Giorgio Ursicino
MILLERUOTE di
Giorgio Ursicino

La strategia Raggi: trattare le auto diesel nuove come vecchi rottami

Mercoledì 15 Gennaio 2020
Il tabellone del divieto diesel
La sindaca Raggi non scherza, è guerra al diesel. Aveva iniziato parlando in Messico sul futuro: a Roma tutte le vetture a gasolio saranno bloccate nel 2024. Poi si è passati dalle intenzioni ai fatti e durante le domeniche ecologiche le auto con questo tipo di alimentazione furono fermate davvero. Anche le Euro 6, quelle appena uscite dal concessionario. Oltre a pensare alla follia, si pensò ad un messaggio: disincentivare le vendite di auto a gasolio senza creare un grande disagio perché un giorno festivo la maggior parte della gente non va a lavoro e le scuole sono chiuse. Ora l’affondo, il colpo finale. Oggi, in due fasce orarie (7.30-10.30 e 16.30-20.30), nessun diesel potrà viaggiare all’interno della “ZTL Fascia Verde”.

Una decisione immotivata e assolutamente impopolare che, oltre a tagliare le gambe ai cittadini romani, decreta la morte commerciale delle auto a gasolio creando problemi all’industria e ad una larga fascia di utenti che vedono andare in fumo l’investimento fatto. Eh sì, da domani una vettura diesel sarà molto difficile da vendere, quindi sarà deprezzata. Non serve essere dei “frenatori” o dei contrari al progresso per avere una posizione fortemente critica nei confronti del provvedimento, è una questione di buon senso. È vero che la mobilità deve essere eco-sostenibile perché è in ballo la nostra salute, ma deve essere anche eco-razionale, altrimenti il sistema va in tilt.

Se non si tiene conto di tutti i fattori in gioco si corre il rischio di togliere la libertà di muoversi e di mettere in ginocchio un settore che ha i suoi tempi e nel nostro paese vale diversi punti di Pil e dà lavoro a centinaia di migliaia di lavoratori. Non è il caso di entrare in dettagli tecnici, sono diverse le fonti che sostengono la virtuosità del diesel perché è un motore più efficiente, quindi brucia meno carburante e di conseguenza emette meno CO2 responsabile dell’effetto serra. Basta attenersi alla logica. Come è possibile vietare la circolazione a veicoli nuovi di fabbrica e che rispettano tutte le normative europee e nazionali? I sindaci sono responsabili della salute degli abitanti della propria città, ma è assurdo a livello locale vietare l’utilizzo di un mezzo considerato a livello nazionale e internazionale lo stato dell’arte della tecnologia.

Certe vetture se non possono circolare non dovrebbero neanche essere vendute perché considerate inadeguate. Le auto a gasolio pagano le conseguenze del dieselgate ma un’auto di ultima generazione è pulita quanto una vettura a benzina, forse di più. Fermarla è un’eresia, addirittura un dispetto. Al di la di una combustione perfetta che ottimizza i consumi, sono presenti i più sofisticati trattamenti all’impianto di scarico che abbattono drasticamente sia il particolato che gli ossidi di azoto. Veicoli del genere andrebbero incentivati e non penalizzati in quanto il loro utilizzo non danneggia l’ambiente e garantisce inoltre enormi vantaggi in fatto di sicurezza.

È un atto quasi criminale costringere un utilizzatore ha lasciare in garage un nuovo diesel Euro 6 e invitarlo a prendere una vettura a benzina Euro 3 che oggi può tranquillamente circolare. Fra le due auto ci possono essere una ventina d’anni di differenza, con quelle immatricolate nel 2020 che hanno numerosi dispositivi di assistenza alla guida, mentre le Euro 3 possono non avere nemmeno l’Abs e l’Esp. I costruttori si stanno rapidamente adeguando, ma non possono correre così veloci. Prima quasi tutti hanno tolto il diesel dalle auto da città, ora tolgono anche il benzina. Le auto più piccole ormai hanno solo il motore elettrico. Ultimo aggiornamento: 04-02-2020 11:09 © RIPRODUZIONE RISERVATA