immagine Detrazioni fiscali per la ristrutturazione edilizia: le novità del 2018
  • Sabato 21 Aprile 2018, 09:50

Detrazioni fiscali per la ristrutturazione edilizia: le novità del 2018

Lo Stato Italiano prevede, da tempo, delle agevolazioni per coloro i quali effettuano interventi di ristrutturazione edilizia sui propri immobili e ne disciplina le regole, tramite l’art. 16-bis del Dpr 917/86, stabilendo delle detrazioni fiscali dall’IRPEF pari al 36% delle spese sostenute fino a un tetto massimo pari a 48.000 euro per ciascuna unità immobiliare. Tuttavia, negli anni successivi, le agevolazioni sono state ampliate e prorogate, a partire dalla novità introdotte (comprendendo pure gli interventi di riqualificazione energetica) dal decreto legge n°63/2013.

Con tale decreto la percentuale di detrazione fiscale è salita al 50% su un importo di spesa pari quasi al doppio di quanto previsto precedentemente. Annualmente, la legge di Bilancio ha confermato le proroghe di questi benefici. Dunque, anche per il 2018 si potrà usufruire di interessanti agevolazioni quali le detrazioni fiscali fino al 50% calcolate su un ammontare massimo di spese complessive pari a 96.000 euro. Vediamo, di seguito, nel dettaglio, quali sono le novità introdotte, in vigore dal 1° gennaio 2018 e come poter usufruire di tali benefici.
 
Detrazioni fiscali: di cosa si tratta e quali sono le novità introdotte nel 2018
La Legge di Bilancio 2018, L. n. 205 del 27 dicembre 2017 (pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n.302 del 29/12/2017) in vigore dal 1° gennaio 2018, proroga il beneficio delle detrazioni fiscali IRPEF calcolate sulle spese dovute a interventi di ristrutturazione edilizia fino al 31 Dicembre 2018. Significa che è possibile detrarre dall’Imposta sul Reddito delle Persone Fisiche una parte dei costi, indicati nella dichiarazione dei redditi (modello 730 o modello Unico persone fisiche) dovuti a interventi di ristrutturazione e opere realizzate sugli immobili di proprietà o sulle parti comuni degli edifici residenziali (nel caso di interventi talvolta necessari nei condomini). Le detrazioni verranno ripartite in dieci rate annuali.

La Legge n. 205/2017 fissa una percentuale di spesa detraibile pari al 50% delle spese sostenute dal 26 giugno 2012 al 31 dicembre 2018, entro una soglia massima complessiva pari a 96.000 euro per ciascuna unità immobiliare. La percentuale si abbassa, invece, al 36% per le spese sostenute a partire dal 1 gennaio 2019.
 
Chi può usufruirne?
Possono usufruire di tali benefici tutti coloro che sono contribuenti obbligati a versare l'imposta sul reddito delle persone fisiche (IRPEF), residenti o meno in Italia. I soggetti beneficiari delle detrazioni, pertanto, non devono essere necessariamente i proprietari dell’immobile sottoposto agli interventi di ristrutturazione, ma lo sono pure i familiari del possessore dell’immobile in questione o l’inquilino che lo abita, ovvero i titolari di diritti reali e personali di godimento sull'unità immobiliare interessata e che sostengono le spese relative (proprietario, nudo proprietario, usufruttuario, locatario, soci di cooperative, chi ha il comodato d'uso dell'immobile, imprenditori, ecc). Come su accennato, unica condizione necessaria per avere accesso alle detrazioni è essere un contribuente IRPEF che abbia un reddito annualmente dichiarato, non derivante da attività commerciali, privato o ente pubblico, singola persona fisica o costituita società di persone.
 
Per quali tipi di interventi sono ammesse le detrazioni sulle spese?
Il Testo Unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia edilizia, Dpr 380/2001, classifica e definisce tutti i tipi di interventi che possono essere realizzati sugli immobili, tra questi, le opere di manutenzione straordinaria, restauro, risanamento conservativo e ristrutturazione edilizia, sono quelle per le quali è possibile richiedere le detrazioni fiscali sulle spese sostenute, secondo la Legge di Bilancio 2018.

In particolare, si ricorda che per interventi di ristrutturazione edilizia si intendono quelli che determinano una trasformazione del fabbricato, il quale, quindi, a conclusione degli interventi previsti, appare diverso in parte o del tutto. Sono definibili tali, ad esempio: la demolizione e la ricostruzione di parti dell'immobile o la completa ricostruzione dello stesso rispettandone la volumetria preesistente, opere di modifica delle facciate come la realizzazione di nuove aperture o balconi, la realizzazione di nuovi servizi igienici. Non sono previste detrazioni per interventi di demolizione e ricostruzione volti ad ampliare la volumetria preesistente: tali interventi rientrano, infatti, nella categoria di nuova costruzione; un'eventuale detrazione può essere richiesta solo per quella porzione di fabbricato che si mantiene entro i limiti delle superfici e dei volumi preesistenti.

