immagine Arredamento in stile industriale: tra design e sostenibilità ambientale
  • Venerdì 30 Novembre 2018, 14:35

Arredamento in stile industriale: tra design e sostenibilità ambientale

Arredare la propria casa è sempre una sfida emozionante, un compito che spaventa ed eccita allo stesso tempo, soprattutto quando si opta per uno stile industriale. Questa corrente estetica permette infatti di dare libero sfogo alla creatività, con un occhio alla sostenibilità ambientale di mobili e complementi d’arredo.

Si tratta di uno stile nato negli anni ’50 negli USA, che ha contribuito a trasformare migliaia di vecchi immobili industriali in città come New York, Chicago e Boston in splendidi appartamenti residenziali. Un aspetto positivo dell’industrial style è l’adattarsi perfettamente a qualsiasi esigenza, sia a livello estetico che economico.

Non bisogna per forza spendere centinaia di migliaia euro per riformare un’abitazione, ma si possono trovare soluzioni di grande effetto che richiedono una spesa ben più contenuta. Inoltre consente di rispettare l’ambiente, tramite il recupero di mobili e complementi d’arredo da oggetti usati o realizzati con materiali riciclati.

Se vuoi ristrutturare la tua casa, oppure stai pensando semplicemente di rifarle il look, probabilmente una delle soluzioni migliori è rappresentata dallo stile industriale. Vediamo come puoi usare questo tipo di design per arredare il tuo immobile, scoprendo alcune idee e novità proposte dal mercato e dagli architetti di spicco di questo settore.

Pianificazione del progetto: analisi degli spazi e idee d’arredo
Qualsiasi modifica all’arredamento della casa deve partire dalla pianificazione di un progetto architettonico. Bisogna assolutamente avere una strategia stilistica, altrimenti non riuscirai mai ad ottenere una perfetta armonia fra tutti i vari elementi decorativi. Per farlo devi innanzitutto studiare gli spazi della casa, valutando sia l’insieme che i singoli ambienti.

La prospettiva dovrà risultare sempre equilibrata, sia nella sua complessità che nella particolarità di ogni camera. I punti focali dello stile industriale sono gli spazi aperti, le strutture a vista, uno stile minimalista e un’ampia luminosità. Questi saranno i cardini per iniziare a elaborare un progetto stilistico per la tua abitazione.

Inoltre devi stabilire un budget di spesa, per capire quali soluzioni adottare e che tipo di interventi effettuare, suddividendolo per ogni ambiente della casa. A seconda delle dimensioni e della complessità delle stanze, potresti ad esempio destinare maggiori risorse al soggiorno e alla cucina, limitandoti a piccoli ritocchi nella stanza da letto o nel bagno.

Ovviamente non devi sottovalutare neanche gli ambienti esterni, come balconi, terrazzi o patii. Tuttavia per dare un tocco industriale alle aree esterne basteranno piccoli accorgimenti, perciò è consigliabile concentrarsi all’interno dell’abitazione, soprattutto se non disponi di un budget particolarmente elevato.
Per aiutarti nella definizione del progetto devi prendere spunto dai lavori dei grandi architetti e designers del settore, come il bellissimo loft realizzato dall’architetto brasiliano Diego Revollo nella città di San Paolo. Si tratta di un chiaro esempio di come non sia necessaria una ristrutturazione invasiva, ma basta lavorare sui rivestimenti e l’arredamento per ottenere un risultato di altissimo livello.

Stile industriale nella zona giorno: rivestimenti e arredi
La zona living è sicuramente la più importante nell’industrial style, dove si passa di solito la maggior parte del tempo quando ci si trova in casa. Molti progetti prevedono l’apertura degli spazi, per creare un ambiente unico tra il soggiorno e la cucina. Naturalmente non sempre ciò è fattibile, ma valuta comunque la possibilità di tale intervento, poiché potresti ottenere un risultato di grande effetto.

Gli spazi aperti offrono profondità, una maggiore luminosità e concedono l’opportunità di giocare con i piani prospettici. Il primo aspetto da curare sono i rivestimenti, che nello stile industriale devono risultare rustici e possibilmente simili a quelli tipici delle fabbriche di inizio secolo. Ad esempio rappresentano un’ottima soluzione i pavimenti in cemento, in gres porcellanato o in legno.
Per le pareti puoi scegliere tra i mattoni a vista, le tinte scure come il grigio, il marrone e il beige, oppure la carta da parati, una valida alternativa. Altrimenti puoi adoperare delle splendide piastrelle in gres porcellanato, un materiale economico che permette di realizzare decorazioni a tinta unita integrate con inserti con un design più elaborato.
Un altro aspetto estremamente importante sono le strutture in metallo. Nell’industrial style tali elementi non vengono nascosti, come accade solitamente per i design classici, ma valorizzati. In pratica devi trasformare componenti secondarie in principali, invertendo i ruoli, creando un perfetto equilibrio tra il metallo e il legno.
Questo contrasto è la base da cui partire per l’arredamento, giocando con materiali come l’acciaio, l’alluminio, l’ottone e il legno per le sedie, il tavolo, i mobili, gli scaffali, fino alla struttura stessa del sofà. Tuttavia non devi per forza acquistare mobili e complementi d’arredo nuovi, ma puoi utilizzare oggetti di scarto e materiali di recupero, sia grezzi che risistemati.
Ad esempio un vecchio pallet può diventare un tavolino per il soggiorno, una componente di un'auto una lampada, una borchia di una fabbrica un portaoggetti e così via. In questo caso l’unico limite è rappresentato dalla fantasia e dal tempo a disposizione.
Puoi riportare a nuova vita questi elementi con un po’ di fai date, adattandoli al nuovo ambito, oppure rivolgerti a un artigiano fornendogli tutte le indicazioni e i materiali che vuoi recuperare. Si tratta di un ottimo modo per rispettare l’ambiente e risparmiare, ma ovviamente richiede tempo per la ricerca dei pezzi nei mercatini dell’usato e nelle fabbriche.
Per valorizzare ancora di più questo contrasto devi inserire strategicamente delle piante da interno, che spezzano la monotonia del binomio metallo legno, dando vita all’ambiente. Ad esempio potresti posizionare delle piante sulle mensole, alternandole con i complementi d’arredo, sul tavolino della zona living, oppure nelle vicinanze del divano.

