Giorgio Ursicino
MilleRuote
di Giorgio Ursicino

Verstappen piega Hamilton in Francia. Ma è la Mercedes a sbagliare. Delusione Ferrari, fuori dai punti

Max Verstappen festeggia appena terminato il GP di Francia
di Giorgio Ursicino
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Lunedì 21 Giugno 2021, 09:03 - Ultimo aggiornamento: 26 Giugno, 18:07

Attenti a quei due. Sempre loro. Ormai, il Campionato del Mondo di F1, è diventato un duello riservato. Ieri la Mercedes giocava in casa, su un circuito nel quale Hamilton era abituato a prendersi la pole e la vittoria. Invece ha vinto la Red Bull che ha confermato di aver completamente azzerato il gap dalle Frecce d’Argento su tutti i tipi di circuito. Giudicando la gara di pancia, si ha l’impressione che al Paul Ricard le monoposto fossero pari ed anche i due fuoriclasse hanno dato il meglio di loro. A fare la differenza sono state le strategie dei garage che hanno fatto pendere la bilancia dalla parte austriaca. Max scattava dalla pole, Lewis era al suo fianco. Si sapeva dall’inizio che la Red Bull era più scarica e sarebbe stata avvantaggiata nei sorpassi, mentre la Mercedes avrebbe potuto sfruttare al meglio il suo assetto se avesse avuto pista libera.

Al via Verstappen ha fatto un po’ l’errore di Hamilton a Baku quando staccando, all’interno e fuori traiettoria, è finito lungo aprendo la porta al rivale. Sembrava fatta. L’inglese aveva il boccino in mano e impostava il passo gestendo le gomme. Metteva oltre tre secondi fra la sua Stella e l’olandese, un margine rassicurante per rispondere a qualsiasi undercut. Invece il primo errore. La corazzata, non lasciava la prima mossa ai rivali un po’ in difficoltà (Bottas era tranquillamente davanti a Perez). Rompeva gli indugi e richiamava ai box il finlandese quando le vetture nere avevano ancora le scarpette buone. Per mantenere il secondo posto Max è stato costretto a rispondere immediatamente, al giro successivo, vanificando la mossa di Valtteri. A quel punto pure il Re Nero veniva richiamato ai box (lui non era tanto convinto) certi che il vantaggio non si poteva azzerare in un solo giro.

Invece, fra la sorpresa generale, il britannico, uscendo dalla pit lane, veniva sverniciato dall’olandese. Anche se mancavano due terzi di gara il patatrak era fatto. Le Mercedes avevano un ritmo migliore, ma erano lente in rettilineo e non potevano tentare il sorpasso. Per molti giri sono state nell’aria sporca della Red Bull, mettendo alla frutta gli pneumatici che la strategia prevedeva dovessero arrivare in fondo. In un impasse del genere bisognava inventarsi qualcosa. Invece, era Verstappen ad anticipare tutti e fare un undercut. Lo squadrone era con le spalle al muro. Se si fermava rientrava dietro a super Max con probabilità quasi nulle di scavalcarlo in pista. L’obbligo era di andare fino in fondo, ma con gomme molto maltrattate. L’olandese recuperava più di un secondo al giro e si è visto subito che Bottas era spacciato.

Sua Maestà, invece, provava quello che gli è riuscito altre volte e, come un computer, impostava il ritmo più veloce per spremere al massimo la gomme facendole però durare fino al traguardo. Questa volta il miracolo non riusciva. A due giri dal termine il falco piombava sulla preda e il sette volte campione del mondo, con gomme dure finite e senza velocità sul dritto, si arrendeva senza lottare. Troppa la differenza in quel frangente, meglio evitare di buttare tutto alle ortiche come a Baku. Nel finale Perez scavalcava Bottas contando su coperture più fresche e gli strappava il podio. Dietro al finlandese arrivavano le due McLaren con Norris ancore davanti a Ricciardo. Poi un ottimo Gasly precedeva i due arzilli “vecchietti”, Alonso e Vettel ancora a punti e davanti ai rampanti compagni.

E le Ferrari? Viste le promettenti cose fatta vedere in prova (dopo aver conquistato due pole consecutive a Monaco e in Azerbaigian), non trovandole nei punti si saranno ritirate. Niente affatto. Carlos ha chiuso 11°, Charles addirittura 16. Per un nulla Sainz ha evitato il doppiaggio, cosa che non è riuscita a Leclerc. Cosa è successo. Non facile dirlo vedendo gli sguardi persi dei piloti e di Mattia Binotto. Una debacle del genere si può spiegare solo con le gomme. Pare che ieri in Francia le due SF71 si siano messe a litigare con le Pirelli, sia bianche che gialle. Bisognerà scoprire in fretta cosa non ha funzionato perché le prossime due domeniche si corre in Austria, sul circuito di proprietà dei bibitari.

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