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  • Sabato 12 Maggio 2018, 08:15

Mutuo, come calcolare il TEG e verificare il tasso di usura

Mutuo e usura sono, purtroppo, due termini che vengono spesso associati. Si parla di usura quando il creditore attua degli interessi di restituzione sul credito eccessivi rispetto a quelli stabiliti dalla legge. Per tale ragione è indispensabile calcolare il TEG per i finanziamenti, perché questo è un indicatore periodale che indica il tasso effettivo complessivo applicato, ossia la somma di tutti i costi sostenuti. Per tale ragione il valore del TEG è l'elemento più valido per la determinazione del tasso di usura, perché a differenza degli altri indicatori sintetici, come per esempio il TAEG, è in grado di dare informazioni maggiormente dettagliate sui tassi di interesse. Il TEG, infatti, apre una finestra sui tassi applicati dall'istituto bancario su ogni singola rata del mutuo, in relazione al piano di ammortamento specifico. Nell'ottica delle controversie bancarie, la verifica degli interessi applicati dagli istituti di credito nell'ottica del calcolo mutuo è una delle questioni maggiormente dibattute, perché il superamento delle soglie imposte dalla legge delinea una fattispecie di reato, che dev'essere comunque analizzata singolarmente, caso per caso.

Focus sul TEG: Tasso Effettivo Globale
Il TEG è il principale indicatore per svelare una sopravvenuta situazione di usura, ossia una fattispecie che nel suo complesso porta l'istituto di credito a superare la soglia massima di interesse determinata per legge. A differenza del TAN e del TAEG, che sono indicatori da calcolare prima di aprire un mutuo, per determinarne il costo complessivo, il TEG può essere calcolato solo alla fine del finanziamento, non può essere definito in sede di calcolo mutuo. Questo indicatore, infatti, può essere determinato esclusivamente in fase conclusoria, quando si ha un quadro completo di tutti i fattori che hanno inciso sulla restituzione del credito, sia per quanto concerne l'apertura sia per quanto concerne il proseguo. La determinazione del TEG alla fine del rapporto è indispensabile anche per un secondo motivo, sempre nell'ottica di voler effettuare un calcolo effettivo della spesa. Infatti, solo nel momento in cui si è chiuso il conto con l'istituto di credito è possibile determinare l'effettiva quantità di denaro della banca che il debitore ha effettivamente utilizzato, che non dev'essere confuso con quanto determinato durante l'accordato. In parole povere, per spiegare al meglio il concetto di TEG, si può affermare che questo elemento è indispensabile per calcolare la soglia che non dev'essere superata per ogni singolo finanziamento, onde evitare di cadere nell'usura.

Come calcolare il TEG
Per l'esatta determinazione del Tasso Effettivo Globale è necessario utilizzare la formula resa nota dalla stessa Banca d'Italia.

- Interessi x 36500 / numeri debitori + oneri x 100 / accordato -

Questa è l'unica formula esatta per determinare il TEG. Entrando nello specifico della formula:

- Interessi: è la somma degli interessi che l'istituto di credito ha applicato al finanziamento per tutta la sua durata;

- Numeri debitori: rappresentano i saldi passivi della valuta corrente durante il periodo del finanziamento. Per ottenerli è necessario determinare in prima battuta i giorni, che devono essere moltiplicati per ogni saldo di valuta passiva sostenuto durante il finanziamento. Il risultato ottenuto dev'essere diviso per 100. In modo semplice, i numeri debitori sono il prodotto del capitale complessivo per i giorni effettivi di durata del finanziamento;

- Oneri: è l'insieme di tutte le spese che il debitore ha sostenuto durante tutto il periodo di apertura del mutuo;

- Accordato: è il capitale che l'istituto di credo ha deciso di affidare al richiedente nel momento in cui è stata trovata l'intesa sul contratto di mutuo.

Certamente non è un calcolo molto semplice e immediato, per tale ragione la maggior parte delle persone si affidano ai professionisti del settore per la determinazione del TEG. Tuttavia, chi volesse cimentarsi personalmente nel calcolo del TEG può seguire le indicazioni fornite dalla Banca d'Italia, che nel suo sito spiega in maniera molto accurata come effettuare correttamente la determinazione. Più che l'esecuzione in sé del calcolo, quello che risulta essere particolarmente complicato è la determinazione dei fattori che compongono la formula: dalla loro precisione dipende il risultato finale, quindi la valutazione del TEG come indicatore di una sopravvenuta condizione di usura. Per chi non sapesse come calcolare il TEG e non sapesse a chi rivolgersi, esistono online numerosi siti che offrono la possibilità di effettuare gratuitamente il calcolo secondo modelli precostituiti.

Questa appena descritta è la strada indicata dalla Banca d'Italia per il calcolo del TEG sui mutui e sui finanziamenti, ma non dev'essere confusa con il calcolo del TEG sui conti correnti, perché si tratta di due valutazioni diverse e non assimilabili.

