Marco Conti
QUI MONTECITORIO di
Marco Conti

Il virus cambia la politica,
i leader annaspano
Mattarella prova a mediare

Venerdì 20 Marzo 2020 di Marco Conti
ROMA Annaspano, si nascondono, si contraddicono senza grandi preoccupazioni. Il virus sta cambiando la politica e lo si comprende dall’affanno con il quale i partiti di maggioranza provano a governare, come dalla difficoltà che ha l’opposizione a recitare la sua parte. Il partito di maggioranza relativa, il M5S, si è di fatto inabissato. Non ha ministri in prima linea come il Pd, con Roberto Gualtieri,  o Leu con Roberto Speranza. Si dà da fare Luigi Di Maio nel suo ruolo di ministro degli Esteri nel cercare di portare a casa mascherine e italiani ancora oltreconfine , ma da quando è stato privato dal ruolo di leader, Di Maio vola molto basso. Al pari del reggente Vito Crimi che oltre  quella “altitudine” non è in grado di andare qualunque sia l’incarico. Il Pd, privato del suo segretario, è di fatto guidato da un triumvirato super-europeista: Franceschini, Gualtieri, Guerini e un braccio a Bruxelles (Sassoli).

Sul fronte opposto c’è la Lega di Salvini che plaude ai 750 miliardi messi in campo dalla Bce. Anzi, se ne prende quasi il merito con una complicata contorsione tra sovranismo e d europeismo che ha nel “benaltrismo” la sua unica e modesta via di fuga. Mentre Berlusconi, come ha sempre fatto nella sua vita politica e imprenditoriale si schiera dopotutto con il governo nel sostegno delle misure messe in campo, Giorgia Meloni oscilla rivolgendo all’Europa quelle accuse che invece dovrebbero essere rivolte agli stati. Dopo aver per anni ironizzato sulla lunghezza imposta delle zucchine, il sovranismo scopre che la politica agricola da decenni è in mano all’Europa, mentre quella sanitaria no. E quindi che non c’è accordo nemmeno su quale sia la temperatura sopra la quale si possa parlare di influenza, figuriamoci su quali possano essere i protocolli sanitari da seguire per il Covid-19. Non si hanno nemmeno criteri unici sulle cause dei decessi. In Italia li ascriviamo tutti al virus e scopriamo di avere avuto più morti della Cina. Sempre che ci si possa fidare dei numeri di un Paese che per mesi ha nascosto l’infezione e che ha permesso si propagasse ovunque. 

Nel caos dei ruoli in commedia, ieri è venuto allo scoperto il presidente della Repubblica Sergio Mattarella che è da giorni in stretto contatto con palazzo Chigi e il presidente del Consiglio Giuseppe Conte. Stavolta ha però chiamato i leader d’opposizione chiedendo loro quali fossero i nodi insormontabili che impediscono la collaborazione in un momento molto difficile. Una moral suasion o piuttosto l’esigenza di svelare l’inconsistenza di alcune non chiare richieste. Ultimo aggiornamento: 12:19 © RIPRODUZIONE RISERVATA