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  • Lunedì 14 Maggio 2018, 19:28

Bonus condizionatori 2018, come ottenere la detrazione

Il bonus condizionatori è un’agevolazione fiscale prevista dalla Legge di Stabilità. Si tratta di una misura entrata in vigore già da alcuni anni e che, anche per questo 2018, è stata confermata dal Governo nella manovra di bilancio. In sostanza si tratta di un’agevolazione (sotto forma di detrazione) rivolta a tutti coloro che nel corso dell’anno acquisteranno ed installeranno nella propria abitazione (o ufficio o negozio) condizionatori, sia che la casa sia in ristrutturazione che non. Per ottenere l’agevolazione ci sono però alcune condizioni da rispettare affinché il tutto avvenga in modo trasparente. Ma entriamo nel dettaglio dei requisiti necessari per l'ottenimento della riduzione fiscale.

Molti sono portati a pensare che, quando si parla di bonus, detrazioni ed agevolazioni fiscali queste siano collegate ad una ristrutturazione edilizia o ad una costruzione ex novo. In realtà, per ottenere molte agevolazioni statali, non è necessario che la casa sia in fase di ristrutturazione o addirittura in costruzione. E' questo il caso del bonus condizionatori, per il quale è sufficiente acquistare un impianto di condizionamento per ottenere la detrazione. Questi elettrodomestici, in grado di refrigerare gli ambienti in estate ma anche di riscaldare in inverno, rientrano di diritto nella categoria dei cosiddetti "Ecobonus", cioè tutti quei miglioramenti dell’efficienza energetica in grado di abbattere i consumi all’interno dell’immobile di proprietà. I condizionatori rappresentano infatti un’ottima soluzione per rinfrescare e riscaldare un’abitazione, riducendo così i costi di gas e combustibili necessari nel periodo invernale. Questi Ecobonus permettono anche di ammodernare e sostituire vecchi impianti ormai obsoleti, con consumi elevati e prestazioni sotto la media, e rimpiazarli con modelli a risparmio. Anche una semplice sostituzione di impianto di condizionamento rientra dunque nel bonus condizionatori. Ma entriamo nel dettaglio.

Cos’è il bonus condizionatori
Come già accennato, il bonus condizionatori altro non è che una detrazione IRPEF che consente ai contribuenti di ottenere sgravi fiscali e rimborsi sulla dichiarazione dei redditi dell’anno successivo. Questa agevolazione fiscale consente, infatti, di inserire il costo sostenuto per l’acquisto di un impianto di refrigerazione nella dichiarazione dei redditi del 2018, sottraendola ai costi relativi all’anno corrente che verrà presentato nel corso del 2019. Dell’intero importo pagato per l’acquisto del condizionatore solo una determinata percentuale viene però "rimborsata" dallo Stato. Questo rimborso viene spalmato successivamente in dieci rate di pari importo, per la durata di un decennio. Ogni anno, infatti, viene restituita una parte dell’importo speso a compensazione di eventuali tasse da pagare nella dichiarazione dei redditi oppure a credito (in questo caso verranno rimborsati in busta paga, nella pensione oppure a mezzo assegno). Per l’anno 2018 la legge di Bilancio ha previsto che la percentuale di detrazione per il bonus condizionatori oscilli tra il 50% ed il 65% a seconda dell’ambito nel quale l’acquisto viene effettuato:
Il 50% della detrazione spetta a chi acquista un condizionatore in fase di ristrutturazione edilizia, purché sia un condizionatore a pompa di calore (quindi in grado anche di riscaldare) non necessariamente ad alta efficienza ma comunque a risparmio energetico (dalla classificazione "B" ad "A" e successivi), e solo per abitazioni e condomini; sempre in condizioni di ristrutturazione spetta il 50% se si inserisce l’acquisto del condizionatore nel "bonus mobili" purché l’impianto di condizionamento sia minimo "A+" di efficienza. Il 65% della detrazione spetta invece senza ristrutturazione, in caso di acquisto ex novo di un impianto o sostituzione di uno esistenze, sia nelle abitazioni di residenza che negli uffici e negozi, purché sia un modello a pompa di calore ad alta efficienza. In alcuni casi è prevista anche la riduzione dell’aliquota Iva dal 22% al 10%, in particolare nei casi di ristrutturazione edilizia o costruzione per i quali è prevista l’iva agevolata.

