Giorgio Ursicino
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di Giorgio Ursicino

Stellantis, un futuro elettrico: una gigafactory in Italia e 30 miliardi di investimenti

Carlos Tavares ceo di Stellantis e il Cfo Richard Palmer illustrano il piano durante EV Day 2021
di Giorgio Ursicino
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Sabato 10 Luglio 2021, 10:49 - Ultimo aggiornamento: 11 Luglio, 10:11

L’Italia avrà la sua gigafactory. Lo ha annunciato Carlos Tavares, il ceo di Stellantis, durante EV Day 2021 che traccia l’indirizzo strategico del nuovo gigante franco-italo-americano nato sei mesi fa. Troppo presto per un piano industriale dettagliato su stabilimenti e prodotti che il manager portoghese ha promesso entro l’anno. Si tratta più che altro dell’approccio che il Gruppo avrà nei confronti della mobilità sostenibile, argomento del quale le cancellerie e i mercati finanziari sono particolarmente sensibili. Lo stabilimento tricolore che si occuperà delle celle delle batterie sarà quello di Termoli, in provincia di Campobasso, attivo dal 1972. L’impianto non assembla veicoli, ma è da sempre specializzato nella produzione di “powertrain”, propulsori endotermici e trasmissioni. Proprio le componenti più in difficoltà con il dilagare dell’elettrificazione.

Se non ci fosse stato il cambio d’uso, che dovrebbe garantire o, addirittura, incrementare l’occupazione, la fabbrica molisana avrebbe rischiato grosso perché, come spiegato in altre parti del piano, quel tipo di produzione sarà fortemente ridimensionata nei prossimi anni in quanto la maggioranza dei veicoli di Stellantis diventerà con la spina, full elettrici o plug-in. Rumors davano in concorrenza per una gigafactory del colosso lo Spagna, ma il management ha fatto una scelta oculata perché il principale azionista (la Exor) ha radici in Italia e nel Belpaese c’è una tradizione automobilistica che risale alla fine dell’Ottocento. Gli altri due impianti europei che verranno riconvertiti rispondono alle stesse ragioni e sono Douvrin in Francia (PSA) e Kaiserslautern in Germania (Opel). Gli ulteriori due (per un totale a medio termine di 5 gigafactory) vedranno la luce in Nord America dove c’è quasi metà del business di Stellantis, ma un percorso verso le emissioni zero meno spinto.

Tavares ha infatti spiegato che da questa parte dell’Atlantico sarà oltre il 70% la produzione altamente elettrificata entro il 2030, mentre negli Usa “solo” il 40%. Per alimentare questo vigoroso cambiamento sono stati stanziati nei prossimi 5 anni 30 miliardi che serviranno solo per le auto a batterie e il software. L’investimento dovrebbe avere un’efficienza del 30% superiore alla media del settore. Tavares e il Cfo Richard Palmer hanno anche relazionato che le sinergie stanno andando molto bene in questa fase iniziale e l’obiettivo dei 5 miliardi di risparmio l’anno previsti dal 2025 potrebbe essere anticipato. L’azienda ha reso noto il trend del secondo trimestre e, pur con un andamento dei volumi inferiore alle attese, il margine sarà superiore alle aspettative che prevedevano una forbice fra il 5,5% e il 7,5%. Su questo aspetto l’ad punta molto forte: il ritorno salirà stabilmente sopra le due cifre dopo il 2026.

La capacità delle gigafactory sarà di 130 GWh nel 2025 che saliranno a 260 nel 2020. Anche se la catena del valore sarà tutta interna, sono previsti anche accordi con fornitori specializzati. Per quanto riguarda i veicoli sono previste 4 piattaforme che potrebbero servire da base a 10 milioni di veicoli l’anno: Small (autonomia 500 km), Medium (700 km), Large (800 km) e Frame soprattutto per i veicoli americani. Le batterie saranno di due tipi, una ad alta densità energetica, un’altra priva di nichel e cobalto. I primi accumulatori allo stato solido arriveranno nel 2026. Il loro costo scenderà del 40% fra il 2020 e il 2024 per abbassarsi di un ulteriore 20% prima del 2030. Avranno una capacità sin dall’inizio di ricarica di oltre 30 km al minuto. Stellantis ha stipulato contratti per l’estrazione del litio geotermico che può essere fatta in Europa. Già nel 2026 i veicoli elettrici costeranno meno di quelli termici.

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