Giorgio Ursicino
MilleRuote
di Giorgio Ursicino

Mercedes svetta nei test di Barcellona: Hamilton e Russel precedono tutti, ma la Ferrari fa ben sperare

La Mercedes di Lewis Hamilton a Barcellona
di Giorgio Ursicino
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Domenica 27 Febbraio 2022, 09:43 - Ultimo aggiornamento: 1 Marzo, 10:28

Il primo round è andato. Indubbiamente appassionante dal punto di vista tecnologico, meno da quello sportivo. Ma questo già si sapeva. I vari team, di certo, non avrebbero preso rischi per far vedere chi era il più veloce a Montmelo. Anzi, quasi tutti avrebbero fatto pretattica per non scoprire il potenziale dei nuovi gioielli che, con il cambio regolamentare, non hanno in comune neanche un bullone con le monoposto dello scorso anno. Alla fine il “titolone” è uscito lo stesso perché le più veloci della tre giorni catalana sono state, tanto per cambiare, le Frecce tornate d’Argento, otto volte Campioni del Mondo Costruttori in carica. In pratica è una vita che le Stelle non perdono e sarebbe stato strano se Allison ed Elliot avessero interpretato male le nuove norme.

Il Re Nero, determinato a cancellare gli spettri della scorsa stagione, ha girato il pomeriggio precedendo il giovane compagno di squadra Russell che invece aveva guidato al mattino. C’è anche da dire che Lewis ha coperto 94 giri, un record in mezza giornata nonostante i bolidi siano rimasti a lungo ai box dopo la pausa pranzo aspettando che la pista si asciugasse. No, il tempo a Barcellona è rimasto buono. La Pirelli, però, ha fatto inondare il circuito con 6 autocisterne d’acqua (più 300 mila litri) per dare ai contendenti la chance di verificare come si comportavano le gomme full wet ed intermedie che, oltre ad essere nuove, hanno un diametro di 18 pollici. Fatica quasi inutile in quanto i piloti hanno fatto pochi giri, sempre per tenere nascoste le proprie performance ed evitare di fare danni sull’asfalto scivoloso in questa fase delicata della stagione.

Da quando in F1 c’è la tecnologia spaziale, i test non servono più per verificare le prestazioni, ma per comparare il comportamento in pista con quello riscontrato al simulatore o in galleria del vento, due armi indispensabili durante la stagione per effettuare gli sviluppi quando svolgere i test è severamente vietato. In più, con quelle diavolerie in fabbrica si cerca l’assetto migliore gara per gara con intere nottate di lavoro in sede. La quadra che non si è riusciti a trovare sul tracciato di Melbourne, esce quasi sempre fuori dai collaudatori in Inghilterra o a Maranello. Al di là della lista dei tempi “familiare”, resta valida la teoria che nessuno ha spinto a fondo, la vetture avevano una quantità di benzina diversa e pneumatici di mescola differente (sono ben 5, più due da bagnato).

La cosa che ha lasciato sorpresi è la grande affidabilità raggiunta da auto che hanno appena messo le ruote in terra, quasi tutte hanno girato con regolarità e le bandiere rosse per effettuare i recuperi sono state poche. La cosa curiosa è che i compagni di squadra hanno viaggiato quasi appaiati (è evidente che non hanno spinto) e subito dietro le Mercedes ieri si sono piazzate le Red Bull con Sergio Perez davanti al fresco campione del mondo. Al quinto posto Vettel con l’Aston Martin che aveva annunciato come non avrebbe mai corso in Russia prima che il GP di Sochi venisse annullato per la guerra in Ucraina.

Seb ha preceduto le Ferrari, le Williams e le McLaren. Per quello che si è visto complessivamente durante la settimana, oltre ai soliti due top team, sono sembrati in palla la Ferrari e la McLaren che hanno realizzato progetti originali. La sensazione e che quando si verrà per il GP di Spagna i tempi si abbasseranno di più di qualche secondo avvicinandosi alla pole dello scorso anno. Secondo radio paddock George quando ha fatto il tempo aveva nel serbatoio della sua Freccia tre quarti di carburante.

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