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One World: Together At Home, perché il web non potrà mai sostituire la musica live

Martedì 21 Aprile 2020 di Andrea Andrei
One World: Together At Home, perché il web non potrà mai sostituire la musica live
Sappiamo quanto la tecnologia ci stia aiutando a sentirci vicini in questo limbo sospeso che stiamo vivendo. Lo vediamo tutti i giorni, e lo abbiamo visto anche sabato notte, con One World: Together At Home, la maratona musicale ideata da Lady Gaga che ha unito grandi artisti e personaggi pubblici da tutto il mondo per l'Oms. La ricetta era la stessa dell'evento nostrano Musica Che Unisce: una successione di video registrati in cui ogni musicista ha eseguito un brano da casa sua. Sono iniziative di valore, che ci aiutano a sentirci meno soli e che ci emozionano anche. Ma che rendono sempre più chiaro che certe modalità in remoto non potranno mai sostituire la musica dal vivo.

È una questione di coinvolgimento emotivo, prima di tutto, ma che ha anche una componente fisica: trovarsi nel luogo in cui quello spettacolo sta avvenendo, vederlo, sentirlo mentre accade, crea una connessione tra le persone che con Internet ha ben poco a che vedere. Il web va benissimo per una riunione di lavoro, ma l'arte è un'altra cosa e per fortuna lo sarà sempre. E vedere quei grandi artisti esibirsi in videoconferenza ha acceso soprattutto un desiderio: tornare a sentirli sul palco, circondati da persone che cantano, sudano e si muovono all'unisono. Ecco, speriamo che l'uso più consapevole della tecnologia ci porti, in futuro, ad avere più tempo da dedicare a eventi come quelli.

andrea.andrei@ilmessaggero.it Ultimo aggiornamento: 16:24 © RIPRODUZIONE RISERVATA