Giorgio Ursicino
MilleRuote
di Giorgio Ursicino

Tesla Y, arriva il Suv da favola: 0-100 in 3,7", oltre 240 km/h, 7 posti, autonomia più di 500 km

La Tasla Model Y
di Giorgio Ursicino
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Domenica 17 Ottobre 2021, 12:08 - Ultimo aggiornamento: 19 Ottobre, 09:37

L’avanzata continua. E non conosce tregua. Lo stabilimento di Fremont nel Far West viaggia a pieno regime ed anche quello nell’ex Celeste Impero si dà molto da fare. Nessuno può dirlo, ma è più probabile il sorpasso della produzione Tesla del milione di veicoli l’anno piuttosto che la capitalizzazione della società raggiunga i mille miliardi di dollari, proiettando Musk verso la poltrona di uomo più ricco della Terra. Sono ormai alle rifiniture la fabbrica Usa di Austin in Texas e quella europea di Grünheide, alle porte Berlino, in Germania. I due impianti dovrebbero avviare la produzione entro l’anno e nel 2022 quella totale quasi raddoppierà. Quasi, perché i prossimi veicoli che l’azienda lancerà avranno un costo unitario molto più elevato, ma saranno più grandi e complessi de realizzare. Sia come sia, nel breve periodo non si vede chi possa togliere all’ex start-up della Silicon Valley la leadership mondiale delle vetture “zero emission”.

E la Compagnia, ormai globale, continuerà ad incassare fiumi di denaro anche senza far nulla, solo vendendo i “crediti ecologici” che molti costruttori tradizionali sono costretti a comprare per evitare di pagare salate multe sulle emissioni. Gli Stati Uniti sono un po’ indietro nei mezzi che rispettano l’ambiente con una quota poco superiore al 2,5%, mentre in Cina questa percentuale è a doppia cifra e in Germania, ormai, anche di più. Tesla fa la voce grossa anche nel Vecchio Continente dova non è ancora operativo l’impianto di assemblaggio. A giugno la Model 3 è stato il modello più venduto in assoluto (compresi i termici) in Europa, il primo in UK dove le elettrice volano come nel paese leader dell’Unione. A fine agosto sono iniziate le consegne anche in Italia della Model Y, un Suv con molte parti in comune col la “3” che ha un costo accessibile.

La sua tipologia, inoltre, dovrebbe portarla ad incontrare il consenso del pubblico. In attesa che le linee di Brandeburgo iniziano a sfornarla insieme alla 3, queste prime Y arrivano dell’Oriente, da Shanghai, nello stabilimento che può produrre 500 mila veicoli l’anno (dovrebbero essere riservati alla Cina ed ai paesi asiatici) e che Musk verrebbe già ampliare di 200-300 mila unità. La Y è lunga 475 cm ed ha tutte le caratteristiche di uno sport utility: alta da terra, grandi ruote che arrivano a 21 pollici di diametro, possibilità di trasportare 7 persone o 2 ed oltre 2 metri cubi di bagagli. È disponibile nella versione Dual Motor, a trazione integrale con una autonomia che nella variante Long Range supera i 500 km (batteria da 75 kWh, peso 2 mila kg, 0-100 in 5 secondi, velocità 217 km/h).

Il gioiello, che può usufruire dei bonus governativi, costa 60.990 euro che aumentano di 8 mila euro per avere la variante Performance che ha prestazioni da supercar, sospensioni ribassate e freni dedicati oltre ai cerchi ruota da 21 pollici (velocità 241 km/h, 0-100 in appena 3,7 secondi, range solo leggermente penalizzato). Tutte le Model Y hanno un display orizzontale da 15 pollici che gestisce tutte le funzioni dell’auto, l’impianto audio con 14 speaker e possono rifornire nei 25 mila punti di rifornimento dedicati in tutto il mondo (6 mila dei quali in Europa e 400 in Italia) che consentono di rifornire 270 km in soli 15 minuti (120 km i 5 con le Supercharger a 250 kW). Come da tradizione Tesla tutti gli aggiornamenti software sono via internet, cioè “over the air”.

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