Come si ottiene il bonus condizionatori: i requisiti e documenti
Per ottenere questa detrazione fiscale è necessario rispettare alcune condizioni in maniera rigorosa, onde evitare il diniego del bonus. Per prima cosa, ancor prima di procedere con l’acquisto, è necessario avere dei requisiti di base per poter accedere al bonus condizionatori. L’abitazione (o ufficio o negozio) all’interno della quale sarà installato il condizionatore dovrà essere accatastata o, in alternativa, dovrà esserci una richiesta di accatastamento in corso; il pagamento delle tasse (di chi acquista e di conseguenza richiede la detrazione) deve essere in regola (niente pendenze fiscali) e dovrà essere presente all’interno dell’abitazione o altro ambiente un impianto di riscaldamento. Una volta appurati questi requisiti minimi ecco cosa è necessario fare per ottenere il bonus condizionatori. Per prima cosa l’acquisto del condizionatore deve avvenire a mezzo fattura, deve perciò essere documentato. E’ molto importante, dunque, farsi rilasciare copia del documento di acquisto (con o senza scontrino) al momento dell’acquisto dell’impianto di condizionamento. In secondo luogo il pagamento deve avvenire con modalità tracciabile, esclusivamente a mezzo bonifico bancario oppure bonifico postale. Non sono ammessi per tanto nè il pagamento in contanti nè con assegno bancario o postale. E’ ammesso invece il pagamento con carte di debito oppure finanziamento, ma in questo particolare caso è fondamentale conservare tutta la documentazione firmata relativa al finanziamento e farsi rilasciare dalla Finanziaria interessata un foglio dove si attesta che la somma totale del condizionatore è stata pagata per intero con finanziamento. Tornando al pagamento attraverso bonifico (la migliore soluzione per ottenere il bonus facilmente) il bonifico dovrà contenere tutta una serie di informazioni precise. Se ne vengono omesse alcune, infatti, si rischia di vedersi rifiutare il bonus. Nella causale dovrà dunque essere specificato "Ecobonus" e nel caso si tratti di acquisto in regime di ristrutturazione, specificare anche "Regime di agevolazione fiscale". Dovrà essere inoltre inserito il codice fiscale del beneficiario del bonus (colui che inserirà la spesa sostenuta nella dichiarazione dei redditi) nonchè il codice fiscale oppure la partita Iva del rivenditore del condizionatori. Infine dovrà essere inserito il numero della fattura di acquisto e la data di emissione della stessa, affinchè il tutto corrisponda perfettamente. Tutti questi documenti dovranno essere poi conservati fino al prossimo anno e consegnati al CAF di riferimento o al commercialista di fiducia al momento della compilazione della dichiarazione dei redditi. Nel caso ci si affidi al 730 precompilato (disponibile online sul sito dell'Agenzia delle Entrate da un paio di anni) si dovrà fare attenzione a modificare il contenuto del Modello. Si dovranno, infatti, inserire gli importi spesi ed allegare i vari documenti (fattura, copia bonifico o copia del finanziamento) che attestino l'acquisto ed il pagamento come da richiesta. E' buona regola, infine, conservare tutta questa documentazione per almeno 5 anni dalla data di inserimento nella dichiarazione dei redditi, nel caso si venisse sottoposti a controllo fiscale. Per quanto riguarda il 2019 c’è tempo dunque fino alla fine dell’anno per acquistare un impianto di refrigerazione o a pompa di calore nuovo o in sostituzione di uno già esiste e cominciare così a risparmiare sulle bollette ed ottenere il bonus. Se invece ne avete acquistato uno nel 2017 e avete tutta la documentazione necessaria potete fare richiesta della detrazione nella dichiarazione dei redditi del 2018 in fase di compilazione in questi mesi.

Quali tipi di condizionatori rientrano nel bonus condizionatori?
L’estate è alle porte ed il pensiero di avere aria fresca in casa nelle giornate di caldo torrido alletta chiunque. Il bonus condizionatori riguarda però svariati modelli di condizionatori, sia ad uso esclusivamente estivo sia per un impiego duraturo nell'arco dell’anno ed in particolare in inverno. In quest’ottica pensare all’acquisto di questo particolare elettrodomestico può risultare interessante in previsione della stagione invernale, ma soprattutto per ridurre i consumi di elettricità e gas nell’impiego del classico impianto di riscaldamento. I condizionatori sono infatti divisi in due differenti tipi: quelli cosiddetti a freddo e quelli a pompa di calore. I primi, sempre meno diffusi, garantiscono solo ed esclusivamente la refrigerazione degli ambienti dove vengono installati. Sono quindi utilizzabili sono nel periodo estivo o comunque nei momenti dell'anno in cui fa caldo. I condizionatori a pompa di calore invece, oltre a refrigerare nelle giornate di afa, sono in grado anche di riscaldare gli ambienti (grazie al sistema inverter che converte l'aria in aria calda) sostituendosi in tutto e per tutto ai comuni impianti di riscaldamento a gas. I condizionatori a pompa di calore stanno prendendo sempre più campo sul mercato e sono sicuramente i più venduti. Il loro principale pregio è l'estrema versatilità e l'utilizzo durante tutto l'anno che se ne può fare. E' dunque importante capire cosa si desidera dal condizionatore e valutare attentamente le possibilità di impiego ed utilizzo nell'ambiente in cui ci troviamo. Entrambi i tipi rientrano a pieno negli Ecobonus previsti dalla Legge di Bilancio per il 2018 e rientrano senza dubbio nel bonus condizionatori. L’unica cosa a cui occorre prestare attenzione è l’efficienza dei consumi del prodotto che andremo ad acquistare. Il bonus prevede infatti che il modello di impianto di condizionamento acquistato sia ad alta efficienza, in grado cioè di avere bassi consumi ma garantire prestazioni elevate. Per questo il modello scelto dovrà necessariamente avere una classificazione energetica standard con minimo "A", meglio se "A+" o addirittura "A++". Leggete attentamente le etichette sulla classificazione energetica del prodotto onde evitare spiacevoli inconvenienti nella fase di rimborso del bonus.

 

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