Sentenza storica alla Cassazione, smontata la PAS nei tribunali dei minori sul caso di Laura Massaro

Sentenza storica alla Cassazione, smontata la PAS nei tribunali dei minori sul caso di Laura Massaro
di Franca Giansoldati
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Giovedì 24 Marzo 2022, 19:11 - Ultimo aggiornamento: 25 Marzo, 13:29

E' durato dieci anni il calvario di Laura Massaro e del suo bambino, e oggi è finalmente terminato con una sentenza della Cassazione destinata a fare storia. Laura è una mamma coraggio ritenuta dal tribunale dei minori una madre alienante e per questo costretta ad una via crucis senza fine per il rischio incombente che i servizi sociali le togliessero il bambino (che desiderava stare con la madre) per spedirlo in una casa famiglia. 

La Cassazione ha accolto 'in toto' il ricorso presentato da Laura, annullando la decisione di decadenza dalla responsabilità genitoriale sul figlio ritenendo l'uso della forza in fase di esecuzione fuori dallo Stato di diritto. A diffondere la notizia è stata l'associazione Differenza Donna, la cui presidentessa, Elisa Ercoli ha parlato «della fine della violenza istituzionale contro donne e bambini» basata sulla Pas, la cosiddetta sindrome di alienazione parentale, messa al bando dall'Europa e dal Trattato di Istanbul, ma purtroppo ancora largamente diffusa nei tribunali italiani. A causa della Pas si arrivano ancora a giustificare «prelievi forzati dei minori e altre forme di violazione dei diritti umani» ha spiegato Ercoli.

Nell'ordinanza la Cassazione si ribadisce che «il richiamo alla sindrome d'alienazione parentale e ad ogni suo, piu' o meno evidente, anche inconsapevole, corollario, non puo' dirsi legittimo, costituendo il fondamento pseudoscientifico di provvedimenti gravemente incisivi sulla vita dei minori, in ordine alla decadenza dalla responsabilita' genitoriale della madre». 


La Suprema Corte ha neutralizzato la decisione della Corte di appello di Roma «poiché' ha inteso realizzare il diritto alla bigenitorialita' rimuovendo la figura genitoriale della madre e cio' sulla base di apodittiche motivazioni che richiamano le consulenze tecniche, tutte volte all'accertamento dell'alienazione parentale, nonostante la stessa sia notoriamente un costrutto ascientifico».

La Pas viene spesso utilizzata nei tribunali italiani per i processi di separazione che sono complicati da episodi di violenza domestica anche conclamata. Si tratta di una aberrazione giuridica alla quale l'Italia è stata richiamata più volte dall'Europa dopo avere firmato e ratificato il Trattato di Istanbul. L'Oms, la comunità scientifica nazionale, ha chiarito recentemente che la Pas non corrisponde ad una sindrome, né ad un disturbo psichico individuale definito, ma piuttosto a un disturbo della relazione tra più soggetti. Insomma, non è una malattia.

Chi si è battuta come un leone nelle sedi istituzionali per fare affiorare questa distorsione del sistema è stata la senatrice dem Valeria Valente, presidentessa della commissione sul femminicidio. 

La Cassazione ha stabilito che «in tema di affidamento dei figli minori, l'ascolto del minore infradodicenne capace di discernimento costituisce adempimento previsto a pena di nullita', atteso che e' espressamente destinato a raccogliere le sue opinioni e a valutare i suoi bisogni». 

Nel caso di Laura suo figlio - undicenne -  non solo rischiava ogni giorno di essere portato in una casa famiglia dai servizi sociali ma accumulava progressivamente la paura di essere prelevato, provocandogli enormi problemi legati all'ansia, al punto da fargli avere degli scompensi cardiaci.


«La alienazione parentale viene condannata e messa al bando, il superiore interesse del minore viene rimesso al centro anche rispetto al diritto alla bigenitorialità e viene detto che essi non sempre coincidono e che di fronte alla necessita' per il bambino di ricostruire un rapporto con il padre bisogna sempre considerare il suo trauma nel distacco con l'unico affetto della mamma. Viene bandito l'uso della forza. In sostanza viene chiarito che se una bambina o un bambino esprime la volonta' di stare con la madre si indaga e si mette al centro la sua volontà. Il plauso - conclude Valente - va alla magistratura tutta, la nostra fiducia nella giustizia e' ben risposta. Grande merito alle avvocate di Differenza Donna, che hanno deciso di combattere con competenza e passione questa battaglia fino in fondo» dice la senatrice del Pd Valeria Valente.

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