ATAC

L'obliteratrice rotta e il numero del bus

Domenica 26 Febbraio 2017
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Venerdì, verso le 15, un gruppo di una decina di professori, tutti cattedratici, esce dalla Lumsa e va a piedi sino a corso Vittorio dove sale su un affollatissimo 62 dell'Atac.

Tutti hanno in mano un biglietto appena acquistato al tabacchi vicino alla fermata. La vettura è strapiena. Fendendo come dio vuole la calca, si avvicinano alla cosiddetta obliteratrice e constatano che è guasta. Dovrebbero raggiungere la parte anteriore del bus per verificare se si possa "obliterare" nell'altra macchinetta. Ma ovviamente non possono farlo data la folla. Qualcuno, più diligente, scrive sul biglietto data e ora: obliterazione fai da te.

Si arriva a Termini, capolinea. Salgono due addetti Atac e chiedono ai passeggeri di vedere i biglietti. I suddetti professori ed altri (diversi stranieri) non hanno "obliterato". Immediato verbale con telefonino (sicché se vuoi dichiarare qualcosa a verbale puoi farlo solo sommariamente - ci spiegano - perché le battute spazi compresi sono limitate).

Multa da 54 euro e rotti che raddoppia se non paghi entro un certo termine. Dichiariamo che la macchina era rotta. Scrivo che noi dichiariamo, ma si rifiutano di scrivere di averlo constatato. Ce ne andiamo con le pive nel sacco. Non mi era mai capitato prima. Mi vergogno per me e per gli stranieri, che mi chiedono allibiti cosa stia succedendo.

Ps. Dimenticavo: nella ressa per prendere i documenti un po' dei professori, circa la metà, se la sguaglia alla chetichella, senza che i due addetti se ne accorgano. Sono - caso strano - delle università del Sud, abituati che lo Stato tanto è ottuso, sicché tanto vale rinunciare a discutere e darsi alla latitanza. Un affettuoso saluto da un cittadino sbigottito.

ps 2. Dimenticavo ancora: alla domanda: "Ma almeno risparmiate quelli che hanno scritto sul biglietto", la risposta è: "Non vale perché non avete messo il numero della vettura". E dove sta il numero? Fuori, nella fiancata del bus. E come si fa a saperlo prima di scoprire che la macchinetta è rotta? Non si sa.

Guido Melis



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