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  • Lunedì 10 Settembre 2018, 08:40

Realizzare il secondo bagno in casa: come fare?

State pensando di realizzare un bagno aggiuntivo in casa vostra? Ecco i nostri consigli utili per progettare al meglio il vostro secondo bagno senza incorrere in problematiche con la legge e con gli spazi.
Quando si acquista una casa spesso non ci si rende conto che le esigenze col passare del tempo, possono cambiare ed è proprio per questo che è necessario poi trovarsi a realizzare un secondo bagno. Ciò accade perché le case costruite negli anni sessanta, settanta e ottanta spesso non prevedevano due bagni, seppure gli spazi da utilizzare fossero davvero generosi. Per questa ragione, chi acquista una casa poi si trova a voler apportare delle modifiche necessarie adatte all’inserimento di questa comodità. Noi vi offriamo una guida completa a questo passo importante per la vostra vita.

Perché realizzare un secondo bagno?
Quando si giunge a questo tipo di decisione è molto importante capire che le esigenze di una famiglia possono cambiare e quindi vi è necessità di utilizzare due bagni e non aspettare che uno solo sia libero. Si tratta di una richiesta molto comune, soprattutto negli ultimi anni, poiché il tenore e lo stile di vita è cambiato, per cui i ritmi frenetici richiedono il disbrigo delle faccende in bagno, in modo più veloce. Quando si è in fase di ristrutturazione questa richiesta, per chi non lo possiede già, diventa cruciale e spesso è uno dei motivi per il quale si mette in piedi questo processo. È molto importante aumentare il comfort della casa e perché no, anche il suo valore in vista di una eventuale vendita.
Quando si decide di ricavare un secondo bagno in casa propria bisogna assicurarsi che vi sia lo spazio necessario per questo, quali sono le problematiche tecniche di cui tener conto e da risolvere e qual è l’iter burocratico da seguire per la realizzazione in piena regola del vano aggiuntivo.
Per poter realizzare un secondo bagno non è sufficiente rubacchiare qua e là dello spazio senza cognizione di causa. Per poter realizzare questa opera va considerato che un po’ di spazio da una camera si andrà a perdere ma di sicuro sarà investito, previo preciso calcolo dei metri da sottrarre. Occhio quindi a rispettare le dimensioni minime delle stanze per non avere un risultato del tutto squilibrato in casa. Se invece si può ricavare altro spazio poiché si vive in una condizione di indipendenza, ben venga.

Quali sono gli spazi utili per questa opera?
Per realizzare al meglio il bagno aggiuntivo come abbiamo già anticipato, è necessario avere un buon tecnico che vi segua nel ricavo dello spazio utile al secondo bagno. Questo non è un solo vezzo ma è soprattutto una necessità, visto che è possibile incorrere in problematiche ben più gravi se non vengono rispettati i limiti di ogni stanza della propria casa. Infatti, se ciò accade potreste perdere le caratteristiche di agibilità della vostra casa.
Onde evitare che questo problema si verifichi è necessario tenere a mente in primo luogo i regolamenti comunali relativi all’edilizia, il decreto del ministero della sanità del 5 luglio del 1975 che riguarda i requisiti minimi igienico sanitari principali relativi alle abitazioni. Infine anche il decreto del ministero del lavori pubblici numero 236 del 1989 che riguarda gli aspetti tecnici necessari a garantire adattabilità, visitabilità degli edifici privati, accessibilità agli ambienti e edilizia residenziale pubblica utile ad eliminare le barriere architettoniche. Questi riferimenti legislativi sono utili ad una progettazione perfetta del secondo bagno. È chiaro che vi sono anche altre leggi locali che per lo più sono regolamenti che possono risultare utili allo scopo relativo alla ristrutturazione o alla realizzazione del secondo bagno.
Per procedere ad una ristrutturazione della casa in piena regola ed evitare che vi siano stanze piccole, anguste, senza alcun tipo di sbocco, va detto che una singola stanza non potrà essere più piccola di nove metri quadri e che una stanza doppia non dovrà essere minore di quattordici metri quadri e il soggiorno previsto anche, senza dover considerare lo spazio dedicato all’angolo cottura se si parla di un open space. Per quanto riguarda i bagni sappiamo che è possibile averne uno anche senza una finestra ma è necessario in alternativa, dotarsi di ventilazione meccanica per poter essere in regola.
Per poter realizzare un secondo bagno è necessario non andare mai ad intaccare lo spazio del corridoio che non potrà essere inferiore ad un metro. In questo modo viene tutelato il discorso relativo al superamento delle barriere architettoniche e che non andrà a compromettere l’agibilità della vostra casa.
Se il secondo bagno non rispetta queste regole allora non si potrà realizzare e non vale neanche la pena passare alla fase progettuale. Al contrario se è tutto conforme alle norme si potrà procedere tranquillamente senza incorrere in abusivismi che generano altre conseguenze ben più gravi. Inoltre ricordiamo che un secondo bagno, per essere pienamente regolamentare, dovrà essere grande almeno quattro metri quadri e in questo caso stiamo parlando di un bagno completo, comprensivo di water, bidet, lavabo e doccia. È possibile anche rinunciare al bidet in alcuni casi ma la superficie necessaria sarà sempre la stessa.

