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  • Venerdì 25 Gennaio 2019, 19:21

Pulire il forno: quante volte lo fai? Ecco le regole per mantenerlo efficiente

La pulizia del forno è una fase delicata ma alquanto importante per la manutenzione di questo elettrodomestico, presente in tutte le cucine dagli italiani. Che sia ad uso domestico oppure ad uso ristorazione, pulire il forno è un'operazione che deve essere eseguita con cura e attenzione, ma soprattutto con costanza perché ne va dell'efficienza dello strumento. Un forno pulito e igienizzato lavora meglio, con maggiore resa e con consumi energetici ottimizzati. A trarre vantaggio è anche la qualità della cottura del cibo.
 
Perchè pulire il forno
Mantenere un forno pulito significa dare la possibilità di un miglior funzionamento e di una migliore efficienza energetica, preservando le parti più delicate dell'elettrodomestico. Inoltre pulire il forno costantemente significa lavorare e cucinare in un ambiente più sano e igienico, con beneficio non solo delle persone, ma soprattutto dei cibi cotti.

La pulizia deve essere prevista sia che si tratti di forno elettrico che di forno a microonde, in modalità diverse ma comunque in grado di far tornare le superfici interne brillanti e igienizzate, pulite da unto, grasso e odori che durante la cottura degli alimenti vanno a intaccare le pareti.
Non è soltanto questione di igiene, ma è soprattutto un modo per far rendere il vostro elettrodomestico nel migliore dei modi, migliorando di fatto non solo il suo rendimento, ma anche la cottura delle pietanze.
Per pulire il forno molti modelli prevedono già una funzione integrata che basta selezionare per poter ottenere un normale ciclo pulente, mentre esistono altri metodi più naturali ed efficaci che sanno donare una pulizia più approfondita senza rovinare le parti interessate e i rivestimenti superficiali.
L'ideale sarebbe pulire il forno in base all'utilizzo. E' facilmente intuibile che un impiego in ambito industriale o di ristorazione, richieda una pulizia quotidiana, mentre per un uso domestico normale, una volta alla settimana è più che sufficiente. Almeno una volta al mese, però, anche in casa è bene che vi dedichiate ad una pulizia più approfondita.
 
La pulizia automatica
I modelli di forno più tecnologicamente avanzati prevedono la possibilità di una pulizia interna che già la casa costruttrice ha previsto fin dalla fase di progettazione, inserendo l'opzione all'interno di una funzione specifica. Se effettuata costantemente, tale pulizia funziona discretamente bene, ma per poter avere un effetto migliore è necessario prevedere una pulizia più fine e più attenta, che richiede però qualche sacrificio.
A seconda del modello è possibile più che altro ottenere una cancellazione degli odori, sia che si tratti di forno a microonde che di forno elettrico, ma ovviamente risulta difficile eliminare in automatico l'unto e le incrostazioni che sono presenti sui rivestimenti interni, tranne in alcuni rari casi.
I dispositivi autopulenti dei moderni forni elettrici consistono in sistemi pirolitici oppure catalitici.
- Pulizia con sistema catalitico. In elettrodomestici caratterizzati da sistemi catalitici è necessario sostituire i pannelli ogni 24 o 36 mesi, in quanto superficialmente hanno una finitura caratterizzata da micro porosità che col tempo non svolgono più la loro funzione e perdono le loro proprietà. Lo scopo di tale tipo di pulizia è quello di trasformare il grasso in vapore, semplificandone la rimozione.
- Pulizia con sistema pirolitico. Nei forni invece con sistema autopulente pirolitico, la funzione, una volta attivata, porta la temperatura interna a quasi 600 gradi, in modo da incenerire i residui di grasso. Nonostante possiate spaventarvi nel leggere la temperatura che l'elettrodomestico può raggiungere, dovete sapere che lo sportello viene automaticamente bloccato in modo che nemmeno accidentalmente si possa aprire. Una volta che l'autopulizia termina e la temperatura diminuisce, l'apertura si sblocca.
In entrambi i casi, al termine dell'avvenuta pulizia, un panno inumidito di acqua o con un minimo di detergente (magari formato naturalmente), serve per rimuovere eventuali residui emersi in seguito all'attivazione della funzione autopulente.
 
La pulizia del forno con prodotti specifici
Pulire il forno con prodotti specifici è certamente più indicato perchè, rispetto alla pulizia automatica, riuscirete a igienizzare meglio. Dovete però considerare che questi prodotti, pur essendo specificatamente pensati per tale impiego, contengono agenti chimici e corrosivi. E' importante quindi attenersi meticolosamente alle istruzioni d'uso, onde evitare di rovinare le parti trattate. Nel forno troverete componenti rivestiti in vetro, in ceramica, in metallo, ma anche trattamenti superficiali speciali.
Il funzionamento dei prodotti specifici è molto simile, indipendentemente dalla marca. Generalmente sono in formato spray, schiuma o liquido. Di solito si spruzzano in maniera uniforme con forno tiepido (assolutamente non caldo), si lasciano agire un'ora circa e poi con una spugna si rimuove ciò che rimane, per risciacquare in seguito con una spugna inumidita o semplicemente vaporizzando acqua.
E' fondamentale non utilizzare prodotti abrasivi: la spugna è preferibile morbida, lasciando la paglietta o simile solo per le griglie estraibili in acciaio inossidabile, utile per togliere le morchie o i residui.
Prodotti corrosivi non vanno impiegati per i forni autopulenti e non vanno intaccate le ventole.
Alcuni di questi spray hanno un odore forte e pungente: prendete dei guanti e una mascherina per evitare spiacevoli inalazioni. E' poi importante lasciare aperto il forno per aerare al meglio l'ambiente interno.

