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  • Venerdì 10 Agosto 2018, 08:35

Successione di immobili, che cosa comporta

La successione di uno o più immobili, di solito avviene dopo il decesso di un parente o una figura importante, che lascia nel proprio testamento, la propria abitazione in eredità a qualcuno, non sempre un familiare. Questo tipo di eredità è più complesso da gestire, ecco perché viene affidato nelle mani di un esperto professionista, le operazioni da fare una volta ereditato un immobile sono veramente tante, tra cui la dichiarazione della successione stessa, eventuali contratti d’affitto, varie imposte, le varie volture delle utenze, ed altre ancora che si correrebbe il rischio di dimenticare.

La dichiarazione di successione
È il passaggio di proprietà, che deve essere trascritto nei registri immobiliari pubblici, che dovrà essere presentata entro e non oltre 30 giorni, dopo di che dovrà richiedere la voltura catastale relativa all’immobile o agli immobili ereditati. Ci sarà poi, sotto richiesta dell’agenzia delle entrate, da rilasciare la trascrizione nei registri immobiliari, del certificato di successione da loro rilasciato, questo entro 60 giorni. Per queste operazioni, sono dovute le imposte ipotecaria e catastale.

Imposte sulla successione dell’immobile
Se il valore dell’immobile ereditato, è inferiore a 1 milione di euro, non ci saranno imposte da pagare, ovviamente bisognerà aggiungere anche gli altri beni ereditati.

Possibilità di ritirarsi dalla successione
Se uno o più eredi vogliono vendere la propria parte dell’immobile, si potrà presentare la proposta con indicato il prezzo di vendita, agli altri eredi ove presenti, ovviamente, quest’ultimi avranno il diritto di comprare la parte dell’eredità al prezzo stabilito, prima degli altri. Rispettando ovviamente, le tempistiche stabilite, cioè entro 2 mesi dalla presentazione della proposta di vendita della quota, se non si dovesse presentare nessuna proposta agli altri eredi, questi ultimi potranno prendersi in riscatto la parte, fino alla durata dello stato di comunione, ed anche entro 10 anni dalla successione. Nel caso in cui l’erede sia un congiunge convivente, del defunto, nessun parente o altri eredi, possono mandarlo via dall’abitazione, si chiama diritto di abitazione del congiunge superstite. Se invece, i congiungi sono sposati in regime di comunione, l’eredità della casa è del 50%, mentre il restante 50% è del congiunge superstite, se era in separazione dei beni la successione è del 100% della proprietà.
Se nell’immobile è presente un affittuario, potrà rimanere fino alla fine del contratto, il passaggio successivo, agli eredi non comporterà nessun adempimento fiscale, l’imposta sul reddito da locazione, che cessa con il deceduto, viene automaticamente passata al successore, che dovrà scegliere entro 30 giorni dal decesso, il regime fiscale, eventualmente allo scadere del contratto dell’affittuario, l’erede può continuare ad affittarlo e quindi riscuotere il canone, dovrà però pagare l’imposta di regime, se non è stata versata in anticipo. Nel caso in cui il defunto, era in affitto e con lui vi abitavano familiari o conviventi, questi avranno il diritto a proseguire il contratto d’affitto a proprio nome, mentre nel caso in cui il defunto non avesse familiari o conviventi, il contratto d’affitto cessa automaticamente.

Utenze
Dopo la morte del proprietario dell’immobile, spesso succede che, le utenze arrivino ancora a nome dello stesso, sarà compito del nuovo proprietario, cambiare le intestazioni di gas, luce ed acqua. Non vi sono termini stabiliti, per la disdetta, quindi se si paga comunque le utenze, non insorgono problemi. Bisogna comunque poi richiedere la voltura, o in altri casi, si può fare la disdetta e poi rifare la propria utenza.
Bisogna fare attenzione, in casi di situazione debitoria con l’agenzia delle entrate, se superiore a 120 mila euro, la prima casa non verrà più reputata tale, e si rischia il pignoramento di entrambi gli immobili.
E’ possibile richiedere l’esenzione dal pagamento della tassa dei rifiuti la così detta Tari, questo però prima che l’immobile venga diviso e dato in proprietà ad un determinato erede. Questo però è valido solo se la casa in questione è sgombra e con le utenze staccate. Nel caso in cui il defunto stava beneficiando della detrazione del 50% sui lavori, quindi stava ristrutturando l’immobile, gli eredi possono usufruire di tale beneficio non fruito.

Benefici del lasciare un immobile in eredità
Se si decide di lasciare a qualcuno un immobile in eredità, si compiono più azioni, si lascia un tetto ad un familiare o un convivente, si lascia anche un possibile patrimonio, ricavato dalla vendita dello stesso ma allo stesso tempo si potrebbe lasciare un peso, quindi va calcolata bene la decisione, se si hanno debiti è meglio non lasciare in eredità un immobile o altro, in quanto i successori erediteranno anche quelli, nel caso in cui però si decida lo stesso di lasciare in eredità, i futuri eredi possono rifiutare l’eredità per non rischiare di ereditare anche i debiti ad esso annessi.

