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  • Venerdì 11 Maggio 2018, 16:23

Climatizzatori: le soluzioni migliori per il comfort domestico

Avere una casa calda d'inverno e fresca d'estate è il sogno di tutti. Il comfort abitativo è fondamentale per avere una qualità della vita elevata e soddisfacente e, proprio per questo motivo, gli strumenti per migliorarlo sono in continua evoluzione.

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I climatizzatori rappresentano la soluzione migliore per garantirsi il giusto clima domestico, perché sono soluzioni utili sia nel periodo estivo che in quello invernale. Troppo spesso si tende a confondere i climatizzatori con i condizionatori, quando in realtà si tratta di due macchine completamente differenti che hanno pochissimi punti di contatto tra loro. Per questa ragione, molte persone sono convinte che si tratti di due sistemi alternabili ma la verità è diversa e, se proprio si deve effettuare una spesa per migliorare l'abitabilità e il comfort della propria abitazione, sarebbe più conveniente optare per il climatizzatore, per una serie di motivi che analizzeremo in un secondo momento.

Tuttavia, si fa troppo in fretta a parlare di climatizzatori in generale, perché sono diverse le soluzioni adottate dai produttori per adattare questi sistemi alle moderne esigenze abitative. Tra quelle più moderne, e sicuramente più apprezzate, spiccano i climatizzatori senza unità esterna, macchine termiche che garantiscono gli stessi identici risultati del climatizzatori tradizionali, senza avere l'ingombro dell'unità esterna, che in molti casi è la prima vera causa di dubbio tra chi vuole dotarsene ma, per una serie di motivi, è costretto a rinunciarvi.

La differenza tra climatizzatore e condizionatore: le basi del comfort domestico
Prima di capire se i climatizzatori senza unità esterna siano o meno convenienti, è importante aprire una piccola parentesi sulla differenza tra condizionatori e climatizzatori. Il condizionatore è una macchina relativamente più semplice, il cui unico scopo (come dice il nome stesso) è quello di condizionare il clima all'interno di un ambiente.

Sviluppa calore sensibile, in positivo e in negativo, mediante lo scambio con un fluido che viene messo in circolazione, che a sua volta cede il calore all'ambiente con lo scopo di modificarne la temperatura al rialzo o al ribasso. Grazie alla sua azione, quindi, rinfresca o riscalda un ambiente ma non è possibile agire direttamente sulla temperatura, che non può essere in nessun modo regolata. L'unica interazione che può avere l'utente su questa macchina è per la modifica della velocità della ventola ma non regolare la temperatura di emissione dell'aria.

Diverso è il discorso del climatizzatore, che invece è una macchina termica il cui obiettivo non è quello di condizionare il clima di un ambiente ma di regolarne la temperatura. Questo significa che un climatizzatore è in grado di produrre caldo/fresco ma anche di modificare il grado di umidità all'interno dell'ambiente, una differenza di non poco conto rispetto al condizionatore.

L'utente può intervenire su un piano di controllo ben più ampio, che comprende l'interazione con la variazione di temperatura e con il grado di umidità ma anche con la gestione della circolazione e della portata dell'aria all'interno dell'ambiente. Inoltre, la maggior parte dei climatizzatori sono dotati di un sistema di filtrazione dell'aria, che permette di ottenere un maggiore grado di pulizia e di salubrità, a tutto vantaggio del comfort ottimale abitativo all'interno dell'ambiente. Alla luce di questo, è evidente che il climatizzatore sia la soluzione più apprezzata per chi desidera non solo una temperatura gradevole all'interno dell'abitazione ma anche uno strumento gestibile e funzionale per diversi utilizzi.

Climatizzatori senza unità esterna: cosa sono?
La maggior parte dei climatizzatori, di base, è composto da due unità: l'unità esterna, corrispondente al motore e alla macchina vera e propria, e l'unità di diffusione (split). L'unità esterna è da sempre il pomo della discordia, perché la sua presenza non sempre è gradita, soprattutto nei contesti condominiali. In effetti, per il decoro e l'apparenza estetica di un edificio, le unità esterne rappresentano indubbiamente un problema, perché disarmonizzano un equilibrio.

Per la stessa ragione, chi abita in un contesto storico e culturalmente rilevante non è autorizzato a montare impianto di condizionamento con unità esterna, che rovinerebbe la facciata e la bellezza di un'opera architettonica. In un Paese votato al bello come l'Italia, dove l'estetica ha da sempre la sua importanza anche nel decoro urbano, questo discorso è più che condivisibile ed è anche per tali motivi che molte aziende produttrici si sono adoperate per ovviare al problema.

Il risultato sono gli impianti di climatizzazione che non hanno bisogno dell'unità esterna per funzionare e che, quindi, possono essere installati in quasi tutti i contesti abitativi, anche in quelli in cui sono più stringenti le regole per l'occupazione degli spazi comuni. Vien da sé che il meccanismo di funzionamento sia leggermente diverso rispetto ai climatizzatori tradizionali, visto e considerato che non è presente il motore esterno, ma il risultato finale è molto simile tra le due macchine, anche se sussistono delle ovvie differenze.

