Laura Antonelli trovata morta in casa dalla badante: l'icona sexy di Malizia aveva 73 anni

Lunedì 22 Giugno 2015 di Emanuele Rossi
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Laura Antonelli si è spenta a Ladispoli all'età di 73 anni.

La Antonelli sarebbe morta per infarto nella sua casa di Ladispoli, dove viveva da sola da una decina di anni. Non è ancora chiara la data del decesso: l'ultima a vederla è stata la badante venerdì scorso.

«È stata trovata nella camera da pranzo - ha spiegato l'assessore ai servizi sociali del Comune di Ladispoli Roberto Usai - dalla badante, poi è arrivato il 118 che ha constatato il decesso e poi i carabinieri. L'autorità giudiziaria ha stabilito che ci sarà soltanto l'esame autoptico e non l'autopsia».

Laura Antonelli aveva raggiunto l'apice della popolarità negli anni settanta e ottanta, lavorando prima in pellicole erotiche e poi in film d'autore.

Il successo per la Antonelli era arrivato nel 1973 con il ruolo della sensuale cameriera di "Malizia" di Salvatore Samperi. Il film sbancò il botteghino e diventò un cult del genere, promuovendo la bella attrice a "icona sexy". Per quel ruolo vinse il Nastro d'Argento alla migliore attrice protagonista e il Globo d'oro alla miglior attrice rivelazione, premio della stampa estera. In seguito alternerà film d'autore a pellicole incentrate su di lei. Agli onori delle cronache anche la storia tra la Antonelli e l'attore francese Jean Paul Belmondo, durata nove anni.

Una carriera rovinata dalla droga: nella notte del 27 aprile 1991, quando nella sua villa di Cerveteri vengono trovati 36 grammi di cocaina. L'attrice viene arrestata e portata a Rebibbia (Roma), e viene condannata in primo grado a tre anni e sei mesi di carcere per spaccio di stupefacenti.

Dopo il flop del remake di Malizia, nel 2000, la Antonelli non era più riuscita a trovare ruoli e viveva in una situazione di disagio. Era stato l'amico Lino Banfi a fare un appello per lei, spiegando che viveva grazie a una pensione di 510 euro al mese, con i doni della parrocchia e di qualche benefattore. Ma a lei non interessava essere aiutata. «La vita terrena non mi interessa più», aveva dichiarato.

L'amico Lino Banfi era anche tra le 3 persone che aveva chiesto di chiamare quando sarebbe morta: oltre a lui, Claudia Koll e il parroco di Ladispoli. Tra le sue ultime volontà anche quella di essere sepolta a Ladispoli, dove aveva acquistato un loculo.

I funerali, ha spiegato l'assessore ai servizi sociali del Comune di Ladispoli Roberto Ussia, «credo non si potranno tenere prima di giovedì-venerdì perchè dobbiamo attendere l'arrivo del fratello Claudio dal Canada. La tutela legale del Comune, infatti, decade nel momento della morte e quindi sarà il fratello a stabilire tempi e modi». La salma di Laura Antonelli è stata trasferita nella sala mortuaria del cimitero cittadino in attesa che venga decisa la data dell'eventuale camera ardente. Questa mattina in via Napoli, davanti al condominio dove da oltre vent'anni viveva la celebre icona del cinema erotico degli anni '70, poche le persone a rendere omaggio all'artista.

E alla Antonelli sarà intitolato un luogo di cultura della cittadina a pochi km da Roma. «Intitoleremo un luogo di cultura alla memoria di Laura Antonelli». Lo fa sapere, in una nota, l'Amministrazione comunale di Ladispoli che esprime «il suo profondo cordoglio per la morte di Laura Antonelli, nostra illustre concittadina, che ci ha lasciato la scorsa notte nella sua casa di via Napoli».

Ultimo aggiornamento: 24 Giugno, 09:45 © RIPRODUZIONE RISERVATA