Gestione dell’immobile ereditato
Se gli eredi o l’erede vogliono vendere l’immobile ereditato, è possibile, ed il funzionamento, è lo stesso che richiederebbe la vendita di una casa di proprietà non ereditata, ovviamente però se ci sono altri eredi, si dovrà dividere il guadagno a vendita dell’immobile avvenuta, ovviamente anche se si decide di vendere subito ci saranno comunque da pagare, la tassa di successione, che se si decide di vendere si divide tra gli eredi, e le imposte ipotecarie e catastali, andranno inoltre pagate anche l’imposta di bollo, la tassa ipotecaria, ed i tributi speciali.

Passi da fare dopo aver ereditato un immobile
Si sa che non è un obbligo accettare l’eredità, è in realtà una facoltà, cioè che l’erede, deve valutare con attenzione la decisione da prendere. Prima però, di decidere se si vuole accettare l’eredità oppure no, sarà opportuno che quest’ultimo, valuti se mettere in atto delle misure, che facciano sì che l’immobile ereditato venga conservato, e anche valutare misure amministrative per tutelarla, ovvero:
· Far fare azioni possessorie.
· Degli atti conservativi, che servono a proteggere l’eredità.
· Ed atti di ordinaria amministrazione, che possono comprendere anche, la vendita dell’immobile stesso, ovviamente se approvato dal tribunale.
· Richiedere di mettere dei sigilli sui beni ereditati.

Ovviamente, se ci sono anche altri familiari o congiungi che ereditano, potranno riscuotere la suddetta parte non accettata, e comunque prenderanno la loro parte. Detto questo, l’erede con maggior coscienza, e dopo aver deciso definitivamente cosa fare, cioè:

  • Se accettare l’eredità immobiliare;
  • Se rinunciare all’eredità immobiliare;
  • Se accettare con beneficio d’inventario.
L’accettazione dell’eredità può avvenire in due modi:
Espressa
, cioè consiste in una dichiarazione effettuata atto del notarile, o di scrittura privata tramite la quale si indica e si fa presente la propria decisione finale. Oppure tacita, cioè far capire con gesti, che si ha intenzione di accettarlo, gesti come cambiare l’intestazione delle utenze. L’eredità si può anche accettare, con beneficio d’inventario, cioè si accettano anche i debiti del defunto, la particolarità però è che se dovessero riscuotere dei beni, per coprire i debiti, prenderanno solo i beni ereditati e non altri beni. In pratica, se non si conosce bene il defunto, è meglio per l'erede, recarsi da un notaio o da un cancelliere del tribunale, nel quale è stata dichiarata la successione e richiedere quindi, il beneficio d’inventario.
La rinuncia all’eredità, deve essere effettuata mediante dichiarazione ricevuta da un notaio. Per essere però efficace deve essere totale, non può essere condizionata o a termine, questa è revocabile fin quando l’eredità non verrà accettata dagli altri eredi.
Le tempistiche per tali azioni sono:
10 anni per l’accettazione, nel caso in cui l’erede, non sia in possesso dei beni ereditari. Mentre di 3 mesi per fare l’inventario se l’erede è già in possesso del bene ereditato, compiuto l’inventario, si hanno altri, 40 giorni per accettare oppure no, se l’erede non comunica una rinuncia, viene automaticamente considerato erede dell’immobile.
Che stiate facendo testamento, o che siate gli eredi di un immobile, sappiate che bisogna valutare con molta attenzione le decisioni che si prenderanno, sia da un lato che dall’altro, il campo immobiliare è un settore in continua crescita e sempre più persone lasciano in eredità un bene immobiliare, sia per guadagnarci che per viverci, bisogna in entrambi i casi rivolgersi a degli esperti professionisti, che sapranno rispondere ai vostri dubbi e perplessità, in oltre sapranno farvi svolgere tutto in maniera corretta e a norma, garantendo così la buona riuscita di gestione di entrambe le situazioni.
Si parla quindi di eredità immobiliare, che rimarrà una delle fonti di reddito che più vengono sfruttate ad oggi, ma solo se gestite con un professionista, e rispettando le dovute procedure, infine, lasciare in eredità un immobile è una decisione molto importante sia per chi la lascia sia per il futuro erede, mentre per chi la eredità è una responsabilità che va gestita bene e non sottovalutata. L’eredità immobiliare, non è semplice, né da capire né da gestire, non si sa quanto lavoro e impegno ci siano dietro ad un eredità immobiliare, non è una semplice eredità, si dovranno poi adempiere dei compiti non appena si sarà accettato tale bene, ed inoltre ci saranno delle pratiche e delle tasse da pagare entro e non oltre i tempi stabiliti.
In questo articolo abbiamoparlato di eredità immobiliari, visto e parlato di come si gestisce, i passi da compiere dopo averlo ereditato e tutte le opzioni possibili di gestione, in oltre abbiamo visto nel dettaglio come comportarsi iini vari casi e come sia importante affidarsi a mani eperti e non gestire il tutto da soli, speriamo vi sia stato utile e vi abbiafatto capire qualcosa in più sull'eredità immobiliare.

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