immagine Trasformare la vecchia soffitta nel nuovo salottino di casa
  • di Giuseppe Spoto
  • Venerdì 20 Aprile 2018, 11:54

Trasformare la vecchia soffitta nel nuovo salottino di casa

Il sottotetto, destinato all’utilizzo di tutti, rientra tra le parti comuni dell’edificio, in considerazione delle caratteristiche funzionali e strutturali. Tuttavia, se esso ha come unica funzione di isolare dal caldo e dal freddo l’appartamento dell’ultimo piano, va considerato pertinenza di quest’ultimo.

Se il sottotetto è di proprietà esclusiva, è possibile eseguire lavori per ricavarne un altro locale, purché tale modificanoncomporti danni agli altri condomini e non pregiudichi la stabilità dell’edificio. In caso diunintervento di questo genere dalpunto di vista tecnico è sempre consigliabile utilizzare tramezzi in legno o cartongesso in modo da non sovraccaricare la struttura.

Qualora il proprietario dell’ultimo piano decida di mettere in comunicazione il proprio appartamento con il sottotetto, potrebbero verificarsi esigenze di modifiche delle tabelle millesimali. Se la nuova costruzione comporta l’allaccio agli impianti condominiali è necessario avere il consenso del condominio, in quanto le modifiche potrebbero incideresulfunzionamentogenerale dei servizi comuni, impedendo la possibilità di attivazione diunaulteriore utenza.

Quando il mutamentodi destinazione è vietato dal regolamento contrattuale, il sottotetto non potrà essere modificato. Qualora il sottotetto è condominiale, è possibile dividerlo tra i condomini per ricavare più soffitte, purché tale innovazione non impedisca o pregiudichi l’uso di nessuno dei condomini interessati.

Per accertare la proprietà del sottotetto può essere utile esaminare quanto scritto nel regolamento condominiale e negli atti di acquisto delle unità immobiliari.

La presenza del sottotetto comporta un aumento di valore dell’unità immobiliare, soprattutto se lo spazio per dimensioni e caratteristiche strutturali ne consente un autonomo utilizzo. Per questa ragione, la Corte di Cassazione con la sentenza n. 2010 del 2018 ha stabilito che sottotetti e seminterratidevono essere computati nella superficie utile a classificare l’immobile, sciogliendo a favore dell’Agenzia delle entrate il contenzioso sorto con l’acquirente di un immobile.

Gli immobili che hanno una superficie complessiva superiore a 240 metri quadrati sono considerati beni di lusso e non vengono ammessi alle agevolazioni previste per gli acquisti di immobili di prima abitazione. Secondo l’orientamento precedente, per il calcolo della superficie non si dovevano considerare i balconi, le terrazze, le soffitte e i posti auto.

La Cassazione ha però recentemente sconfessato tale orientamento, ritenendo invece più appropriato far rientrare la soffitta nel calcolo complessivo della superficieimmobiliare, e condannando al pagamento di una maggior somma il compratore che voleva approfittaredelle agevolazioni fiscali per l’acquisto della primacasa.

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