immagine Un certificato e l’immobile “verde” vale di più
  • di Dario Ferrara
  • Sabato 20 Aprile 2019, 10:45

Un certificato e l’immobile “verde” vale di più

Il certificato di efficienza energetica pesa sulla quotazione di mercato dell’abitazione. È quanto emerge dalle linee guida dell’associazione bancaria italiana per la valutazione degli immobili nell’ambito dei finanziamenti concessi dagli istituti di credito.

All’indicatore di ecosostenibilità dei locali viene dedicata un’intera appendice nella terza edizione degli standard necessari per quantificare l’esposizione delle banche: «Qualità ed efficienza delle perizie sono elementi fondamentali», spiega il comitato tecnico dell’Abi dopo che a settembre il mercato dei mutui ha superato i 376 miliardi di euro con un aumento del 2,3 per cento rispetto all’anno precedente.

Il punto di partenza per arrivare a un’indicatore di quanto consumano i locali non può che essere il certificato richiesto per la compravendita e la locazione che attesta la qualità energetica dell’immobile.
Ma spetta a chi affida l’incarico al perito chiedere che nella stima siano descritte in modo compiuto gli elementi green che effettivamente impattano sul valore di mercato del cespite.
E se l’immobile non viene adeguato periodicamente alla tecnologia e alla normativa di sicurezza più recenti, la componente dell’efficienza energetica riduce il suo impatto positivo.

L’aggiornamento delle regole d’oro Abi si è reso necessario per adeguarsi alla direttiva 17/2014 Ue sui mutui e alle disposizioni di Bankitalia sulla professionalità dei periti: tra i soggetti che possono svolgere l’attività di estimo dall’attuale versione scompare la definizione di «società di valutazione ». In favore dei professionisti è affermato il diritto al giusto compenso: l’incarico va remunerato considerando la complessità, il tempo necessario, la natura e l’ubicazione dell’immobile.

E sulla trasparenza delle stime le linee guida recepiscono le indicazioni della Vigilanza secondo cui i periti interni, cioè i dipendenti delle banche incaricati di valutare gli immobili, devono avere una comprovata esperienza nel settore di almeno tre anni.
Che tuttavia può essere stata acquisita anche fuori dal rapporto con l’istituto di credito. Arrivano, infine, principi ad hoc per valutare gli asset speciali: hotel, centri commercialie agroindustrie.


 

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