Giorgio Ursicino
MilleRuote
di Giorgio Ursicino

Sainz riporta la Ferrari in prima fila, ma la pole è di Norris. Hamilton pasticcia, in F1 è cambio generazionale

Lando Norris festeggia la sua prima pole position in F1 a Sochi
di Giorgio Ursicino
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Domenica 26 Settembre 2021, 11:23 - Ultimo aggiornamento: 16:00

Una griglia fresca fresca. Croccante. Con tre piloti giovanissimi ad accarezzare la gloria che non erano mai stati tutti inseme sul podio delle qualifiche. Questa non è l’unica anteprima. Carlos Sainz non era mai scattato dalla prima fila. Lando Norris, invece, si è andato ha conquistare il ruotino della pole che lo porta ad essere uno dei più giovani di tutti i tempi in questa prestigiosa graduatoria guidata da Hamilton che, a Sochi, era convinto di essersi ormai messo in saccoccia la partenza al palo numero 102. Fra i tre rampolli fenomeni non poteva mancare il chirurgico George Russel. Da quando ha ufficialmente ricevuto i galloni di pilota Mercedes, ha già meritato di partire fra i primi tre per la seconda volta (l’altra nell’affascinante Spa), guarda caso sempre sotto il diluvio. Sarà un caso, ma c’è odore di salto generazionale, con altri due baby terribili che quasi non sono scesi in pista.

Verstappen e Leclerc, infatti, oggi scatteranno dal fondo della griglia per aver montato entrambi la power unit numero 4 del 2021 quando il regolamento ne censente soltanto 3. Sia Max che Charles, con i motori più freschi e potenti, hanno prenotato una rimonta da favola, specialmente l’olandese che guida la monoposto migliore ed ha il talento per difendere la vetta della classifica dagli assalti di re Hamilton. Se si tratta di guardare gli episodi sembra che questo non sia l’anno di Lewis. Dopo troppo digiuno sia dalla pole che dalla vittoria, ieri sembrava tutto apparecchiato per tornare a ruggire. Super Max era dietro, pure penalizzato per essere atterrato sulla testa del rivale britannico nel GP di Monza. La Stella sembrava tornata in grandissima forma su una pista dove ha sempre dominato da quando si corre in Russia.

Le due Frecce d’Argento, ormai diventate nere, hanno dominato dal venerdì e la prima fila tutta Mercedes sembrava una certezza per andare ad acchiappare una doppietta alla quale non siamo più abituati. Invece niente, è andata male pure questa volta e lo squadrone tedesco sembra vacillare sotto i colpi dell’incertezza. Oggi, statene certi, se la pista è asciutta e le condizioni ideali, gli unici sette volte campioni del mondo consecutivi nella storia della F1 ci proveranno a fare uno-due, pena abbandonare i sogni di gloria. L’impresa, però, sarà ardua anche se pure la seconda Red Bull di Sergio Peres è affogata nell’acquitrino dal quale sono emersi gli adolescenti terribili. L’onore dei vecchietti è stato salvato dal quarantenne più rampante che c’è, Fernando Alonso, che ha spinto la sua Alpine fino al sesto posto. Hamilton e Bottas, che fino a 5 minuti dal termine della Q3 sembravano su un altro pianeta, hanno chiuso 4° e 7° con Peres 9° e Vettel 11° preceduto dal compagno di squadra Stroll 8°.

Le qualifiche si stavano chiudendo e fino a quel momento tutti avevano girato con la intermedie su un tracciato abbastanza bagnato. Il primo ad azzardare è stato George seguito dagli altri giovani, ma non sembrava aria. Russel doveva mettere in campo tutto il suo talento per domare una Williams bizzosa sulle numerose pozze d’acqua. Qui il primo errore del pilota che non sbaglia mai. Lewis “declinava” l’invito dei box di montare le slick. In quelle condizioni basta un nulla per ribaltare la situazione e l’inglese è andato nel panico. Rientrando in pit-lane per l’operazione tardiva di cambio gomme picchiava sul muretto, danneggiava il muso e forse qualcos’altro alzando il nervosismo a mille. Il primo a volare era Sainz che portava la Ferrari in pole provvisoria facendo infiammare il muretto. Posizione che gli strappava Norris con un giro perfetto. Proprio sulla bandiera a scacchi Russel buttava giù il suo futuro caposquadra anche dai primi tre.

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