Gloria Satta
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Gloria Satta

Se Benigni fa centro parlando di Dio

Mercoledì 17 Dicembre 2014
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Parlando di Dio, Benigni fa centro due volte. Anche gli ascolti della seconda serata dei “Dieci Comandamenti” su RaiUno hanno ottenuto ascolti stellari incollando al video dieci milioni di italiani: meglio, nel 2014, hanno fatto solo la partita Italia-Uruguay e Sanremo.

Visto che il tema appassiona voi amici del blog, e non solo (la rete è piena di commenti di tutti i tipi), e visto che ho guardato entrambe le serate, voglio continuare con voi la discussione. Come la penso lo sapete già: ho molto apprezzato lo “show” di Benigni che a molti (anche tra di voi) è sembrato invece una predica noiosa, persino improbabile. Qualcuno ha accusato l’attore di predicare bene e razzolare male, perché ha percepito un alto compenso. Altri non accettano il fatto che certi temi vengano affrontati da un uomo di spettacolo. Sarebbero esclusiva dei preti, insomma. Al di là della stima che nutro per Robertaccio, anche in considerazione della  preparazione storica e teologica che ha dimostrato in questa occasione, voglio analizzare i motivi del boom di ascolti. Cosa ha spinto dieci milioni di persone a seguire ogni sera lo “show” che nulla concedeva allo spettacolo, non ammiccava, non solleticava il guardonismo del pubblico? Penso innanzitutto la fame di contenuti “alti” in una tv (ma estenderei il discorso all’intera società) sempre più vuota, banale, involgarita. Sono sempre stata convinta che il pubblico sia migliore di come ai programmisti piace immaginarlo.

Ben venga dunque un attore di massima popolarità quando propone con garbo, eleganza e preparazione una “lezione” religiosa, storica, etica che tra l’altro ha il pregio di ricordarci le nostre radici culturali. Sì, al di là dell’analisi della parola di Dio, secondo me Benigni ha fatto una grande operazione culturale. E di questo gli sono grata. Aspettando, come al solito, i vostri interventi.  

Ultimo aggiornamento: 13:15 © RIPRODUZIONE RISERVATA