Anna Guaita
QUEST'AMERICA di
Anna Guaita

 Accordo con Iran: un ritorno agli equilibri della Guerra Fredda?

Giovedì 16 Luglio 2015
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  Una rondine non fa primavera. Ma questo non vuol dire che quando una rondine passa sullo fondo di un cielo plumbeo non sia accolta con un pizzico di speranza. Così potrebbero essere interpretate sia l’evidente gentilezza con cui il presidente Barack Obama e il collega Vladimir Putin hanno conversato privatamente sia le parole di soddisfazione che i rispettivi portavoce hanno poi espresso. Siamo davanti a un vero disgelo? O solo a un’alleanza temporanea e utilitaristica? Quel che è certo è che sul tavolo in cui si è firmato l’accordo con l’Iran si sono intrecciate diverse correnti di politica internazionale, alcune macroscopiche, altre più sottili. Ma di certo le più importanti sono state proprio l’apparente disgelo fra Washington e Mosca, insieme alla crescente ansia ed esplicito malumore dell’alleato israeliano. Lievemente distanziato, ed espresso in toni più cauti, c’è stato anche il disagio degli alleati americani del Golfo.  Alcuni analisti avanzano una teoria controcorrente: il buonumore russo, la paura israeliana e la disapprovazione araba non possono essere conseguenza di un accordo che comunque come minimo ritarda di una decina d’anni le temute smanie nucleari iraniane. Piuttosto sarebbero espressione di gioia o irritazione davanti ai possibili risultati del disgelo con Teheran: riportando il regime iraniano nella società civile, la Russia ottiene di poter di nuovo vendergli le proprie armi, con una potente ricaduta su un’economia in crisi. Israele e i Paesi arabi invece vedono l’arci nemico assumere importanza, col rischio che diventi un ago della bilancia negli equilibri mediorientali. Secondo questa lettura, gioia o disapprovazione sarebbero dettate dalla previsione di una possibile trasformazione geopolitica, che lascerebbe alla Russia maggiore libertà di azione nei territori a lei vicini, e all’Iran darebbe un ruolo crescente nei fatti mediorientali. Si badi: Barack Obama nega recisamente che l’accordo con l’Iran abbia nessun altro scopo che quello di impedire ai mullah la produzione di un’arma nucleare. Ma, a sentire esperti autorevoli come Fred Kaplan, il risultato immediato potrebbe davvero essere un riallineamento in una delle zone più roventi del mondo, e il ritorno alle vecchie “sfere di influenza” come all’epoca della Guerra Fredda.  Ultimo aggiornamento: 21:04 © RIPRODUZIONE RISERVATA