Le divergenze sul calcolo del TEG
Sebbene la metodologia indicata dalla Banca d'Italia sia quella maggiormente accreditata, non è l'unica che viene considerata, anzi. Le divergenze su come si calcola il TEG sono numerose tra la dottrina e la giurisprudenza, che non trovano un punto di contatto per determinare un'unica strada. E' una battaglia che si svolge su mere questioni giuridiche di opportunità, perché se da un lato la giurisprudenza prende per buono quanto indicato dalla Banca d'Italia, dall'altra parte la dottrina considera come valida l'indicazione dell'articolo 644 del codice penale. Quali sono le differenze tra i due modelli di calcolo?

Il disposto dottrinale del codice penale stabilisce che il calcolo del TEG andrebbe effettuato considerando tutti i costi del credito, tranne le imposte e le tasse. Dall'altro lato, però, la giurisprudenza riconosce come valida l'indicazione della Banca d'Italia, che invece indica che le Commissioni di Massimo Scoperto (C.M.S.) non vadano incluse nel computo se antecedenti al 2010.

Questa è una questione piuttosto annosa, nella quale si è inserita anche la Suprema Corte con la sentenza n. 12965 del 22.06.2016, dando di fatto ragione alla tesi della giurisprudenza. Nello specifico, infatti, la sentenza fa riferimento all'entrata in vigore dell'articolo 2-bis d.l. n. 185 del 2008, che ha terminato il suo periodo transitorio il 31 dicembre 2009. Ciò significa che è thesi legittima, per la determinazione del tasso di soglia di usura, la considerazione delle Commissioni di Massimo Scoperto per i rapporti bancari che si sono esauriti (o si esauriranno) dopo il 31 dicembre 2009 ma non lo è per tutti i rapporti bancari che hanno cessato di esistere prima del 31 dicembre 2009.

Si tratta di una sentenza molto particolare che è comunque ancora oggetto di studio e di contestazione, anche in relazione alla necessità di individuare un principio di coerenza tra il calcolo del TEG e quello del TEGM.

Il calcolo del TEGM
Finora si è detto che il TEG è l'indicatore per la determinazione di una sopraggiunta fattispecie di usura su un credito, ma questo è un parametro che per avere un suo senso ha bisogno di un metro di paragone. Per la determinazione di tale sopraggiunta fattispecie è necessario che il TEG venga confrontato con il TEGM, acronimo di Tasso Effettivo Globale Medio. Difatti, è proprio l'indicatore medio a stabilire la soglia oltre la quale la nostra giurisprudenza individua l'usura: si calcola effettuando la media dei TEG per ciascuna categoria di operazioni. Nello specifico del caso in questione, esiste un TEGM per i mutui a tasso fisso (solitamente piuttosto basso) e un TEGM per i mutui a tasso variabile. Esistono anche il TEGM per i finanziamenti finalizzati al di sotto dei 5.000 euro e quello per i finanziamenti che superano quell'importo, ma non sono oggetto di considerazione in questa sede. Ciascun TEGM viene rilevato su base trimestrale considerando i TEG praticati dagli istituti di credito operativi sul mercato. Per dare valore al TEGM e determinare, in questo modo, la soglia di usura, questo dev'essere aumentato della metà (TEGMx1,5). Quest'operazione indica il tetto: qualunque TEG che la oltrepassi è indice di una siffatta condizione di usura sopravvenuta che puiò (e deve) essere perseguita secondo i termini di legge. Il calcolo del TEGM viene effettuato dagli incaricati della Banca d'Italia ogni tre mesi e viene quindi reso pubblico volta per volta.

L'omogeneità tra TEG e TEGM
Appare evidente che la determinazione del TEG e del TEGM sia di fondamentale importanza in ambito bancario. Le controversie che nascono in relazione ai tassi di interesse nel calcolo mutuo sono più frequenti di quanto non si pensi. Tuttavia, esiste un'altra problematica legata al TEG e al TEGM, in parte legata a quella presentata in precedenza sulle metodologie di calcolo del TEG. Infatti, sebbene la formula per il calcolo di questi due indicatori sia molto simile, sussistono in realtà delle profonde differenze, che di fatto causano un elemento di disomogeneità tra il TEG e il TEGM.

Questa disomogeneità ha una forte rilevanza nell'identificazione di una presunta condizione di usura bancaria. Facendo un discorso prettamente logico, se due indicatori devono essere messi a confronto tra loro per stabilire un determinato elemento, ci dev'essere una coerenza valutativa e non una discordanza nel criterio di calcolo. Come è possibile stabilire se l'istituto di credito sia veramente andato oltre la soglia limite imposta dalla legge contro l'usura, se il criterio di determinazione del TEG non coincide con quello del TEGM?

Si dibatte da lungo tempo sul principio di omogeneità per la base di calcolo tra TEG e TEGM e il nodo della questione sono sempre le Commissioni di Massimo Scoperto. La Cassazione, con diverse sentenze, ha di fatto stabilito che possono essere messi a paragone solamente indicatori che sono stati ottenuti seguendo la medesima logica di calcolo. L'unitarietà sistematica dev'essere applicata su ogni singolo caso in maniera soggettiva, per fare in modo che si ottengano due valori omogenei e confrontabili tra loro per la determinazione dell'eventuale usura.

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