immagine Il Comune di Padova compra Villa Breda: «Sarà un bene della città»
  • di Alberto Rodighiero
  • Domenica 21 Luglio 2019, 12:54

Il Comune di Padova compra Villa Breda: «Sarà un bene della città»

PADOVA - «Il nostro obiettivo è che villa Breda rimanga a disposizione dei padovani». Come annunciato un anno e mezzo fa, il Comune ha tutta l'intenzione di acquisire la grande villa di Ponte di Brenta che fu l'abitazione dell'ingegnere e senatore Vincenzo Stefano Breda. «Nelle intenzioni di Breda ha spiegato ieri il sindaco Sergio Giordani - una parte consistente del suo patrimonio doveva essere messa a disposizione della città. Così è stato per moltissimi anni, poi è successo quel che è successo (la fondazione che gestiva l'immobile è stata oggetto di un'inchiesta penale, ndr).

Almeno con la villa abbiamo il dovere di onorare la sua memoria». Sulla questione il primo cittadino ha idee piuttosto chiare. «Come tutti sappiamo, il patrimonio della Pia Fondazione Breda andrà all'asta ha aggiunto il primo cittadino - a novembre finiranno all'incanto l'ippodromo, l'hotel e il ristorante. L'anno prossimo, invece, sarà la volta della villa e, in questo caso, siamo intenzionati a partecipare». 

GIOCARE D'ANTICIPOL'immobile ha un valore di circa 4 milioni di euro. Giordani è intenzionato a giocare d'anticipo e non vuole attendere il 2020. «Ho avuto modo di parlare con il commissario liquidatore nominato dalla Regione, Marco Della Putta, che mi ha spiegato che i gestori attuali sono legati ad un contratto che scadrà a fine anno ha continuato - La nostra idea sarebbe quella, in attesa dell'asta, di subentrare nella gestione dell'immobile. Si tratta di uno stabile di assoluto pregio, con 5 ettari di parco ha detto ancora il sindaco ho già incaricato l'assessore al Verde Chiara Gallani, la mia capo gabinetto Fiorita Luciano e l'assessore alla Cultura Andrea Colasio di occuparsi dell'operazione. Il parco va valorizzato e aperto al pubblico. Negli spazi interni, poi, verranno organizzate attività culturali e musicali. Lo ripeto, abbiamo il dovere, anche morale ha concluso di valorizzare quel che resta del patrimonio che il senatore Breda ha lasciato alla città. Per questo, mi auguro anche che si possano in qualche modo recuperare tanto l'ippodromo, quanto l'hotel e il ristorante Le Padovanelle. Naturalmente, questo sarà compito dei privati». 

L'ASSOCIAZIONEAttualmente la gestione della villa è in carico del'associazione culturale Viviamo villa Breda. Associazione che potrebbe essere in qualche modo coinvolta dal Comune anche in futuro. La villa, passata di proprietà nel corso dei secoli, è stata ristrutturata dal 1859 al 1865 dall'architetto Antonio Caregaro Negrin di Vicenza, su commissione del senatore Breda che la acquistò ormai fatiscente, per farne la residenza. Nel grande parco che circonda lo stabile, si può ancora ammirare ciò che resta del giardino all'italiana con vialetti di bosso, circondato da maestosi carpini e abbellito con statue in pietra realizzate dallo scultore Giovanni Bonazza. 

L'ARREDAMENTO«L'interno della villa si legge nel sito di Viviamo Villa Breda - ha mantenuto la pianta tipica delle ville venete dei nobili veneziani, com'era nella proprietà d'origine. Era arredata con mobili importanti, graziosi soprammobili, dipinti preziosi che Vincenzo Stefano amava acquistare presso gli studi dei pittori, nelle Esposizioni d'arte. E' presente un lungo corridoio che attraversa tutta la villa e da questo si aprono le varie sale collegate tra loro». La Villa ora è Museo Regionale, gestito dai volontari dell'associazione, sulla base della convenzione sottoscritta con il commissario liquidatore.

L'immobile è parte integrante di quella che un tempo fu la Pia Fondazione Breda istituita con fini caritativi nel 1905 a due anni dalla morte del Senatore. Fondazione di cui facevano parte, tra le altre cose, una casa di riposo, un asilo e l'ippodromo delle Padovanelle, oltre ad una lunga serie di beni immobili. La stessa fondazione nel 2008 è stata al centro di un'inchiesta della Procura per dissipazione di beni e debiti quantificati complessivamente in oltre 25 milioni di euro. 
Alberto Rodighiero

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