Ulteriori interventi previsti dalle Legge di Bilancio 2018, per i quali si può richiedere la detrazione fiscale del 50% sono: la ricostruzione o il ripristino dell’immobile danneggiato da calamità per le quali è stato dichiarato lo stato di emergenza, interventi mirati all'abbattimento delle barriere architettoniche (ad esempio l'istallazione di ascensori, montacarichi, realizzazione di scivoli), qualunque intervento o istallazione di impianti tecnologici che facilitino la mobilità e l'autonomia delle persone con gravi disabilità. Sono, inoltre, detraibili le spese relative la realizzazione di sistemi per la prevenzione del rischio del compimento di atti illeciti da parte di terzi (l'istallazione di impianti antifurto, casseforti, grate, cancellate, infissi antisfondamento, impianti di videosorveglianza); interventi per il contenimento dell'inquinamento acustico; opere di riqualificazione energetica degli edifici, cioè utili a favorire il risparmio energetico relativamente ai fabbisogni dell'immobile; interventi di bonifica dalla presenza di amianto. Lo Stato italiano rivolge, infine, un'osservazione particolare agli interventi che abbiano la finalità di ridurre il rischio sismico; quindi per opere di messa in sicurezza statica e interventi antisismici sugli edifici esistenti, la Legge di Bilancio 2018 estende il cosiddetto Sisma Bonus fino al 31 dicembre 2021 e la percentuale detraibile delle imposte IRPEF può raggiungere una percentuale massima pari a 85%.

Il tema delle ristrutturazioni edilizie, come avrete già capito, è soltanto una parte delle numerose situazioni previste dalla legge per agevolare la realizzazione di interventi necessari sugli immobili e sono quindi previsti anche interventi utili al risparmio energico, alla bonifica, la sicurezza domestica, alla prevenzioni di furti e scassi, per agevolare l'autonomia dei disabili, per la sicurezza in caso di terremoto. I già noti Eco-bunus, Sisma Bonus, Bonus Mobili sono tutte agevolazioni prorogate anche per l'anno in corso. Sul sito web dell'Agenzia delle Entrate potrete approfondire tutte le tematiche e le istruzioni per usufruire delle detrazioni fiscali, tramite specifiche e dettagliate guide.
 
Detrazioni fiscali per interventi di ristrutturazione in condominio
Le spese dovute a lavori di ristrutturazione o manutenzione che interessano le parti comuni condominiali potranno usufruire delle stesse quote percentuale di detrazione su descritte (50% per spese fino a 96.000 euro sostenute entro il 31 dicembre 2018, 36% per spese fino a 48.000 euro sostenute a partire dal 1 gennaio 2019).
Sono parti comuni quelle aree utili e funzionali alle singole unità immobiliari adiacenti, secondo la definizione indicata nell'articolo n° 1117 del Codice Civile si tratta, ad esempio: del suolo su cui sorge l’edificio, delle fondazioni, dei muri portanti, di tetti, lastrici solari, scale, porticati, cortili, giardini condominiali, portoni d’ingresso, tutte le parti dell’edificio necessarie all’uso comune quali locali portineria, locali lavanderia, locali impianti a servizio di tutto il condominio, manufatti e impianti di qualunque genere che servono all’uso e al godimento comune come ascensori, pozzi, cisterne, fognature, ecc.

A beneficiare delle detrazioni, in questo caso, sono i singoli condomini sulla base della relativa quota millesimale di proprietà, eventuali criteri diversi sono dettati da quanto previsto e applicabile ai sensi degli articoli 1123 e successivi del Codice Civile. Quindi, la detrazione fiscale spetta al singolo condomino in base alla quota a lui riferibile, a condizione che questa venga versata entro i termini previsti per la presentazione della dichiarazione dei redditi. Oltre agli interventi già previsti per gli immobili di proprietà (manutenzione straordinaria, restauro, risanamento conservativo, ristrutturazione edilizia) per le parti comuni sono detraibili anche le spese di manutenzione ordinaria. Si tratta di interventi quali, ad esempio, riparazioni, opere necessarie a integrare o mantenere in efficienza gli impianti tecnologici esistenti, sostituzione di pavimenti, infissi e serramenti, opere di tinteggiatura (su pareti, soffitti, infissi), rifacimento di intonaci, impermeabilizzazioni.
 
Come ottenere le detrazioni fiscali?
Per ottenere le detrazioni fiscali occorre conservare con attenzione tutte le fatture e le ricevute fiscali relative alle spese effettuate; tutti i pagamenti devono essere eseguiti tramite bonifici bancari o postali nei quali siano chiaramente indicati: la causale del versamento, il codice fiscale del beneficiario delle detrazioni, la partita Iva o il codice fiscale del soggetto a favore del quale il bonifico è effettuato. Qualora si tratti di interventi su parti comuni condominiali, occorre indicare il codice fiscale del condominio, quello dell'amministratore o del singolo condomino che effettua il pagamento e usufruirà delle detrazioni fiscali.

In fase di dichiarazione dei redditi,vanno indicate tutte le spese effettuate per gli interventi di ristrutturazione edilizia (o altri per le quali le detrazioni posso essere richieste). Possono essere detratte pure le spese relative a indagini e sopralluoghi e il contributo economico dovuto al tecnico incaricato per la progettazione e direzione dei lavori, oltre alle spese relative all'acquisto di materiali e manodopera. È, inoltre, necessario indicare, nella dichiarazione dei redditi, i dati catastali riferiti all'immobile in questione; se la richiesta non è presentata dal proprietario, devono essere indicati immancabilmente gli estremi di registrazione dell’atto che indica il titolo sul bene detenuto da colui che richiedere le detrazioni fiscali ed ha effettuato le spese.

I lavori devono essere comunicati all’Azienda Sanitaria Locale competente per il territorio su cui si trova l'immobile, qualora il cantiere è sottoposto a tale obbligo, indicando le generalità del committente e l'ubicazione dei lavori, la descrizione dell'intervento previsto, i dati relativi all'impresa esecutrice e la data di inizio dei lavori. In particolare, per gli interventi di riqualificazione energetica, la Legge di Bilancio 2018, ha introdotto l'obbligo di trasmettere la documentazione relativa ai lavori all'Enea (l'Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile.

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