Giorgio Ursicino
MilleRuote
di Giorgio Ursicino

Stellantis, accordo vicino con le autorità Usa per le emissioni dei motori diesel nel 2015

La sede della Chrysler nelle vicinanze di Detroit
di Giorgio Ursicino
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Sabato 30 Ottobre 2021, 10:36 - Ultimo aggiornamento: 1 Novembre, 21:25

Anche la giustizia americana ha i suoi tempi. Sembra vicina ad un accordo con il Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti la causa penale che Fca ha in piedi dal 2015. Si tratta degli strascichi del “caso emissioni” che in quel periodo ha coinvolto diversi costruttori con condanne soprattutto in Usa e in Germania. La vicenda in questione riguarda circa 100 mila veicoli con motore V6 turbodiesel made in Italy prodotti dal 2014. Secondo persone vicine al dossier la vicenda sarebbe vicina alla definizione e si ipotizza una multa fra i 250 e i 300 milioni. Tutto sommato poca roba rispetto a quanto fu costretta a pagare la Volkswagen (2,8 miliardi) che aveva più veicoli coinvolti (oltre 600 mila). L’esborso della casa tedesca, che ha completamento chiuso le sue vicende giudiziarie su questo argomento, superò alla fine l’ingente somma di venti miliardi fra cause civili e risarcimenti.

L’aspetto che ha sempre differenziato le due vicende è che la filiale Usa del Gruppo Chrysler ora controllato da Stellantis non ha mai ammesso di essere volutamente colpevole, cioè aver organizzato la manomissione degli apparati di emissioni con frode. E questo è un passaggio cruciale per l’accusa. L’accordo, quindi, potrebbe arrivare a giorni, ma nessuno si sbilancia su questo punto sostenuto con orgoglio da Sergio Marchionne in persona che difendeva la buona fede dei suoi ingegneri. Sia come sia è un pronunciamento un po’ tardivo che non cattura l’attenzione mediatica ed è superato dalla storia. Taroccate o no, le emissioni del motore a gasolio sono in ogni caso troppe in relazione alla nuova mobilità che ha sposato la causa dell’elettrificazione e dell’azzeramento della CO2.

Gli stessi costruttori, tutti, hanno decretato la fine dei motori termici anticipando spesso le scadenze del legislatore. Su questo particolare punto l’Europa è davanti all’America che pur può vantare l’icona delle auto a batterie (la Tesla) che ha rivoluzionato anche il mercato finanziario. I dispositivi che soprattutto gli States avevano messo sotto accusa riguardano la gestione elettronica che durante l’utilizzo variava aggirando i limiti. Fca ha sempre sostenuto che le variazioni, peraltro previste, avevano solo il fine di salvaguardare il motore, mentre la casa tedesca ammise che alcuni tecnici erano a conoscenza del funzionamento irregolare.

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