immagine Impianti a quota 40 milioni per il caldo e il freddo. Crescono quelli più tecnologici
  • di Andrea Grechi
  • Giovedì 17 Maggio 2018, 14:14

Impianti a quota 40 milioni per il caldo e il freddo. Crescono quelli più tecnologici

I DATI
Quasi 20 milioni di impianti di riscaldamento, altrettanti di raffrescamento e oltre 12 milioni per la produzione d’acqua calda. E poi gli impianti tecnologici, sempre più diffusi. Questa la fotografia della dotazione impiantistica delle case italiane scattata dal Cresme nel “4° Rapporto sul mercato dell’installazione degli impianti in Italia”, dal quale emerge inoltre che gli impianti idrosanitari e quelli elettrici sono presenti nella quasi totalità delle abitazioni.

Impianti di riscaldamento.
Il “parco caldaie” contaoltre 19,7 milioni di unità, di cui 0,8 milionicentralizzatecheservono 5,6 milioni di abitazioni. Rispetto ai quasi 31 milioni di case esistenti, il 61,4% è servito da impianto autonomo e il 18,3% dal centralizzato. Una quota cospicua (20,3%) è riscaldata solo da camini o stufe, o è addirittura priva di impianto termico (perlopiù case a uso vacanza o abitazioni non utilizzate). La fonte energetica privilegiata è il gas naturale (65,3%), seguita a distanza da legna e pellet (14,6%) e dal gpl (11%); in crescita gli impianti alimentati a energia elettrica (7,1%), trainati dallo sviluppo del fotovoltaico. Il Cresme stima in circa 5 milioni le case soggette ad obbligo di contabilizzazione dei consumi termici, per un numero totale di singoli contabilizzatori che dovrebbe aggirarsi sui 27 milioni (sempre che tutti abbiano rispettato l’obbligo, scaduto lo scorso 30 giugno 2017).

Impianti di raffrescamento.
Lo stock di impianti di raffrescamento si compone di 20 milioni di macchine motocondensanti e circa 24 milioni di unità interne a parete. Una quota importante (42,5%) sostituisce o integra la produzione di calore nelle stagioni invernali.

Impianti per acqua calda sanitaria.
Gli impianti dedicati alla produzione di acqua calda sanitaria ammontano a 12,4 milioni, la maggior parte dei quali alimentati a metano o gpl (58,8%) o con boiler elettrici (32%). Ancora marginali le altre fonti, come gli oltre 600mila impianti solari termici (5,1%).

Impianti tecnologici.
L’allarme elettronico anti-intrusione è l’impianto tecnologico più diffuso (6,1 milioni di abitazioni servite), seguito dal videocitofono (4,6 milioni) e dagli apparecchi di controllo dell’illuminazione( 3,3 milioni).




 

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