il Risorgimento. La stessa combattività e voglia di vivere dimostrata nella malattia dalla sua illustre cittadina, Nadia Toffa, prematuramente scomparsa il 13 agosto 2019.

Una città che si tinge di rosa in numerose e importanti cariche, senza distinzione d'età. A fine novembre Anna Tripoli è diventata il nuovo presidente dei Giovani Imprenditori di Confindustria Brescia, mentre proprio a Brescia è stato fondato, nel 1982, il Mo.I.Ca. (Movimento Italiano Casalinghe), guidato da Tina Leonzi, classe 1930.

Donne al vertice delle istituzioni politiche e civili, da Laura Castelletti (vicesindaco) a Carolina David (presidente del comitato provinciale della Croce Rossa Italiana), da Nunzia Vallini (direttrice del quotidiano il Giornale di Brescia) a Francesca Bazoli (presidente di Fondazione Brescia Musei).

E proprio grazie alla volontà della Fondazione Brescia Musei che è stato deciso il restauro della Vittoria alata, con l’obiettivo di riportarla all’antico splendore. Celebrata anche da Giosuè Carducci e Gabriele D’Annunzio, la statua è il fiore all’occhiello dell’area monumentale con il complesso monastico di San Salvatore – Santa Giulia e l’area archeologica del Capitolium a Brescia: nel 2011 l’Unesco ha inserito questi luoghi di Brescia nella Lista del Patrimonio Mondiale dell’Umanità per il sito “I Longobardi in Italia. I luoghi del potere (568-774 d.C.)”, che vede coinvolte anche altre località del nostro paese.

Da sempre la statua è fonte di ispirazione. Proprio del 2011 è la mostra evento “Roberto Cappucci e l’antico: omaggio alla Vittoria alata”, mentre a novembre è stata inaugurata ‘Incancellabile Vittoria’, nella stazione interscambio FS metropolitana. L’opera, dell’artista concettuale Emilio Isgrò, ha una superficie di 200 mq ed è composta da 205 pannelli di fibrocemento fresati con cancellature nere per lo sfondo e rosse per la sagoma stilizzata della Vittoria alata. Perfetto esempio di come un capolavoro dell’antichità si sposi con l’arte contemporanea.

Ultimo aggiornamento: 17:23 © RIPRODUZIONE RISERVATA