immagine La permuta piace sempre più: taglia il mutuo e le imposte
  • di Silvia Scafati
  • Giovedì 12 Luglio 2018, 14:10

La permuta piace sempre più: taglia il mutuo e le imposte

Quando si affronta il tema delle soluzioni di compravendita “alternative” non si può non far riferimento alla possibilità di scambiare una proprietà immobiliare con un’altra attraverso lo strumento della permuta. In altri Paesi, questa formula è piuttosto diffusa. In Italia invece non è ancora così frequente ma le offerte continuano a mantenere una loro presenza stabile tra gli annunci delle agenzie, che anzi le segnalanoin crescita. La permuta può venire incontro alle nuove esigenze in fatto di case, soprattutto nelle grandi città manca spesso l’accesso alle abitazioni grandi a prezzi accessibili per famiglie con più figli.

Dall’altra parte ci sono invece anziani che vivono in case che negli anni sono diventate troppo grandi per loro e che hanno spese ormai eccessive per chi vive di sola pensione.

La permuta può essere unvalidostrumentoancheper chi sta cercando di trovare un appartamento in una località di vacanza. Il problema più grande, per poter dare seguito allo scambio, è far combaciare due esigenze diverse.

Come funziona.
La permuta è un’operazione regolata dal codice civile (art. 1552) per il quale si tratta di un contratto che ha per oggetto il reciproco trasferimento della proprietà di cose, o di altri diritti, da un contraente all’altro. La differenza con la vendita si trova nel fatto che lo scambio non prevede il corrispettivo di un prezzo, ma avviene attraverso un reciproco trasferimento del bene e della titolarità dei diritti. Nella prassi esiste anche la permuta con conguaglio che prevede il versamento di una somma pattuita per coprire una eventuale differenza di valore.

I rischi.
I rischi maggiori sono rappresentati dalla presenza di immobili soggetti ad ipoteca e/o mutui. Se su uno dei due immobili in questione dovesse risultare un’ipoteca, allora, l’operazione potrebbe essere più difficile e rischiosa. Anche nel caso di un mutuo la transazione potrebbe diventare più problematica e lunga, in quanto sussiste la necessità di liberareilbenein questioneda questi impedimenti prima di procedere.

I vantaggi.
Dal punto di vista fiscale in generale sipuò affermare che la permuta garantisceun notevole risparmio, rispetto ad una normale compravendita, visto che l’atto è unico e le imposte, che vengono versate sull’immobile che ha il valore più alto, sono suddivise a metà fra i due contraenti.

Le imposte.
Nel caso di permuta di immobili tra privati, l’operazione fiscalmente più vantaggiosa, si pagheranno le seguenti imposte: – se gli immobili scambiati hanno entrambi le caratteristiche di prima casa, l’imposta di registro sarà pari al 2% del valore catastale di quello di valore maggiore e a questa andranno aggiunte le spese di visura, doppie perché riferite a due immobili; – se invece entrambi gli immobili non hanno le caratteristiche di prima casa, il discorso è analogo, in quanto le imposte si calcolano sempre su quello di valore maggiore, ma saranno computate al 9%; – infine, se solo uno dei due immobili è prima casa, la legge prevede che si applichi la tassazione più alta, per cui si applicherà il 9% sul valore catastale dell’immobile avente caratteristiche di seconda casa.

L’importo deve essere per legge non inferiore ai mille euro. Inoltre bisogna versare le imposte ipotecaria e catastale, che si pagano normalmente nella misura fissa di 50 euro ciascuna (da pagare una volta sola).

Un esempio. Se la permuta coinvolge due abitazioni del valore catastale di 80mila e 120mila euro, e per entrambi i proprietari si tratta della “prima casa”, si applica l’imposta di registro del 2% sul valore maggiore, cioè sull’immobile da 120mila, che equivale a 2.400 euro.

Se invece per il proprietario con immobile dal valore catastale inferiore si tratta della seconda casa(e perl’altro è “prima”) prevale l’imposta di 7.200, che deriva dall’applicazione del 9% alla casa da 80 mila euro.
Il vantaggio fiscale non c’è invece nel caso in cui un trasferimento sia soggetto a Iva e l’altro a imposta di registro.

In questo caso ogni trasferimento sconta la sua propria imposta: Iva daunlato (4% se si tratta di prima casa oppure 10% in assenza dei requisiti prima casa), imposta di registro proporzionale dall’altro (2% se prima casa oppure 9%) oltre alle imposte di registro, ipotecaria e catastale fisse (200 euro ciascuna).

  • Annunci correlati

IlMessaggeroCasa.it