Civitavecchia, tre mariti violenti allontanati da casa

Martedì 29 Settembre 2020 di Andrea Benedetti Michelangeli
I cosiddetti

Tre "codici rossi" ai danni di altrettanti mariti o ex mariti violenti. Sono quelli applicati dalla polizia di Civitavecchia, che ha eseguito altrettante misure cautelari emesse dal Gip a tutela delle donne maltrattate.
Il primo allontanamento da casa ha riguardato un 82enne ritenuto responsabile di lesioni, ingiurie e minacce a danno dell'anziana moglie. All'uomo era stato revocato a giugno il provvedimento di divieto di avvicinarsi alla congiunta. Ma una volta tornato a casa, l'anziano ha ripreso a ingiuriare e vessare la donna, perlatro invalida al 100%. Il 22 settembre l'episodio che ha indotto la Polizia a intervenire. L'82enne, infatti, al culmine dell'ennesima lite ha colpito la moglie con un pugno al volto, costringendola a chiedere l'intervento dei sanitari e degli agenti. Sentiti i testimoni e raccolta la denuncia della donna, i poliziotti hanno poi deciso per l'allontanamento definitivo dell'uomo dall'abitazione.
Caso analogo si è verificato a Tolfa, dove un 52enne marito molto geloso a più riprese ha maltratto, ingiuriato e vessato la moglie. La goccia che ha fatto traboccare il vaso poco più di una settimana fa, quando la donna, vittima dell'ennesima violenza dell'uomo, è stata costretta a farsi medicare al Pronto soccorso del San Paolo e a chiedere aiuto alla Polizia. Anche in questo caso per l'uomo è scattato l'allontanamento da casa.
L'ultimo episodio ha riguardato una coppia di ex, lui 44 anni, lei 35. L'uomo, che non aveva accettato la separazione, continuava a perseguitare la donna, minacciandola e ingiuriandola con continue telefonate dalla portata chiaramente vessatoria. A quel punto, gli agenti della polizia giudiziaria che hanno condotto l'indagine sul caso, hanno chiesto e ottenuto dal gip il divieto di avvicinamento del 44enne alla ex.
Tre donne quindi tutelate dalle forze dell'ordine, anche perché loro stesse hanno trovato la forza di rivolgersi alla Polizia di fronte alle intimidazioni dei rispettivi partner. Un risultato ottenuto anche grazie alla fattiva attività di associazioni private e di volontariato presenti sul territorio nel contrasto della violenza di genere, che hanno supportato le istituzioni e consentito loro di giungere all'emessione dei provvedimenti restrittivi.

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