Giorgio Ursicino
MILLERUOTE di
Giorgio Ursicino

Il governo abbandona l'auto. Andremo tutti in monopattino che ha il bonus all'acquisto come la bicicletta

Venerdì 15 Maggio 2020 di Giorgio Ursicino
Ragazze in monopattino
Il “Decreto Rilancio” rischia di trasformarsi in un caos trasporti, Totale e assoluto. L’approccio è altamente ideologico e rischia di mettere definitivamente a tappetto il settore automotive che in Italia, fra industria e servizi, vale qualcosina come 330 miliardi l’anno, è il primo contribuente dell’erario (con 80 miliardi l’anno), ed è uno strumento fondamentale di libertà individuale visto che nel nostro paese, sia l’esecutivo che le amministrazioni locali, hanno sempre trascurato l’importanza del trasporto pubblico.

Oltre ad aver dimenticato il comparto con incentivi ad hoc in un momento in cui le vendite di auto si sono azzerate e migliaia di persone rischiano di perdere il posto di lavoro, i membri del governo hanno confuso una delle fasi più drammatiche della nostra storia recente con un momento di festa di un paese ricco, dove si cerca di fare le rifiniture ad un capolavoro. Grottesco. Eppure gli automobilisti sono circa 40 milioni (o almeno lo sono le macchine in circolazione nel Belpaese) e la maggior parte di loro, secondo le più recenti ricerche, vede la vettura come un bene rifugio da utilizzare con più intensità per difendere la distanza sociale, difficile da rispettare sui mezzi pubblici scarsi e inadeguati anche quando viaggiavano a pieno carico.

Ma come le fanno le raccomandazioni? Si ricordano che gli assembramenti sono pericolosi solo quando pare a loro? Sia come sia, hanno deciso che l’auto va boicottata e, udite udite, per muoversi andremo a piedi (ottimo quando è possibile), in bici e monopattino, che riceveranno il bonus per l’acquisto. Nulla in contrario, per carità, ma non può certo essere questo il modo per uscire dal pantano del covid che, oltre a portarsi via tante persone, ha inciso sui nostri modi di comportarci e porterà molte conseguenze anche nei mesi futuri (sperando che le ondate pandemiche non tornino).

Vi immaginate voi la mattina accompagnare due o tre bambini a scuola col monopattino? O la sera dare una strappo dal dottore alla mamma anziana caricandola sulla canna della bicicletta? Esperimenti del genere potevano essere fatti in un altro momento non quando le famiglie italiane hanno bisogno di qualsiasi aiuto per sopravvivere. Ma non ci riescono proprio ad essere più realisti. Vabbè che qualche amministrazione pochi mesi fa aveva bloccato le auto nuove fiammanti per le polveri sottili salvo poi scoprire, venti giorni dopo che il traffico era tutto bloccato, che il particolato aumentava.

L’incentivo in sè di questi mezzi è uno scherzo, si tratta di un massimo di 500 euro per acquisto nelle città più grandi (oltre 50 mila abitanti) per un totale di 20 milioni (sugli oltre 50 miliardi della manovra). La cosa più preoccupante è che si sono messi in testa che, essendo il futuro riservato ai novelli Coppi, bisogna adeguare la viabilità delle nostre disastrate città alle esigenze delle colorite due ruote (a proposito, sono ben accetti anche i mezzi ad assistenza elettrica...) togliendo spazio vitale alle auto il cui uso andrebbe facilitato per rispondere al coronavirus.

Cosa faranno è tutto da vedere, corsie riservate, possibilità di conquistare la pole position al semaforo, con la conseguenza di mettere a repentaglio la sicurezza di ciclisti e pedoni. Si sono preoccupati di rafforzare il bonus per le vetture con la spina (elettriche e plug in). Sembra si siano accorti solo adesso che la mobilità elettrica è quella del futuro. Eppure l’Italia, una delle patrie dell’auto, non ha mai avuto un governo che si sia impegnato nel facilitare una rete di ricarica. Tanto che siamo l’unico paese civile a non avere colonnine in autostrada. Ultimo aggiornamento: 20-05-2020 09:44 © RIPRODUZIONE RISERVATA