I climatizzatori senza unità esterna convengono o no?
Dal punto di vista della convenienza dei climatizzatori senza unità esterna bisogna fare un discorso molto ampio che tocchi diversi aspetti. Dal punto di vista del mero acquisto, hanno senz'altro un costo maggiore rispetto ai condizionatori tradizionali. Il prezzo più elevato è da considerare nell'ottica del maggiore comfort e della maggiore praticità che viene garantita all'utilizzatore. Tuttavia, un costo iniziale più alto non è certamente sinonimo di minore convenienza, giacché rispetto ai condizionatori normali si può godere di un minore costo di installazione.

Ovviamente, sebbene si possa procedere con il fai da te, vista la semplicità delle operazioni, è fondamentale leggere con cura le indicazioni riportate sulla manualistica. Visto che sono dispositivi che richiedono delle operazioni murarie, anche se di ridotte dimensioni, sarebbe comunque meglio affidarsi a un professionista.
Un altro elemento che potrebbe incidere sulla convenienza per l'acquisto di un climatizzatore senza unità esterna è proprio l'ingombro. Se è vero, infatti, che questi dispositivi coniugano l'unità condensante e quella evaporante in un unico elemento, che diventa quindi più grande di quello tradizionale, è anche vero che l'ingombro complessivo risulta essere senz'altro inferiore rispetto ai condizionatori tradizionali.

Dal punto di vista dei consumi, è difficile dire quale sia il modello che consuma di più tra quelli con unità esterna e quelli senza. Sono numerosi gli elementi che incidono in questa valutazione, tra cui la classe energetica e la potenza, ma facendo un raffronto tra due dispositivi equiparabili in base ai loro parametri, senz'altro i modelli senza unità esterna hanno una probabilità maggiore di consumare di più, anche se le differenze sono davvero minime.

Non è, quindi, possibile dire in maniera assoluta se i climatizzatori senza unità esterna convengano o meno rispetto a quelli con il motore separato: è una valutazione altamente soggettiva. Senz'altro, se non si possono installare le unità esterne a causa di vincoli paesaggistici, culturali, artistici o condominiali, quella del climatizzatore senza unità esterna è l'unica strada percorribile.

Come sono fatti i climatizzatori senza unità esterna
I climatizzatori senza unità esterna concentrano in un'unica unità tutti i componenti che, normalmente, sarebbero dislocati in due elementi. Questo implica che le unità interne di un climatizzatore senza unità esterna debbano essere necessariamente di dimensioni maggiori. Questo comporta diversi cambiamenti nella gestione di un climatizzatore di questo tipo, giacché l'ingombro è molto maggiore rispetto agli split classici che, merito anche delle innovazioni tecnologiche, si fanno sempre più piccoli.

I sistemi senza unità esterna sono comunemente di tipo monoblocco da incasso: si tratta di elementi di dimensioni ragguardevoli, ma non esagerate, che vengono incassati nella parete, su cui devono però essere praticati degli sfiati per l'aria in uscita e per l'aria in ingresso. Ovviamente, si tratta di fessure di dimensioni non esagerate che non vengono lasciate aperte ma che vengono adeguatamente coperte con le grate di protezione. Questa è una soluzione minimamente invasiva, il cui impatto estetico sulla facciata è molto ridotto.

Se non è possibile incassare il monoblocco, l'alternativa consiste nell'utilizzo di strutture di dimensioni compatte, che trovano facilmente spazio in qualsiasi angolo della casa e non necessitano di essere incassate. Proprio perché molte case non permettono l'incasso, diversi produttori hanno lavorato a lungo sull'estetica del monoblocco, realizzando nella maggior parte dei casi delle soluzioni di design che fanno bella mostra di sé in qualsiasi ambiente.

Pro e contro dei climatizzatori senza unità esterna
Per valutare la convenienza o meno di un dispositivo, bisogna senz'altro prenderne in considerazione gli aspetti positivi e negativi in maniera oggettiva.

Tra i pro di un climatizzatore senza unità esterna c'è senz'altro l'assenza di un elemento supplementare esterno, che oltre a influire sull'estetica di un edificio richiede una manutenzione doppia per l'intero sistema. Inoltre, l'assenza della doppia unità implica una riduzione dei tempi di installazione, con conseguente risparmio per il consumatore. Non genera rumore e nemmeno flussi d'aria all'esterno, quindi non può essere motivo di alterchi con i vicini, elemento di non secondaria importanza quando si vive in un cotesto condominiale. Infine, considerando il mero lato estetico, i modelli da incasso risultano quasi invisibili mentre quelli di design diventano quasi dei complementi d'arredo moderni. Inoltre, se si scelgono quelli portatili, è facile trasportarli da una parte all'altra dell'immobile.

Ci sono anche alcuni lati negativi, ovviamente, perché se è vero che non vengono prodotti rumori all'esterno, la presenza nel motore nel monoblocco genera un rumore interno che ad alcuni potrebbe causare un certo fastidio. Inoltre, l'ingombro interno è comunque un elemento da considerare, specialmente se la casa non è di grandi dimensioni e gli ambienti non consentono l'incasso. Tra i contro da non sottovalutare c'è anche il prezzo d'acquisto superiore rispetto a quello tradizionali.

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