Una cucina industriale: tubazioni a vista e piante
Per arredare la tua cucina in stile industriale devi seguire un concetto inverso rispetto a quello dei design classici, che consiste nello scoprire le componenti solitamente nascoste come le tubazioni, i telai e i supporti. Per farlo puoi eliminare la cappa della cucina, lasciando il condotto esposto, oppure rendere visibili i tubi dell’impianto di ventilazione o dell’acqua.
Allo stesso modo è utile modificare lo stile di questi ambienti inserendo delle strutture metalliche alternative. Ad esempio puoi installare delle mensole appese al soffitto, con un ripiano in acciaio o in allumino e dei supporti composti da catenelle. Sulla mensola puoi sistemare delle piante a portamento discendente o delle erbe aromatiche, che valorizzano lo spazio e sottolineano il contrasto tra questi elementi.
Invece devi evitare assolutamente gli armadi di grandi dimensioni, che chiudono lo spazio e la prospettiva, optando per mobili più piccoli oppure per strutture aperte con ripiani a vista. Una soluzione del genere permette di ottimizzare lo spazio disponibile, senza compromettere la fluidità della prospettiva, aumentando la luminosità della cucina con finestre grandi senza tendine.
Infine puoi completare l’arredamento con tavoli e sedie realizzati con legni di recupero, magari con telai in acciaio o alluminio, mantenendoti sempre su tonalità scure come il grigio, il nero e il beige. Un’accortezza obbligatoria è evitare di riempire eccessivamente l’ambiente, infatti la prospettiva deve risultare profonda e fluida, senza interferenze eccessive dei mobili e dei complementi d’arredo.

Camere da letto in stile industriale: tessuti e colori
Nonostante l’industrial style venga utilizzato soprattutto per la zona giorno e la cucina, in realtà è importante dare continuità al progetto apportando le giuste modifiche anche alla camera da letto. Anche in questo caso è possibile intraprendere un restyling completo o parziale, in base alle risorse economiche disponibili e al risultato che si vuole ottenere.
Per un intervento profondo bisogna partire innanzitutto dalle pareti e dai rivestimenti. Vale quanto detto per la zona living, quindi si possono adottare soluzioni come il gres porcellanato, il cemento e il legno, oppure la carta da parati e le tinte scure, come il grigio o il beige. Ovviamente i mattoni a vista rappresentano sempre un must, ma qualora non fosse una scelta percorribile è comunque valido optare per delle alternative meno complesse.
Dopodiché bisogna cercare di far entrare quanta più luce possibile, ampliando le dimensioni delle finestre, sostituendo gli infissi con modelli minimalisti oppure eliminando semplicemente le tende. È necessario anche togliere armadi ingombranti e oggetti che riducono lo spazio e la visuale, preferendo strutture a vista come scaffali in legno e mensole in metallo.
Per il letto si può optare per un modello in stile giapponese, senza struttura di supporto, oppure per un telaio in ferro battuto o in legno, magari ottenuto da vecchi pallet per uno stile ancora più rustico. Per l’arredamento bisogna essere originali. Un’ottima soluzione sono i materiali di recupero, ad esempio un vecchio baule, una lampada in ottone, oppure materiali come la ghisa, l’ottone e il rame.
Gli oggetti vintage possono dare un tocco molto originale alla camera da letto. Quindi si potrebbe appendere una bicicletta d’epoca alla parete, inserire un appendiabiti degli anni ’50, appendere un quadro di pop art o far realizzare un murales in stile street art. Inoltre è importante giocare con i contrasti tonali, tra i colori dei rivestimenti e dei complementi d’arredo.
Se per le pareti hai scelto il grigio, per gli oggetti sono indicate tonalità come il beige, l’azzurro molto chiaro, il celeste, il nero e il marrone chiaro. Per quanto riguarda invece i tessuti è necessario scegliere colori neutri, con largo uso di fibre naturali tra cui il lino, la canapa, il bambù e il cotone. Si tratta di tessuti ecosostenibili e biodegradabili, che rispettano l’ambiente e valorizzano lo stile industriale della camera da letto.

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