Che succede quando non si possiedono gli spazi necessari?
Se si dovesse avverare questo tipo di eventualità dovrai cercare altrove delle soluzioni. Va considerato che nelle case non di recente costruzione, il secondo bagno è ricavabile semplicemente da quello principale, spesso troppo grande e poco funzionale. Ricordate però, di rispettare le dimensioni. Come fare? Prima di tutto ci si dovrà assicurare della necessità di tutti i sanitari. Ad esempio, se abbiamo una vasca che occupa molto spazio si potrà decidere di rinunciare a questa per due docce o a una doccia vasca. Come si può notare, le soluzioni ai problemi ci sono. Basta saperle cercare anche con un po’ di versatilità.

Problemi tecnici relativi al secondo bagno: le tubature
Ricavare un secondo bagno prevede anche la risoluzione di problemi tecnici che potranno venirsi a creare. Uno di questi è relativo proprio al trasporto dell’acqua. Si sa, i sanitari funzionano con questa, per questo è molto importante assicurarsi di poter inserire degli scarichi a norma sia di adduzione che di scarico.
L’impianto di adduzione come sappiamo bene, funziona grazie alla pressione. Non è necessario avere tubi di grandi dimensioni e spesso si può realizzarlo senza alcun problema, semplicemente intercettando l’impianto esistente e procedendo ad una diramazione per la realizzazione del vostro nuovo bagno. Se il punto da cui prendere l’acqua è lontano sarà necessario effettuare delle demolizioni a muro o a terra e quindi rompere i pavimenti esistenti oppure, se tutto ciò è davvero impossibile, prevedere un impianto a contro soffitto e cioè i cosiddetti impianti a pioggia.
L’impianto di scarico invece, è un vero problema poiché questo funziona grazie al principio di gravità. Per cui l’acqua scorre dall’alto al basso e i tubi, per poter assolvere a questa funzione dovranno essere necessariamente in pendenza e a pavimento. Le dimensioni dei tubi dovranno essere adeguate per poter arrivare in strada, dove vi è la fognatura che scaricherà l’acqua ormai esausta. Vi dovrà essere la presenza della tubazione detta fecale. È questa che porterà giù in strada e in fognatura ciò che viene scaricato dal wc.
Si prevede per questo tipo di impianto una pendenza che non dovrà superare il tratto tra l’1% e il 2% . Per poter realizzare questo obiettivo è necessario valutare sia la distanza dalla fecale che porterà l’acqua verso la fogna che lo spessore del massetto che precede il pavimento. Per cui è necessario fare una valutazione circa la posizione della fecale a cui allacciarvi. È un’operazione molto semplice, basterà cercare il wc del bagno che già esiste e lì di sicuro ci sarà la tubazione che si cerca.
Il secondo bagno per poter essere correttamente installato, dovrà prevedere dei tubi che passeranno attraverso le stanze, per cui si valuterà anche il percorso che questo dovrà compiere, se sarà breve o più lungo e in base a questo ricercare la posizione esatta e conveniente per procedere alla realizzazione.

Quali pratiche edilizie sono necessarie per il secondo bagno?
A meno che sul vostro immobile non vi siano vincoli speciali relativi agli interventi edilizi, si potrà sempre decidere di ricavare un secondo bagno da mettere in casa, previo rispetto delle leggi su esplicate. Per procedere praticamente a questa operazione però, è necessario servirsi di due pratiche edilizie dedicate proprio a questo argomento: la CILA e la SCA.
La CILA è un procedimento edilizio utile alle manutenzioni straordinarie che non prevedono opere strutturali sull’edificio e quindi sulle strutture portanti. Si tratta di un intervento atto a documentare lo spostamento dei muri o il rifacimento di impianti, utili anche per il secondo bagno. Questa pratica non supera i duecento euro. Questi dovranno essere versati direttamente al Comune come diritti di segreteria. Una volta presentata sarà possibile iniziare i lavori di ristrutturazione in piena regola.
La SCA invece, che certifica una segnalazione certificata di agibilità riguarda la sussistenza delle condizioni di sicurezza, salubrità, igiene e risparmio energetico degli edifici rispetto agli impianti che verranno installati che siano conformi al progetto presentato. Si tratta di una richiesta imprescindibile quando si vorrà procedere a rifare il secondo bagno, utile a certificare l’agibilità che viene dichiarata da voi e dal vostro tecnico di riferimento. La SCA si presenta entro quindici giorni dalla fine dei lavori e i costi sono relativi ai diritti di segreteria. Il comune e il tecnico dovranno solo preoccuparsi che sia tutto in regola e che il progetto presentato sia conforme a ciò che viene realizzato.

Alcune idee per il secondo bagno
Ricavare il secondo bagno è possibile, come abbiamo potuto vedere. È necessario però, capire dove. Ecco perché vi diamo alcuni piccoli spunti in base agli spazi che una casa può possedere.
Se ad esempio si possiede un sottotetto, realizzare qui un secondo bagno può essere una soluzione completamente conforme alla legge e di grande impatto. Recentemente le norme relative all’altezza dei sottotetti dichiarano che è possibile dichiarare abitabile anche una zona che non supera i 2,40 metri di altezza. Per cui un bagno regolamentare è fattibile anche in questa superficie che spesso non viene valorizzata.
Una delle soluzioni possibili circa il secondo bagno riguarda proprio la camera da letto. Nelle immediate vicinanze di questa stanza è possibile ricavare un bagno anche di piccole dimensioni e senza finestra, a patto che questi siano dotati di ventilazione meccanica. Assicuratevi però, che vi sia la possibilità di far arrivare gli impianti idrici in questi punti.
Se si decide invece, di realizzare il secondo bagno vicino alla cucina sarà possibile servirsi delle tubature idriche già esistenti. Se non vi sono condotti fognari però, sarà utile dotare il bagno di un trituratore per le acque nere.

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