Giorgio Ursicino
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di Giorgio Ursicino

L'ibrido si evolve: ora Nissan e Honda mettono in discussione la superiorità del full hybrid Toyota

La nuova Nissan Qashqai e-Power
di Giorgio Ursicino
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Mercoledì 25 Maggio 2022, 15:42 - Ultimo aggiornamento: 30 Maggio, 11:35

Siamo in una fase di cambiamento. Caratterizzata dalla transizione energetica. In questo frangente possono andare per la maggiore soluzioni “ibride” che, magari, quando il percorso verrà completato, dovrebbero finire nel cassetto. Una di queste è la motorizzazione ibrida nella mobilità. Ci sono due auto in una. Impossibile restare fedeli al propulsore termico perché il pianeta reclama le proprie esigenze. Ma altrettanto difficile è passare “tout court” a quello elettrico per problemi di disponibilità, costi e, soprattutto, carenza di una rete per rifornirsi. Ecco la scelta ibrida che fa convivere le due anime non raggiungendo però l’obiettivo finale: viaggiare ad inquinamento totalmente zero, target che si può ottenere solo con l’elettrico se spinto da energia pulita, prodotta da fonti rinnovabili, sole, acqua o vento.

Assodato che le auto ibride, in qualche modo, hanno emissioni che possono essere nocive (sia di veleni che di CO2 che è presente in natura ma è un “climalterante”), c’è da distinguere fra le tante forme di ibridizzazione: “mild”, “full”, “plug-in”, soluzioni con costi e risultati che possono essere molto diversi. C’è però una differenza che fa da minimo comun denominatore. Una diversità che può non incidere sull’inquinamento atmosferico, ma ha rilievo sulla modalità di utilizzo. Bisogna ricordare, infatti, che l’auto elettrica fa la differenza dal punto di vista ecologico (zero emissioni allo scarico ed acustiche), ma offre tanti vantaggi anche da altri punti di vista costretti a passare in secondo piano.

Il motore elettrico consente di muoversi in modo molto più avanzato rispetto al vecchio, scoppiettante, termico: ha una modularità estremamente maggiore e, soprattutto, rende disponibile la coppia massima (le forza che esprime) in tempo reale, cioè indipendentemente dal regime di rotazione a cui resta legato il motore a scoppio. Ci sono tipi di ibrido che non hanno nessun collegamento fra il propulsore a carburante e la trasmissione poiché quest’ultimo ha la sola funzione di produrre energia per l’elettrico che si occupa di spingere l’auto. Ecco, tralasciando l’aspetto emissioni che è da valutare caso per caso quanto sia migliore o no, dall’angolazione della guidabilità la vettura è un’elettrica al 100%. Potrebbe sembrare poco, ma non lo è affatto. In particolare per chi si abituato alla vettura elettrica che è qualcosa di più sofisticato e molto più fruibile.

Il full hybrid l’ha inventato Toyota che mantiene un grande vantaggio, in particolare dal punto di vista delle vendite. Alcuni costruttori orientali, però, propongono alternative che dal punto di vista della trazione sono totalmente elettriche o quasi. L’approccio ha già dimostrato la sua validità nel motorsport andando a vincere nella categoria più massacrante che ci sia: i raid, la “classe” della Dakar. L’innovazione non poteva che prevenire dall’Audi, da sempre all’“avanguardia nella tecnica”. Un motore termico si occupa di produrre energia per i due elettrici che fanno volare il bolide in grado di affrontare le dune con un’agilità sorprendente. Più o meno lo stesso concetto è utilizzato da Nissan e Honda nel loro ibrido “di serie”.

Quello della casa di Yokohama si chiama è-Power è funziona come quello di Ingolstadt da corsa: il termico produce energia, l’elettrico si occupa di “spingere”. Ancora una scelta leggermente diversa per la casa di Sōichirō, sempre per minimizzare le emissioni ed esaltare la guidabilità: a basse e medie velocità spinge solo l’elettrico, attraverso un sistema di frizioni questo è completamente staccato dalla trasmissione e produce solo energia elettrica. Quando la velocità sale, fuori città o in autostrada, il motore termico è coinvolto direttamente anche nella trazione. In quel caso, però, la ruvidità del propulsore a scoppio influisce pochissimo sulla fluidità.

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