Pulire il forno con prodotti naturali
Per pulire il forno esistono infiniti metodi naturali che possono ridurre l'uso di prodotti chimici. Non per questo, però, risultano meno efficaci. Inoltre riescono anche a fornire un importante contributo all'ambiente e all'ecologia, avendo un ridotto grado di tossicità.
Il rimedio più semplice, utile ad esempio per una pulizia settimanale, oppure per pulire il forno dopo un uso quotidiano e occasionale, è affidarsi al limone. Il contenuto di acido citrico in mezzo limone è sufficiente per avere una buona igienizzazione. Passare sulle pareti interne mezzo limone (eliminare i piccoli noccioli per evitare rigature), oppure una spugna morbida imbevuta nel succo di limone, permette di ottenere un ottimo risultato, abbinando anche un buon profumo. Il risciacquo deve essere poi effettuato con acqua tiepida, con l'ausilio di un panno umido.
Alternativa al limone è l'aceto bianco. Diluitelo con acqua in proporzione di tre parti a una (3 di aceto e una di acqua tiepida) e avrete ottenuto una potente ed efficace miscela pulente. Vaporizzata sulle superfici e sparsa con un morbido panno in microfibra o con una spugna, lasciata agire per almeno mezz'ora, contribuirà a sciogliere le incrostazioni e a eliminare l'unto e i cattivi odori.
Un metodo ulteriore, sempre facendo affidamento sui prodotti naturali, consiste nel preparare una mistura con acqua e bicarbonato al 10%. Mescolate il composto fino ad ottenere un liquido uniforme e quindi tamponate le pareti del forno con una spugna imbevuta, prima di passare al risciacquo.
Non contenendo elementi chimici, tossici e agenti abrasivi, in questi casi è consigliabile riscaldare il forno a circa 50 gradi, spegnerlo, poi aprite lo sportello e iniziate la pulizia. Il lieve riscaldamento facilita lo scioglimento del grasso depositato sulle pareti.
 
Come pulire il forno
Quando si deve pulire il forno non bisogna solo credere di trattare le pareti, ma anche il vetro interno, la leccarda, le griglie e i supporti. Ciascun materiale prevede il proprio prodotto specifico per la pulizia, ma è possibile anche impiegare detergenti naturali come indicato poco sopra. Una leccarda pulita è importante per avere una buona cottura e soprattutto per evitare che le parti bruciate eventualmente rimaste sul fondo, possano intaccare le pietanze da cuocere che vengono introdotte.
Una pulizia attenta prevede l'estrazione dei ripiani e della leccarda stessa, dedicando loro un'attenzione differente, mentre l'interno del forno lo si può pulire partendo dall'alto per poi scendere progressivamente verso il basso.
Un buon sistema, prima di agire, consiste di sfruttare l'energia pulente del vapore. Riempite la leccarda di acqua e limone e accendete il forno a 150 gradi. Il vapore che verrà emesso andrà a sciogliere le incrostazioni senza danneggiare le pareti. A questo punto, spegnete il forno, e lasciare intiepidire l'interno prima di passare spugna e straccio. In alternativa è possibile anche utilizzare acqua e aceto oppure acqua, sale e bicarbonato. Quest'ultima diventa anche un'ottima pasta capace di agire sui residui e sui depositi delle pareti.
 
Come pulire il forno a microonde
Anche per il forno a microonde la pulizia è necessaria. Soprattutto in termini di odori. Questo piccolo elettrodomestico da cucina, ormai presente in moltissime abitazioni per praticità e ridotto ingombro, sa dare buoni risultati se viene mantenuto pulito e senza residui odorosi al suo interno.
I prodotti descritti in precedenza vanno più che bene, più o meno con gli stessi metodi di utilizzo consigliati per il forno elettrico. Le superfici di un microonde appaiono però più delicate rispetto a quelle di un normale forno e dunque il prodotto abrasivo è bandito.
Il piatto girevole va trattato come la leccarda: estratto e lavato a parte con un detergente specifico per vetro.
Qualcuno suggerisce di pulire il microonde con una mistura di acqua e candeggina, ponendo in un recipiente in vetro 2 parti di acqua e una di candeggina, per poi accendere il forno per un minuto alla massima potenza. Un panno aiuta la rimozione dei residui, ma è poi opportuno lasciare aperto il vano per almeno un paio d'ore.

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