TolfaJazz, superato l'esame Covid: più intimo ma sempre di qualità

Il concerto di Simone Alessandrini e del suo gruppo nella splendida location della Rocca (Foto LUCIANO GIOBBI)
di Andrea Benedetti Michelangeli
3 Minuti di Lettura
Martedì 28 Luglio 2020, 15:02

Prima il sole al tramonto e poi un quarto di luna a curiosare su quel cucuzzolo, la Rocca, dove un centinaio di persone e cinque pazzi artisti si erano arrampicati. Il giorno dopo lo sfondo più tradizionale della Villa comunale per ascoltare il concerto di Fabrizio Bosso e del suo trio. Tolfa e il TolfaJazz non tradiscono. Mai. Neppure nell'anno dell'emergenza Covid e degli accessi contingentati. Vero, la rassegna numero XI dell'ormai celebre festival è stato per pochi intimi in presenza, ma di assoluta qualità. Ma soprattutto ha dimostrato una grande duttilità, visto che l'associazione Etra che lo organizza con grande amore in collaborazione con l'amministrazione comunale guidata da Luigi Landi, ha saputo adattarsi al difficile presente, senza però rinunciare a veicolare il proprio messaggio attraverso lo streaming per ricordare che in questo paesino di 5 mila anime nulla si ferma.
LA FELLINIANA
Un TolfaJazz particolare quello di quest'anno. Ridotto per una volta lo spirito di New Orleans (ma non assente), che caratterizza la manifestazione, per proposte meno dirette, meno immediate. E' stato il caso della doppia replica della Felliniana, splendido tributo del sassofonista Simone Alessandrini e del suo gruppo composto da cinque elementi, andata in scena sabato alla Rocca dei Frangipane, location sempre suggestiva ma irresistibile dopo il calar delle tenebre. Alessandrini ha proposto in chiave jazz alcuni dei brani musicali più celebri dei film di Federico Fellini di cui quest'anno ricorre il centenario della nascita. Un concerto di grande intensità, reso complicato dal forte vento che tirava su quel lembo scoperto di collina, ma che nulla ha tolto alla resa della band, davvero ispirata e affiatata. Apprezzatissima anche la conclusione della performance, con l'omaggio al Maestro Enni Morricone, recentemente scomparso.
LO SPIRITUAL TRIO
Il clou dell'XI edizione c'è stato però domenica alla Villa Comunale, con il ritorno di Fabrizio Bosso, trombettista tra i più celebri del mondo, che si è presentato con il suo Spiritual trio formato anche da Alberto Marsico e Alessandro Minetto rispettivamente all'organo e alla batteria. In un anfiteatro riempito per circa la metà della capienza (sedie distanziate in platea, gradoni riservati ai nuclei familiari e molti spettatori rimasti fuori), Bosso - in bran forma - e i suoi compagni hanno proposto vari brani del loro ultimo disco. Un lavoro che scava nella musica soul americana, ma anche in quella italiana, molto più ricca di quanto comunemente si pensi. Pubblico spesso in visibilio, soprattutto quando Bosso, durante i bis richiesti a gran voce, è sceso in platea con la sua tromba, suonando in mezzo alla gente, impazzita di gioia.
ORGANIZZATORI SODDISFATTI
Dunque, TolfaJazz resiste al Covid, anzi lo batte, mantenendo la sua continuità. «Sì, siamo molto contenti - affermano Egidio Marcari e Alessio Ligi anime dell'associazione Etra -. Il pubblico, nonostante le difficoltà, ha subito risposto con entusiasmo. In tanti si sono prenotati a scatola chiusa, cioè prima ancora di conoscere il programma. Segno che il TolfaJazz è ormai un punto di riferimento per gli appassionati del genere e non solo. Tutto questo, ci tengo a sottolinearlo, grazie anche al contributo di tutti i nostri sponsor, Acea e Fondazione Cariciv in testa e a tutte le associazioni di volontariato». I programmi per il futuro? «Anzitutto speriamo di poter organizzare i picnic musicali in autunno - la replica di Marcari e Ligi - e in primavera. Ma soprattutto l'auspicio è che la XII edizione del TolfaJazz, quella del 2021, possa essere senza limitazioni e segni un'ulteriore crescita dell'evento».
 

© RIPRODUZIONE RISERVATA