Giorgio Ursicino
MILLERUOTE di
Giorgio Ursicino

Hamilton, il Re diventa cannibale e conquista il mitico Mugello: vittoria, pole e giro veloce

Lunedì 14 Settembre 2020 di Giorgio Ursicino
Lewis Hamilton sul podio del Mugello festeggia la sua vittoria numero 90 in F1
«Lewis è il più grande pilota della sua epoca e può diventare il migliore di tutti i tempi. A parte il talento indiscusso, c’è da ammirare la sua straordinaria abilità nel trasformare il potenziale in risultati. Un fatto che deve essere da stimolo per tutti i giovani piloti, anche i nostri», parola del presidente Ferrari. John Elkann, sceso al Mugello con tutto lo stato maggiore di Maranello per onorare i mille GP del Cavallino, ha parole dolci per Hamilton del quale riconosce l’immensa bravura. Come è molto obiettivo nel valutare il momento da incubo della Scuderia che si è completamente persa e non sa più che direzione imboccare.

Il capo ha le idee molto chiare. «Abbiamo tanto lavoro da fare, ma serve continuità. Forse adesso non vinciamo anche perché abbiamo fatto andar via tante persone che sono andate a rafforzare gli avversari». Il Re Nero, dall’alto della sua immensa classe, ringrazia e domina il primo GP disputato sulla pista della Ferrari, un circuito d’altri tempi e quindi da “uomini veri”, con saliscendi mozzafiato e curvoni da affrontare in pieno che premia, oltre al pilota migliore, la monoposto più perfetta. Lewis si è inchinato davanti al fascino del Mugello. Lo ha affrontato con grande rispetto e attenzione, “studiandone” i dettagli e scoprendone, man mano, i segreti. Il tracciato ha risposto per le rime, coprendolo di gloria e mettendo in risalto tutta la differenza fra lui e suoi sudditi.

Sul podio il pilota di colore ha portato avanti l’impegno sociale contro il razzismo indossando la maglietta che chiede l’arresto dei poliziotti Usa hanno ucciso una ragazza afroamericana. In una corsa interrotta da mille incidenti, con bandiere rosse che sventolavano più delle gialle, l’inglese ha passeggiato, non facendo mai capire il suo vero limite e giocando con gli avversari con una superiorità disarmante. A qualcuno è venuto addirittura in mente che domenica scorsa a Monza ha rinunciato a vincere. Ha fatto finta di non vedere il semaforo rosso all’ingresso dei box, perché altrimenti avrebbe eguagliato le 91 vittorie di Schumi proprio nella sua pista di casa. E l’immenso e sfortunato Michael avrà certamente più piacere a cedere lo scettro su una pista meno amica.

Sia come sia, è chiaro che il Mugello è una pista da sovrani. Hamilton si è preso pole, vittoria e giro veloce, dando l’impressione che, se fosse servito, poteva fare molto di più. Il suo compagno Bottas (secondo al traguardo davanti ad Albon), arrivato in Toscana con tanta voglia e determinazione, è rimasto a bocca asciutta e, quando Lewis si è messo a fare i compiti, non ha potuto far altro che alzare bandiera bianca. L’altro purosangue di razza, Max Verstappen, si è arreso alla seconda curva, tradito per la seconda volta di fila dalla sua Red Bull. L’impressione è che il talentuoso olandese sarebbe stato l’ultimo ad arrendersi, costringendo l’extraterrestre britannico a spremere un po’ di più la sua Stella.

L’inglese, più che per la sua velocità da puro animale da combattimento (95 pole position), impressiona per la “regolarità”: sono 43 gare consecutive che arriva a punti (record) e, la striscia precedente prima che il motore lo tradisse in Austria, era di 33. Incredibile. La rapidità di Senna e Mansell, con il sangue freddo di Lauda e Prost. Il gran premio ha visto ben tre partenze al palo, con due interruzioni per altrettanti spettacolari incidenti. Pauroso quello al secondo via, proprio sulla linea di partenza, con 4 macchine coinvolte a quasi 300 orari.

Povero Giovinazzi, dopo il botto in Belgio, un’altra brutta carambola con tanti danni per il carrozziere nel momento che bisogna confermare il sedile per la prossima stagione con driver come Peres, Hulkenberg e Mick Schumacher a caccia. L’altro crash ha visto, forse per una foratura, il giovane Stroll uscire a 282 km/h alla seconda delle Arrabbiate: vettura disintegrata (poi è andata pure a fuoco), ragazzo illeso quando stava disputando una gara gagliarda e aveva il podio nel mirino (avrebbe rafforzato la quarta posizione nel Mondiale). La Ferrari? Charles 8°, Seb 10° su 12 arrivati. Sempre più gambero rosso, peggio che a Spa e a Monza. Non c’è velocità e le gomme si distruggono. Un calvario. Ultimo aggiornamento: 16-09-2020 13:58 © RIPRODUZIONE RISERVATA