Spunta una seconda Gioconda: a Ginevra una versione giovanile della Monna Lisa

Sabato 29 Settembre 2012 di Tullio Pollini

GINEVRA - Una Gioconda più giovane e sorridente della celebre versione del Louvre, antecedente di circa dieci anni l’enigmatico capolavoro di Leonardo da Vinci, è stata presentata a Ginevra dalla Mona Lisa Foundation, la fondazione alla quale i proprietari (un consorzio internazionale che vuole restare anonimo) hanno affidato il quadro perchè venisse studiato. Si tratta dell’opera incompiuta nota come Isleworth Monna Lisa, che dopo 35 anni di ricerche e una complessa serie di test scientifici è stata attribuita all’artista-scienziato per antonomasia del Rinascimento e datata tra il 1503 e il 1505.

La Fondazione, che ha sede a Zurigo, è arrivata all’attribuzione sulla base di prove storiche, comparative e scientifiche. La postura, la posizione delle mani giunte, il volto e l’abbigliamento delle due Gioconde sono simili, mentre il paesaggio sullo sfondo è diverso: vi compaiono infatti delle colonne. Gli esperti della Fondazione, tra cui il socio fondatore e storico dell’arte Stanley Feldman, sostengono che la gentildonna raffigurata sarebbe collocata esattamente nella stessa posizione della «sorella maggiore» del Louvre. La Fondazione fa riferimento a diverse fonti, fra cui una citazione del Vasari, per affermare che Leonardo avrebbe dipinto due versioni della Monna Lisa: quella del 1503, commissionata da Francesco del Giocondo e forse incompleta; e quella del 1517 realizzata per Giuliano de Medici, che ritrae la stessa persona a distanza di anni.

Il gruppo di specialisti della Mona Lisa Foundation cita anche le ricerche del professor Alessandro Vezzosi, direttore del Museo Ideale Leonardo di Vinci (Firenze), che a Ginevra ha parlato dei risultati dei suoi studi insieme a Carlo Pedretti, direttore dell’Armand Hammer Center for Leonardo Studies presso l’Università della California. La Isleworth Monna Lisa fu scoperta nel 1914 dal collezionista britannico Hugh Blaker che l’aveva acquistata da un aristocratico. Custodito per decenni nella sua casa di Isleworth, un sobborgo di Londra, il controverso dipinto fu venduto nel 1962 al collezionista americano Henry F. Pulitzer. Il quadro, conservato da 40 anni nel caveau di una banca a Zurigo, è più grande dell’originale. La Isleworth Mona Lisa, ha detto Vezzosi, è «un’opera importante che merita rispetto e considerazione; come merita rispetto la convinzione che la Gioconda del Louvre e questa Mona Lisa Isleworth ritraggano la stessa persona a distanza di anni: è una possibilità avvincente, un’ipotesi di lavoro da discutere nel confronto tra studiosi che la stessa Fondazione sta promuovendo».

Scettico sull’attribuzione si è detto invece Martin Kemp, professore dell’Università di Oxford, tra i maggiori studiosi di Leonardo: «Non c’è alcun fondamento alla base di questa attribuzione, a partire dal fatto che questa presunta Monna Lisa è dipinta su tela e non su tavola», ricordando poi che esistono differenze evidenti fra le due opere, a partire dal modo in cui sono dipinti i capelli, le mani, il vestito e lo sfondo.

Ultimo aggiornamento: 30 Settembre, 13:03 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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