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Governo Conte in bilico, il festival delle debolezze di maggioranza e opposizione

Venerdì 21 Febbraio 2020 di Marco Conti
Governo Conte in bilico, il festival delle debolezze di maggioranza e opposizione
Più che prova di forza, è un festival delle debolezze che impediscono, almeno nel breve periodo, di cambiare non solo il governo ma anche la maggioranza.

Un lungo elenco che non può non cominciare dal presidente del Consiglio Giuseppe Conte che nei giorni scorsi ha sfidato Matteo Renzi facendo intendere di avere una pattuglia di ‘responsabili’ in tasca in grado di sostituire Italia Viva. Il tempo ha svelato il bluff perché da Iv non ci sono stati rientri nel Pd, mentre nel centrodestra c’è chi sarebbe anche disponibile a comporre una maggioranza ma in netta discontinuità e, probabilmente, a cominciare dal premier. Meglio quindi dare appuntamento a Renzi per la prossima settimana per cercare di trovare un’intesa.

La debolezza di Renzi sta tutta nei numeri. Defezioni in Iv non ce ne sono state, ma tirare troppo la corda potrebbe alla fine spingere qualcuno al rientro. Oltretutto Renzi è stato il primo promotore dell’attuale governo e la responsabilità di far saltare tutto consegnando il Paese a Salvini non intende prendersela. Ha provato a sparigliare proponendo un pacchetto di riforme costituzionali, e quindi un governo di garanzia di tre anni, ma il centrodestra - soprattutto Lega e FdI - hanno detto ‘no’. Meglio quindi andare a trattare con il premier.

La debolezza del Pd sta tutta nell’intervista fatta oggi dal Corriere al capogruppo Delrio che sferza Conte chiedendo di uscire da quella sorta di immobilismo nel quale è caduto l’esecutivo dopo il varo della legge di Bilancio. Schiacciato sul programma del M5S, il Pd non è sinora riuscito a spuntarla su nessun argomento. La cartina di tornasole saranno i decreti Sicurezza. Sinora il Pd si è schierato con Iv e Leu per una sostanziale abolizione. Se dovesse spostarsi sulle posizioni del M5S, darebbe ragione a Renzi.

Debolezze anche nella Lega. Salvini continua ad invocare “ elezioni subito”, ma Giorgetti è molto più scettico e da tempo suggerisce al leader del Carroccio di darsi disponibile ad una soluzione istituzionale. La concorrenza con FdI si fa sentire e blocca Salvini.

Gonfia i sondaggi il partito della Meloni che una volta si diceva presidenzialista ma che non vuole andare nemmeno a vedere se la proposta di Renzi sia o meno un bluff. La concorrenza con la Lega ha consentito a FdI di raggiungere percentuali anche superiori alla vecchia An, ma senza un contenitore di centro in grado di allearsi, FdI rischia di subire il destino del Fronte National di Marine Le Pen. Ultimo aggiornamento: 16:36 © RIPRODUZIONE RISERVATA