Anna Guaita
QUEST'AMERICA di
Anna Guaita

Dove vanno i ricchi quando invecchiano?

Domenica 3 Luglio 2016 di Anna Guaita
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NEW YORK – Anche i ricchi invecchiano. E vogliono vivere con tutti i comfort, senza rinunciare alla propria privacy, alla vita vivace della città, agli amici. Per loro è nata una nuova industria, un nuovo trend: “luxury living for seniors”. Si tratta in realtà di comunità per anziani con assistenza continua, ma a differenza delle case di riposo tradizionali, questi sono luoghi di gran lusso, che fanno concorrenza agli hotel cinque stelle, pur fornendo – con la massima discrezione – l’assistenza medica che l’anziano può richiedere man mano che invecchia.
 
Piscina e palestra sono di rigore e da fare invidia alle Olimpiadi (molte piscine sono disegnate ispirandosi alle terme romane). Non mancano sale da musica con pianoforti a coda, sale conferenza per ospiti illustri, biliardo, salette per la meditazione, biblioteche, business center con assistenza di personale esperto, ristoranti con chef di grido, sale per feste, terrazzi sul tetto per guardare le stelle, giardini, parrucchieri e massaggiatori, e servizio con autista sia per andare dal medico sia per andare a fare lo shopping, o una partita al più vicino campo da golf. E naturalmente appartamenti elegantissimi, che vanno dal singolo studio ad appartamenti per coppie, con almeno due camere da letto e salotto. Ci sono vari piani: i piani per gli “younger senior”, gli anziani più giovani e in salute, e quelli per chi richiede invece maggiore assistenza.
 
Il concetto è questo: si versa una cifra una tantum, di “ammissione”, che in genere parte da almeno un milione di dollari, e poi si paga un affitto mensile, che nelle comunità più centrali e per gli appartamenti più grandi supera tranquillamente i 10 mila dollari al mese. In cambio, l’anziano ricco non deve più preoccuparsi di nulla. La comunità lo fornisce i tutti i servizi di cui ha bisogno, e man mano che invecchia, se la sua salute peggiora, potrà trasferirsi in uno degli appartamenti “con assistenza continua”, un eufemismo per indicare la presenza 24/7 di infermieri e medici, e tutta l’apparecchiatura che troverebbe in ospedale.
 
Grattacieli dedicati ai milionari senior stanno sorgendo dappertutto. Le località già amate dai pensionati benestanti, come Scottsdale, il ricco sobborgo di Phoenix, o Palm Springs, il resort di moda a est di Los Angeles, o St. Petersburg e Fort Lauderdale, le miti città della Florida, vedono nuovi grattacieli “luxury” sorgere come funghi.

Ma i ricchi anziani non sempre vogliono ritirarsi al sud o all’ovest. Vogliono spesso restare in città: i ricchi petrolieri texani preferiscono Dallas, i primi anziani di Silicon Valley chiedono Seattle. E chi lascia il frenetico mondo di Wall Street vuole rimanere a Manhattan. Difatti perfino nell’elegante Upper East Side si cominciano a vedere le prime comunità assistite per i privilegiati della famosa fascia dell’1%. Un grattacielo di venti piani, con oltre duecento appartamenti, sarà pronto alla 92esima strada entro la fine dell’anno prossimo. I costruttori assicurano che il terrazzo sul tetto avrà una vista “da togliere il respiro”, mentre al ristorante del pianterreno verranno preparati solo piatti con prodotti “local”.  Non guasta che i migliori ospedali d’America siano praticamente sotto casa.
 
Tutti questi nuovo centri non sono solo grattacieli forniti di servizi e assistenza mirati a un pubblico anziano, che diventa più anziano di giorno in giorno. Offrono anche un’alternativa a quello che esiste già: saranno pure case di riposo, ma non lo sembrano. Non c’è quella luce bianca che ricorda gli ospedali ma una illuminazione diffusa e dolce, il pavimento non è di linoleum ma è coperto di morbidi tappeti, i corridoio non sono lunghi e asettici come in clinica, ma ricordano quelli di una villa di campagna, non c’è odore di disinfettante ma il lieve profumo di verbena e lavanda biologiche. Insomma, sembrano resort di lusso. Anzi…. sono resort di lusso.

  Ultimo aggiornamento: 23:35 © RIPRODUZIONE RISERVATA